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L’Italia di Gabbiadini s’arrende alla Germania Addio all’Europeo

Le azzurre guidate da Antonio Cabrini alzano bandiera bianca nei quarti di finale contro le favoritissime tedesche. A decidere un match divertente ed equilibrato è stato un "gollonzo" di Laudehr.

Nessuna impresa. L’Italia di Melania Gabbiadini alza bandiera bianca nei quarti di finale dell’Europeo femminile di fronte alla terribile Germania che, per dirla tutta, domenica sera non è nemmeno stata poi così terribile.

Le tedesche, favoritissime alla vigilia, non si sono fatte sorprendere dalle azzurre ma per conquistare la semifinale è servito un "gollonzo" di Laudehr, arrivato sugli sviluppi di un calcio d’angolo su un tiro deviato in maniera sfortunata da Bartoli.

L’Italia ha comunque tenuto più che bene il campo contro una delle formazioni più quotate a livello europeo e mondiale e forse, con un pizzico di aiuto della dea bendata, avrebbe anche potuto provare a compiere il sognato colpaccio. Magari con un gol della bergamasca Gabbiadini – tra le migliori in campo -, capace di tenere sempre in apprensione l’intera retroguardia della Germania, a tratti apparsa quasi impaurita dalla coppia formata dalla bionda Melania e dalla veterana Panico (che domenica, al termine del match, ha annunciato che potrebbe appendere le scarpette al chiodo a 38 anni). Ma alla fine è mancata la concretezza, non si è vista la cattiveria sotto porta. Quella stessa cattiveria che nemmeno le tedesche hanno avuto (come dimostra il clamoroso gol sbagliato a porta vuota da Kessler nella ripresa), aiutate però da quella fortuna di cui non hanno potuto beneficiare proprio le italiane.

Cabrini, dopo il fischio finale, ha avuto da ridire per alcune decisioni arbitrali. Su tutte, quei cinque cartellini gialli sventolati alla azzurre contro gli zero alle tedesche, che non hanno comunque risparmiato entrate dure che potevano essere sanzionate in modo diverso.

Ma l’avventura svedese dell’Italia non va bocciata: il calcio femminile del Belpaese è cresciuto, sta crescendo e ha ancora tanta strada da fare. E, per ora, si può anche accontentare di essere entrato tra le prime otto squadre d’Europa.

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