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Addio a Giuliano Giorgi, l’ex atalantino vinse la battaglia con la droga

Una vita da mastino al centro della difesa, poi i problemi con la droga vinti, sepolti, abbandonati. E un male incurabile, impossibile da sconfiggere. Giuliano Giorgi è morto lunedì 22 luglio, a 52 anni, all'ospedale di Livorno. Nel suo passato anche una stagione sotto le Mura con la maglia dell'Atalanta.

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Una vita da mastino al centro della difesa, poi i problemi con la droga vinti, sepolti, abbandonati. E un male incurabile, impossibile da sconfiggere. Giuliano Giorgi è morto lunedì 22 luglio, a 52 anni, all’ospedale di Livorno. Come era solito fare ha lottato fino all’ultimo, prima di arrendersi nel match più importante giocato contro una malattia bastarda che non gli ha lasciato scampo.

Nella sua carriera da calciatore, che ha vissuto i punti più alti con le maglie di Fiorentina e Brescia, Giorgi è sbarcato anche a Bergamo. Di lui si ricorderanno in pochi, forse i tifosi più appassionati: vuoi per le cinque misere presenze della stagione 1980-’81, vuoi per la sciagurata annata che ha visto i colori nerazzurri sprofondare nei bassifondi della cadetteria, retrocendendo in serie C. Lui, però, della città orobica ha sempre conservato un bel ricordo, come ha spiegato in un’intervista: "Bergamo è splendida, i bergamaschi ancor di più. Quella stagione me la ricorderò per sempre".

Giorgi, chiusa la carriera da calciatore, è entrato nel tunnel della droga, quello stesso tunnel che nel 2005 l’ha anche portato alle manette: "Ho chiuso con quel mondo da molto tempo – ha rivelato nel 2011, al quotidiano La Nazione -, non voglio più dare dispiaceri a mia madre che ha 83 anni e vive ancora a Fossone di Carrara, dove sono nato e cresciuto. Ho fatto tanti sbagli e ho pagato duramente, ora voglio voltare pagina e riscattarmi".

Ai tempi dell’intervista Giorgi aveva appena iniziato la battaglia al cancro, dopo aver subito una delicatissima operazione con la quale i medici dell’ospedale di Livorno gli hanno asportato due tumori cerebrali. La lotta con il male che l’aveva colpito è durata due anni esatti e Giorgi, come assicura chi gli è stato vicino fino all’ultimo, ha giocato la partita con tutte le sue forze. Ma non è stato abbastanza.

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