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Interprestito bibliotecario Lega: “No al pagamento, fondi dalla Regione”

L’obbiettivo è chiaro: niente tessera a pagamento per l’interprestito bibliotecario. La Lega Nord ha incontrato nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini per avere risposte certe sul futuro delle biblioteche bergamasche.

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L’obbiettivo è chiaro: niente tessera a pagamento per l’interprestito bibliotecario. La Lega Nord ha incontrato nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini per avere risposte certe sul futuro delle biblioteche bergamasche. All’incontro hanno partecipato il segretario provinciale Daniele Belotti e il neocoordinatore dei primi cittadini leghisti bergamaschi, Gianfranco Masper, sindaco di Treviolo. «Nell’incontro con l’assessore Cappellini – sottolinea Daniele Belotti – abbiamo voluto rimarcare che l’eliminazione del prestito interbibliotecario rappresenterebbe un passo indietro nella qualità del servizio facendo venire meno un modello ormai collaudato, con ben 219.990 utenti iscritti e 436.000 libri movimentati all’anno. Il sistema bibliotecario di Bergamo è un’eccellenza e un modello da seguire e per questo va premiato». «L’assessore Cappellini – precisa Gianfranco Masper – ha preso l’impegno di valutare insieme all’assessore al Bilancio Massimo Garavaglia la possibilità di stanziare dei fondi aggiuntivi in modo da garantire anche nel 2014 il prestito interbibliotecario e pare che possano esserci i margini per una soluzione positiva». 

«A differenza del centrosinistra – continua Belotti – che da un lato strumentalizza la questione e manda all’assalto dell’Amministrazione Provinciale alcuni sindaci o assessori alla Cultura al grido "Basta tagli alla cultura", mentre dall’altro, attraverso l’assessore di Albino Andrea Chiesa spinge in modo deciso per far pagare agli utenti una tessera annuale di 5 euro, la Lega ha scelto la via della concretezza: meno parole e fatti e con un gioco di squadra tra comuni, Provincia e Regione siamo convinti che le risorse necessarie a non perdere l’interprestito (circa 300.000 euro) riusciremo a trovarle senza dover ricorrere, come chiede la giunta rosso arancione di Albino, alle tessere a pagamento».

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Commenti

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  1. Scritto da Sonia

    Sembrano diventati di colpo tutti assidui e famelici lettori… Eppure il libro è in crisi da una vita…

  2. Scritto da Ein Audi

    I commenti sono in linea con le decisioni “prese” dai Presidenti dei Distretti bibliotecari che però non sono in linea con i regolamenti contabili dei Comuni, né con le procedure delle Ragionerie comunali, né con i poteri di imposizione spettanti solo ai Consigli Comunali i quali non hanno potere impositivo su altri comuni ma possono fare Bilanci di previsione solo su ruoli ed entrate certi. Ok al fondo da Regione perché spiccio. ps Propongo l’acquisto di manuali amministrativi.

  3. Scritto da Luca Lazzaretti

    Son stato presidente della commissione Biblioteca di un medio paese della bassa nel passato…già allora pensavo fosse giusto far pagare un piccolo contributo annuale per il prestito ordinario..la biblioteca eroga un servizio importante, i comuni stanziano sempre meno soldi per le biblioteche, una tessera a pagamento per me è più che giustificata..

    1. Scritto da Sonia

      Sarebbe giustificata, se non vedessimo quotidianamente furti di denaro pubblico da parte dei nostri pubblici amministratori e politici (a tutti i livelli, basta guardare un telegiornale). Prendendo come esempio “loro” e l’uso che fanno del nostro denaro, non si capisce perché noi si debba versare un gettone per leggere libri che, di sicuro, fanno parte del “portafoglio” bibliotecario, pagato comunque ancora coi nostri soldi… (a parte qualche privata donazione)

  4. Scritto da Narno Pinotti

    Sono disposto a pagare per l’ottimo interprestito. Però, se gli utenti registrati sono 220mila e il servizio costa «circa» 300mila € (ma la spesa precisa?), direi che la tessera può costare al massimo 2€ l’anno: fanno 440mila €. Ce n’è d’avanzo per studiare finalmente un’integrazione dell’opac provinciale con quello delle biblioteche di Bergamo città: a oggi le due reti sono separate, il che mi sembra poco sensato, tanto più per gli utenti dello hinterland.

    1. Scritto da Dolores

      Si è stimato che oltre il 50% degli utenti registrati non sia “attivo”, per cui ecco il conto da 5 euro.

  5. Scritto da annaluisa

    non vedo perchè non si possa far pagare un contributo agli utenti dell’interprestito opac, visto il servizio di eccellenza prestato e del quale usufruisco in modo impeccabile da anni .
    Al di là delle beghe politiche.

  6. Scritto da mister bean

    roma continua a prendere i soldi delle tasse ma non trasferisce più a province e comuni i quali, senza soldi, DEVONO tagliare le spese; ma la colpa non è dei sindaci o dei presidenti delle province. Poi roma spende quei soldi in F35, in salvataggi delle banche, in sprechi assurdi soprattutto al sud e a roma stessa, ecc. Se non si riesce a capire nemmeno questo siamo proprio messi male e ci meritiamo di essere trattati come limoni da spremere.

  7. Scritto da concretezza ???

    “La Lega ha scelto la via della concretezza” …!?!… La provincia (amministrazione Lega ) taglia i fondi alla cultura, perchè dalla Regione ( amministrazione Lega) non arrivano più i soldi. Non potevano mettersi d’accordo in anticipo, giusto per essere “concreti”. Teoricamente dovrebbero anche conoscersi

  8. Scritto da Capo indiano

    Speriamo che la Regione intervenga e salvi questa eccellenza! Per completezza d’informazione, la Giunta provinciale che ha DECISO di tagliare i fondi per l’interprestito è composta da membri (compreso il Presidente) della Lega…speriamo che si chiariscano le idee e non siano soltanto comunicati politici.

    1. Scritto da Angioletti

      Abbiamo a cuore i servizi o gl’interessi di partito?

      No, perchè se andiamo a monte scopriamo che la colpa della crisi italica fu attribuibile a Nerone che non completò l’opera di bruciare Roma! :D

      Confidiamo che prevalga il buonsenso, in tutte le parti politiche!