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Morosini, tante promesse ma ancora nessun aiuto alla sorella disabile

A oltre un anno dalla tragica morte del centrocampista bergamasco, le promesse di sostegno economico alla sorella grave disabile psichica da parte di mezza Serie A sono rimaste solo belle parole

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Udinese, Livorno, Atalanta. E poi Giampaolo Pozzo, Totò Di Natale con i capitani delle squadre di serie A e B. E’ la lunga lista delle squadre e dei personaggi del mondo del calcio che subito dopo la morte di Piermario Morosini si erano offerti di prendersi cura di sua sorella Maria Carla, grave disabile psichica, ricoverata da qualche anno all’Istituto Palazzolo di Grumello del Monte. Esattamente dalla scomparsa dei genitori dei due ragazzi (con la morte di mamma Camilla nel 2001, di padre Aldo nel 2003 e anche di un fratello, disabile, poco tempo dopo).

Una serie di promesse di aiuto rimaste, finora, soltanto belle parole. Già, perché a distanza di un anno e tre mesi dalla tragica morte del centrocampista bergamasco per un malore durante Pescara-Livorno del 14 aprile 2012, a sua sorella Maria Carla non è ancora arrivato nessun aiuto. Né pratico, né, soprattutto, economico.

La prima a muoversi all’indomani della scomparsa di Morosini fu l’Udinese: "L’Udinese Calcio profondamente addolorata per la prematura scomparsa di Piermario Morosini –le parole del comunicato diffuso in quei giorni- annuncia che attraverso la onlus "Udinese per la Vita" si attiverà per garantire assistenza alla sorella dello sfortunato calciatore, rimasta sola dopo il tragico evento. "Udinese per la Vita" garantirà un primo immediato intervento e si attiverà al fine di fornire, insieme a tutti i club di serie A e serie B, l’assistenza e le cure in modo continuativo e duraturo". Un messaggio condiviso e ripreso anche dal presidente friulano Giampaolo Pozzo: "È una disgrazia che ci ha toccato profondamente. Morosini è stato qui per 7 anni. Era un ragazzo perbene. Abbiamo un gran bel ricordo di lui e un dolore immenso. In questo caso ci è sembrato doveroso fare qualcosa, ci mancherebbe altro". E dal capitano dell’Udinese, Totò Di Natale: "Ho immediatamente contattato i miei amici, ho mandato un messaggio a Cannavaro, ho sentito Tommasi dell’Aic e altri. Tutti si sono resi disponibili a darci una mano perché l’importante sarà essere vicini alla sorella di Piermario non solo per un giorno ma per tutta la vita”.

Un’interessante proposta partì anche dal Livorno, la squadra in cui militava Morosini prima della morte: una sorta di vitalizio in favore della sorella del giocatore. "Il presidente Spinelli – spiegò il responsabile dell’area tecnica amaranto, Attilio Perotti – ha avuto questa idea per dimostrare la volontà sua personale e della società di restare per sempre vicini alla famiglia di Piermario".

Al coro di solidarietà si aggiunse il presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi, annunciando che si sarebbe occupato dell’assistenza della sorella di Morosini. "Ritengo sia mio dovere personale e quello dell’Atalanta prenderci cura per sempre di Maria Carla Morosini – spiegò Percassi attraverso una nota pubblicata sul sito del club nerazzurro – così come avrebbe fatto Piermario se la sua esistenza non fosse stata tragicamente stroncata. Maria Carla Morosini sarà per sempre parte della famiglia atalantina e non dovrà mai preoccuparsi di nulla".

Dichiarazioni, quelle del presidente atalantino, che spinsero Gianpaolo Pozzo a fare un passo indietro: “L’Udinese Calcio e la Onlus "Udinese per la Vita" sospendono ufficialmente la raccolta fondi per garantire il vitalizio a Maria Carla Morosini –aggiunse il patron friulano in un successivo comunicato-. La decisione nasce di comune accordo con Atalanta Calcio, una volta appresa la volontà del presidente Antonio Percassi di occuparsi, in qualità di rappresentante della Bergamo calcistica, in prima persona e in piena autonomia, per tutto il resto della vita della sorella del compianto Piermario. Da parte dell’Udinese Calcio va il più sentito ringraziamento a tutti i club di serie A e serie B che avevano aderito con passione all’iniziativa lanciata dalla Onlus "Udinese per la vita". L’obiettivo è stato raggiunto nel corso di poche ore grazie alla generosità del presidente Percassi. L’Udinese resta comunque in prima linea per eventuali future iniziative di beneficenza. Sarà compito del club friulano contattare personalmente tutti coloro che già avevano aderito all’iniziativa, ai quali sarà chiesto se preferiranno essere rimborsati oppure far pervenire ugualmente il proprio sostegno a Maria Carla Morosini”.

