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Prestiti, meno erogazioni e si fatica a rimborsarli Cosa ne pensi?

Stando all’ultimo rapporto Abi, gli istituti di credito italiani non riescono a recuperare i prestiti online e tradizionali erogati a famiglie e imprese.

Meno 3,1% su base annua, 1.893 miliardi concessi in prestito con solo 1.735 rientrati nelle casse: questi i numeri contenuti nell’ultimo rapporto Abi sui prestiti erogati dalle banche italiane ad imprese e privati cittadini.

Come accennato, a giugno è stato confermato il calo delle erogazioni (-3,1%), ma ad allarmare è soprattutto l’elevato tasso di insolvenza relativo a prestiti online e tradizionali, con oltre 158 miliardi non resi alle banche: "L’andamento – si legge nel documento Abi – è tuttavia in linea con l’evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche".

L’Associazione bancaria italiana tende dunque a minimizzare, considerando il fenomeno la naturale conseguenza dell’attuale congiuntura economica. Stando a quanto contenuto nel rapporto, anche il differenziale fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta delle famiglie è continuato a scendere, sino a toccare quota 179 punti base (un punto al di sotto del dato di maggio e addirittura 10 meno rispetto ad un anno fa). Per comprendere l’attuale stato di cose è sufficiente considerare come prima della crisi del 2008 ci si trovasse sopra la soglia dei 300 punti.

In definitiva sono tantissime le famiglie e le imprese che oggi non riescono ad accedere ai flussi di prestiti erogati dalle banche: “Non ci attendiamo inversioni di tendenza significative – ha dichiarato al riguardo Gianfranco Torriero, responsabile dell’Ufficio studi Abi – sia per la raccolta che per gli impieghi la dinamica resterà invariata almeno a luglio e agosto. Negli ultimi tre mesi l’andamento è stato coerente, ora aspettiamo di vedere i dati di settembre”.

A far ridurre le richieste di prestiti in particolare il timore di incappare in stati di insolvenza temporanea o peggio ancora strutturale: stando alle ultime stime i crediti considerati a rischio sono saliti addirittura del 22% rispetto allo scorso anno, con l’elevata pressione fiscale e l’evidente crisi di consumi individuate quale principali responsabili di questo stato di cose.

Commenti

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  1. Scritto da letizia.petullà

    Detta alla buona funziona così!!!!!!
    Il problema di sempre, approfittarsi delle povere persone che hanno bisogno di liquidità!!!! Ti prestano i soldi a tassi altissimi, ma se sei Tu cittadino a prestarli alle Banche, allo Stato alle Società o Enti che hanno bisogno della liquidità i tassi di interesse si riducono notevolmente, quindi il giro si inceppa, non conviene più e la moneta non circola!!!!!! Vergognoso!!!!!!!!!

  2. Scritto da se po' fà

    Stipendi e pensioni uguali per tutti in tutto il mondo usando solo carta di credito. Lo Stato deve solo spalmare come si fa con la nutella sul pane. Fine dei 500 euro usati come carta igienica.

  3. Scritto da greatguy

    considero le banche tra le principali cause della crisi economica. secondo me sono associazioni a delinquere legalizzate!!! bisognerebbe veramente presentarsi tutti insieme e dire :”sono qui per chiudere il conto” poi vediamo….

  4. Scritto da Alberto

    attuassero il tasso di prestito che hanno nei confronti dei conti correnti dei correntisti invece di arrivare ai limite dell’usura…

    1. Scritto da poeraITALIA

      basterebbe anche l’interesse che applica la comunità europea
      alle banche ITALIANE
      P S troppo semplice cosi