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“Pain & Gain”, un film tutto muscoli e denaro Bocciatissimo

Voto: quattro. Stavolta Pap non prova neanche a cercareq aulcosa di positivo in "Pain & Gain", una storia vera "imbarazzante" per come è stata resa dal regista Michael Bay.

Titolo: Pain & Gain – Muscoli e Denaro

Regia: Michael Bay

Genere: drammatico – azione

Durata: 129’

Attori: Mark Wahlberg, Dwayne Johnson, Ed Harris, Tony Shalhoub, Rob Corddry

Voto: quattro

Attualmente in visione: S.Marco Bergamo, Uci Curno, Cinestar Cortenuova, Ariston Treviglio, Il Borgo Romano di Lombardia

Un corpulento trainer dal nome Daniel Lugo, stanco della routine quotidiana tra deltoidi e quadricipiti più o meno gonfiati, insegue il sogno americano, a modo suo.

Con l’ingaggio nemmeno troppo forzato degli amici Doyle e Dorball e con il tacito assenso del titolare della palestra, organizzano un sequestro di persona.

Il malcapitato è un riccone scemo che inseguendo l’utopia del fisico perfetto si è trovato in poco tempo senza più un dollaro e sfasciato di botte.

La follia del denaro facile dà il colpo fatale ai pochi neuroni dei tre malviventi che nello spazio di chili di cocaina, donne e barche da sogno, sperperano tutto e si trovano nella situazione di dover trovare altro denaro.

Stesso copione, ma il nuovo protagonista è il re del porno di Miami.

Finirà male per tutti.

È una storia vera.

La Sun Gym Gang di Miami è purtroppo davvero esistita è si è prodotta in tutta la serie di nefandezze narrate nel film.

Nulla toglie che questa pellicola sia un vero esempio di stupidità cinefila. Imbarazzante nella tragica e continua rincorsa all’imbecillità umana, insopportabile in certi episodi, uno su tutti il barbecue di mani inscenato dal protagonista strafatto di cocaina.

Per non parlare dell’esibizione reiterata dell’alluce mozzato, sempre dello stesso amante della costina in giardino.

Vero che non si critica il contenuto, ma il modo in cui viene rappresentato, vero pure che se il tutto fosse stato architettato da Tarantino forse saremmo più magnanimi, ma a tutto c’è un limite.

L’aggravante delle due ore e passa lo fa diventare indigeribile anche ai brufolosi under 18, noncuranti della movida, che si sono timidamente affacciati in sala cinematografica e certamente non s’aspettavano Bergman.

Il goffo tentativo di avvolgere il prodotto in una patina sub culturale dedicata all’ennesima apologia del dream stelle strisce non funziona, non ci abbocca nessuno.

Una volta tanto, lode al traduttore del titolo originale del film che si limitava a Pain & Gain.

L’aggiunta della sottolineatura muscoli e denaro non lascia adito a dubbi. Nessuna presenza di una minima traccia d’arte e cervello con assoluto dolore nostrum nell’arrivare ai titoli di coda, una liberazione informativa.

Giustizia è stata fatta.

Commenti

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  1. Scritto da sab

    Il film non impone un modello da seguire, ma anzi mostra che la stupiditò umana è sempre ripagata male.
    A me il film è piaciuto, perchè la trama si sviluppa in un continuo cambiamento di genere, cioè si parte da un’azione con vene ironiche a un drammatico vero e proprio. Pensate quello che vi pare ma il vostro giudizio non dovrebbe allontanare icuriosi dalla visione del film! Perchè come a questo punto è chiaro può piacere e non…

  2. Scritto da mik

    sono daccordo con Luca, il fatto che poi sia una storia vera lo rende più interessante dei cinepanettoni made in Italy

  3. Scritto da luca

    Dai voto 4!! Poi magari date 8 ai film di Vanzina, “Vacanze di Natale in cantina” con un cast d’eccezione Boldi, Raffaella Fico e Gigi Andrea