Un lungo elenco di lodevoli promesse (fatte pubblicamente in pompa magna) poi non mantenute.

E ascoltate, anzi, lette sui giornali, anche dai pochi parenti rimasti in vita della famiglia Morosini. I quali, pur nel dolore e nelle difficoltà, non hanno mai voluto chiedere un euro a nessuno. 

Tantomeno a quel mondo pallonaro che si è dimostrato ancora una volta ricco nell’apparenza ma molto povero nello spirito.

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Commenti

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  1. Scritto da Vincenzo d. livorno

    Cari amici, aldilà della beneficenza effettuata o meno dalle varie società calcistiche coinvolte. mi sembra molto più interessante verificare l’esistenza di una pratica di rimborso assicurativo.
    Infatti non si può accettare la tesi del “vizio” cardiaco nascosto che in questo modo assolverebbe tutti i vari staff medici e non solo delle varie squadre di calcio in cui il povero Piermario h giocato. Saluti Vincenzo da Livorno

  2. Scritto da giovanni

    Non tifo Atalanta, ma quando si fanno certe accuse bisognerebbe essere capaci di dimostrarlo. Cosa che BergamoNews non fa. Articolo veramente povero di spirito e di contenuti

  3. Scritto da Pino

    Mi vergogno di tifare atalanta..quest’anno niente abbonamento vista questa figura di m.. Scommesse,carro armato,promesse non mantenuto..complimenti società .rimpiango i Ruggeri

    1. Scritto da nino

      io mi vergogno di tifare napoli

  4. Scritto da Ale

    Io da tifosa atalantina di Percassi non mi fido per niente…se davvero i soldi sono stati versati che lo dimostrino mostrando le distinte di bonifico, anche con l’importo oscurato!! Facile parlare ma poi…

    1. Scritto da ??

      scusa,ma chi ti credi di essere? per quale motivo dovrebbero renderlo pubblico?

    2. Scritto da muscoloide

      tu non tifi DEA

  5. Scritto da Actarus

    L’Atalanta smentisce, ma non minaccia querele (strano), non esibisce bonifici con la cifra oscurata (per la privacy), ma con la data dell’effetuazione… Mi sembra una smentita che non smentisce niente. Se io mi sento così pesantemente diffamato denuncio e porto le prove della diffamazione. Qui siamo al cinema, in perfetto Percassi Style.

    1. Scritto da Stefano

      Caro Actarus,
      dove leggi che l’atalanta si definisce diffamata?
      L’ atalanta, con stile, staal di sopra delle bassezze del culto del sospetto.
      Ha doverosamente appuntato che non risponde a verità quanto scritto.
      Ora il giornalista, assetato di dolore altrui, dovrebbe suonare al campanello dell’associazione che cura la ragazzae chiedere: E’ vero che ti hanno aiutato? come?
      E sentirsi risponedere:
      “E a te, che te ne frega?”
      Risposta che darebbero tutte le persone che ricevono un aiuto.

    2. Scritto da sergio vero

      quando la famiglia confermerà la cosa ti voglio qui a commentare..non cambiare nickname mi raccomando..

    3. Scritto da Mitiar1

      Actarus, se io faccio un’azione senza secondi fini che non siano il semplice fare quell’azione, a parte smentire di essere venuto meno ad un impegno, non mi sento nè sono in dovere di esibire un bel niente al primo che passa e dice quel che vuole. e posso anche non querelare: tanto le querele finiscono in nulla.
      questo a prescindere dall’atalanta, da percassi o da chi altro. chi insinua il sospetto senza portare prove è in torto, non chi deve difendersi da queste voci.

    4. Scritto da Lorenzo

      Di solito è chi accusa che deve portare le prove

  6. Scritto da sergio vero

    leggete il comunicato di percassi e vergognatevi voi

    1. Scritto da Riblon

      Dai sergione sta bù e infiamès mia chèl fa giamò colt

  7. Scritto da manuela74

    smentita da parte della società atalanta …grandi come sempre !

