BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Brasile, don Assolari aspetta Papa Francesco: “Salverà i nostri giovani”

Fervono i preparativi a Rio per la visita del Papa in occasione della XXVIII Giornata mondiale della gioventù dal 22 al 29 luglio. Ad aspettarlo anche monsignor Ottorino Assolari, della Congregazione della Sacra Famiglia di Bergamo, missionario a Bahia da 22 anni: "Qua la situazione è critica"

Fervono i preparativi in Brasile per la visita di Papa Francesco in occasione della XXVIII Giornata mondiale della gioventù che si svolgerà dal 22 al 29 luglio a Rio de Janeiro. Quello in Brasile, tra l’altro, sarà il primo viaggio internazionale di Jorge Bergoglio. Monsignor Ottorino Assolari, della Congregazione della Sacra Famiglia di Bergamo, è il vescovo di Serrinha, un comune di 75 mila abitanti dello stato di Bahia, e da 22 anni è in missione nel Paese sudamericano.

Al microfono di Radio Vaticana il vescovo bergamasco ha spiegato come in Brasile ci si sta preparando a vivere questo grande evento: “Noi abbiamo cercato di scaldare il cuore dei giovani, annunciando la venuta del Papa – racconta monsignor Assolari-. Abbiamo posto in atto anche iniziative per aiutarli perché qui la maggior parte dei giovani è disoccupata e la situazione rendeva difficile la partecipazione. Ma ci siamo riusciti. Saranno 125 i giovani della nostra diocesi, ai quali si aggiungono 7 giovani della diocesi di Brescia. In questi giorni, insieme ai nostri giovani, faranno la preparazione".

Il vescovo spiega le sensazioni di chi va in Brasile in questo periodo: “Io vedo che quando qualcuno arriva dall’Italia vede la vivacità di questa gente, la partecipazione, che è diversa dalla nostra in Italia, e questo potrebbe veramente aiutarli a capire che la Chiesa ha molti colori, molte facce e sono molto positive”.

Il momento non è dei migliori in Brasile, con le proteste di piazza per la crisi economica: “Ho un po’ di preoccupazione, perché Rio de Janeiro è una città sempre piena, ci sono sempre movimenti, la situazione sociale incontra molto disagio, soprattutto nelle periferie, nelle favelas. Ma siamo fiduciosi. Ne abbiamo parlato alla Conferenza episcopale e crediamo che tutto sommato sarà un incontro molto bello. Le manifestazioni di questi ultimi due mesi hanno suscitato qualche problema, ma nella maggior parte dei casi sono state pacifiche”.

Il vescovo cerca di inquadrare le cause di questa situazione: “C’è stato solo qualche intransigente che ha voluto fare gesti di violenza. E’ ora che il popolo si svegli perché la situazione del Brasile non è delle più positive. Anche se a livello internazionale è un Paese emergente, già dà segni di stanchezza, di un’economia che pian piano sta tornando indietro e vedo che continua questa diseguaglianza tra le classi. Soprattutto lo vedo oggi, qui, dove mi trovo, nel nordest. Una regione semi-arida principalmente e quindi con molti problemi”.

Inadeguati gli aiuti da parte dello Stato: “Il governo purtroppo fa assistenzialismo, risolve il problema di un giorno ma poi si resta tutto l’anno sprovveduti. Molti dei nostri giovani partono da qui e vanno in cerca di fortuna a San Paolo, a Rio de Janeiro, nel sud del Brasile, e qui abbiamo questo grande problema perché le nostre comunità di giovani sono decimate. A volte i giovani migliori, dopo che li abbiamo preparati e abbiamo fatto il corso di teologia partono in cerca di avventure e di nuovo restiamo spiazzati. E’ una realtà triste. Però, grazie a Dio, abbiamo ancora giovani che si impegnano, che ci seguono, e noi vorremmo proprio che questa Giornata mondiale della Gioventù li aiutasse a capire che hanno un ruolo importante non per il domani ma per l’oggi. Devono avere coraggio, perché li vedo un po’ paurosi, timorosi, di mostrare chi sono”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Carlo

    Ormai, per questa GMG di Rio, era già al lavoro la macchina organizzativa da tempo. Ma per le prossime, sarà meglio che il Papa ripensi a queste montagne di soldi sprecati dai giovani abbienti per girare il mondo. Se uno vuol fare il turista, lo faccia, senza tirare in ballo improbabili motivazioni divine; resti sul piano materiale e basta. Perché cristianamente, i soldi di una manifestazione del genere tra viaggi e logistica, starebbero meglio donati ai missionari nel mondo.

    1. Scritto da gigi

      speriamo che a l’ Eco non leggano questo commento, loro sono ancora convinti che basta uno zaino in spalla a questi giovani per considerarli “la nuova generazione di credenti che viene dal basso”…