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I 30 anni del Teatro Prova Sfilza d’iniziative promosse con l’Ape car

In occasione dei 30 anni dalla nascita, il Teatro Prova di Bergamo celebra la sua attività con una serie di iniziative rivolte al pubblico, per far divertire e rilanciarsi sul mercato, come spiega in un'intervista a Bergamonews il presidente Andrea Rodegher.

In occasione dei 30 anni dalla nascita, il Teatro Prova di Bergamo celebra la sua attività con una serie di iniziative rivolte al pubblico, per far divertire e rilanciarsi sul mercato, come spiega in un’intervista a Bergamonews il presidente Andrea Rodegher.

Come intendete festeggiare quetso traguardo?

Con una serie di iniziative che verranno fatte conoscere con l’Ape car Calessino.

E cos’è?

Un mezzo per cercare di invertire una tendenza: invece che richiamare il pubblico, andremo noi tra la gente, a bordo dell’Ape car che costruì il suo mito negli anni 50 trasportando i divi hollywoodiani nelle isole del Mediterraneo: ecologico e originale. Spiegheremo le nostre iniziative, ma soprattutto inviteremo tutti a esibirsi davanti a una telecamera e a farci gli auguri per l’anniversario.

Ci racconti qualche iniziativa in programma.

Andranno in scena due spettacoli dalla forte attrattiva: sabato 21 settembre al Teatro San Giorgio ci sarà Giulio Coniglio, e domenica 22 la Pimpa al Teatro Gavazzeni di Seriate, animati dagli attori dell’Archivolto di Genova, fra cui Nicoletta Costa, creatrice del personaggio Giulio Coniglio. Poi scenderanno in campo alcuni dei nostri professionisti sabato 28 settembre, per un assaggio della novità “La Principessa sul Pisello” al debutto a marzo. Giornate all’insegna di laboratori, attività, incontri con gli attori e merende. Inoltre la Notte Bianca per i più grandi, prevista per sabato 21 settembre dalle 20 alle 9 del mattino, colazione inclusa, dove i giovani adulti potranno preparare un evento teatrale insieme alla compagnia. Da ultimo la caccia al tesoro per sperimentarsi attori di un copione misterioso, fra le vie della città, in programma sabato 7 settembre.

Parliamo della vostra stagione: spettacoli a Bergamo e non solo? 

Infatti. Andiamo in trasferta anche fuori dalla città per farci conoscere dalle scuole e dalle realtà che non possono raggiungerci ma che son felici di ospitarci. Proponiamo anche corsi per tutte le età, dalla materna alle superiori, ma abbiamo anche la Scuola Triennale per attori, a partire dai 18 anni, che fornisce elementi fondamentali del training teatrale e predispone gli allievi ad un atteggiamento ricettivo, disponibile e creativo. Molti di loro una volta usciti ci fanno concorrenza!

Come vanno in  questi tempi di crisi le proposte culturali?

Siamo felici di vedere che queste attività non hanno avuto il calo che temevamo, ma continuano a interessare i ragazzi sempre di più, e noi, l’unica compagnia a Bergamo, abbiamo la fortuna di poter offrire una sala teatrale attrezzata, il Teatro San Giorgio. va detto che noi rivolgiamo un’attenzione particolare al “sociale”, collaborando con carceri, psichiatria, centri disabili e il CRH di Bergamo, visto che alcuni dei nostri collaboratori ne hanno le specifiche competenze.

Come nasce Teatro Prova?

Premetto che noi festeggiamo i trent’anni – e per noi sono un traguardo – ma che intendiamo guardare al futuro, più che al passato. La Cooperativa nasce nel 1983 dalla storica Scuola Le Grazie di Bergamo, dalla mente di Umberto Verdoni, oggi scomparso, e l’anno successivo è già riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. L’idea era di fare teatro per bambini, e se col tempo le poetiche sono variate, il target è rimasto lo stesso: i ragazzi. Per questo lavoriamo da sempre con le scuole, fra cui il Secco Suardo e il Liceo Artistico a Bergamo, per avere un contatto diretto col nostro pubblico e avvicinarci alle loro esigenze.

Fare teatro per ragazzi è una sfida?

Oltre al fatto che fare teatro oggi in Italia è difficile per le carenze economiche che subisce la cultura, fare teatro per ragazzi è un’ulteriore sfida. Si tratta di un’attività di nicchia specializzata, richiede un’attenzione in più al linguaggio, che nei giovani è in continuo cambiamento e noi vogliamo rincorrerlo per comunicare con loro in modo immediato. Siamo convinti che lo spettacolo abbia valore educativo e non sia puro intrattenimento.

Cos’avete in serbo per il futuro?

Un nostro auspicio è sicuramente quello di raggiungere i palchi europei con gli spettacoli del muto, e poi allargare il nostro raggio d’azione ai giovani adulti, i ragazzi delle superiori. È all’insegna di questi progetti che lanceremo le iniziative per i festeggiamenti, che per noi sono innanzitutto un occasione per rinnovarci, vorremmo evitare lo sguardo nostalgico al passato. In previsione un nuovo sito e un nuovo logo, oltre a un inedito flash mob a sorpresa nelle vie del centro della città, dove attori e passanti si mescoleranno in uno spettacolo improvvisato.

Viola Carrara

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