  8. Scritto da sogno

    Se nn erro c’è gia una dichiarazione ufficiale sul sito dell’atalanta che smentisce tutto questo.

  9. Scritto da zio_fab

    Io di Percassi mi fido….
    Sicuri delle vostre fonti?
    Facile tirare il sasso e poi ritirare il braccino…

  10. Scritto da Roby

    L’Atalanta B.C. ha prontamente risposto al vostro articolo con un comunicato stampa pubblicato sul sito, quindi la domanda sorge spontanea: sulla base di quali informazioni vi siete permessi di scriverlo?????

  11. Scritto da Daniele

    E intanto i tg sportivi condannano il carro armato…. calciospettacolo!

  12. Scritto da donatella

    come al solito ci si fa grandi con le parole ma poi si resta piccoli piccoli.

  13. Scritto da gutembergem

    Ci vorranno ancora i soliti ultrà cattivi, teppisti, a magari colpiti da daspo a date una mano.
    Anzi la consegna la farei con carro armato!!!
    Permettetemi questa battuta, ma in mezzo a tante chiacchere,nell’ambiente calcio a tirar fuori i soldi per situazione umanitarie, dal terremoto dell’Aquila all’alluvione in Liguria ho sempre visto i tifosi, ultrà in prima fila.

  14. Scritto da anonimo

    se è vero queste società di calcio si devono vergognare

    1. Scritto da Stefano

      …infatti, SE è vero.
      Prego leggere comunicato dell’Atalanta B.C.

      …e soprattutto,
      prego informarsi (come ogni giornalista DOVREBBE fare, se così si vuol far definire) da entrambe le parti, prima di fare informazione.

      Io mi domando, ma ci si rende conto che fare informazione non è uno scherzo? E’ una cosa seria!

      Prima di parlare (soprattutto male) di qualcuno o qualcosa, si dovrebbero fare due profondi respiri.

  15. Scritto da Fabio

    Fare promesse è facile, mantenerle decisamente meno!!
    La cosa importante è che se, come spero, Percassi decida di occuparsi veramente della sorella di Morosini non si faccia diventare un eroe/benefattore ma si evidenzi il fatto che se non si fosse alzato il polverone NON si sarebbe mosso nulla!

  16. Scritto da Francesco

    Studio Aperto dove sei???

  17. Scritto da Pota

    E’ di questo che bisogna indignarsi , Altro che carro armato della festa della Dea. Ma forse è più facile così. Media, svegliatevi !!!!!

    1. Scritto da Francesco

      Difatti il presidente dell’Atalanta è in prima fila alla Festa della Dea e da 1 anno e 3 mesi, a quanto si legge, non si è ancora fatto vivo con la famiglia dopo le promesse. Questione di priorità. Cordiali saluti.

      1. Scritto da Marco

        Infatti l’Atalanta se ne è occupata da subito senza sventolarlo ai 4 venti. I bergamaschi fanno! Punto.
        Qui serve una rettifica e una scusa formale al presidente Percassi e alla società Atalanta. Anche da parte tua Francesco.

        1. Scritto da Francesco

          Nessuna scusa.
          Se rilegge quanto ho scritto si nota bene la dicitura “a quanto si legge”, quindi mi riferisco a quanto leggo. Prendo atto di quanto comunicato dalla società Atalanta B.C. che, come non è oro quanto scritto da BGNews, potrebbe altrettanto non esserlo. Se ci saranno delle scuse saranno da parte di chi ha comunicato la notizia, non certo di chi l’ha commentata.
          Cordiali saluti.

        2. Scritto da Ale

          Generalmente quando Percassi non sventola ai 4 venti è perchè non fa!!!! Uno come lui che pubblicizza tutte le sue azioni mi sembra strano che non abbia mai fatto pubblicità sulle donazioni, nemmeno con una foto in cui consegna nelle mani di chi accudisce la sig.na Morosini l’assegno!!!!

          1. Scritto da Stefano

            “Generalmente”,
            esatto. Generalmente.
            Ma ci sono casi in cui certe cose non si fanno.

            generalmente pubblicizzi i risultati di una donazione, quando fai “una raccolta di fondi” ed è giusto che fai vedere a tutti dove sono finiti i soldi che hai raccolto. Ma quando ci metti i tuoi…
            Anche Lucchini fa delle opere benefiche, ma non le pubblicizza. E’ forse un pirla?