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Mantovani a Bergamo visita le strutture sanitarie “Un modello da seguire”

“Sono sereno, qui le cose funzionano”. Il vicepresidente della Regiona Lombardia Mario Mantovani ha fatto visita all’Asl di Bergamo dove ha incontrato i direttori generali degli ospedali orobici. E’ il primo appuntamento in Bergamasca per l’assessore alla Sanità, esponente del Pdl, accompagnato dai consiglieri regionali dice Silvana Saita, Alessandro Sorte e Angelo Capelli.

“Sono sereno, qui le cose funzionano”. Il vicepresidente della Regiona Lombardia Mario Mantovani ha fatto visita all’Asl di Bergamo dove ha incontrato i direttori generali degli ospedali orobici. E’ il primo appuntamento in Bergamasca per l’assessore alla Sanità, esponente del Pdl, accompagnato dai consiglieri regionali dice Silvana Saita, Alessandro Sorte e Angelo Capelli. “Sono dell’idea che la struttura lombarda sia da prendere a modello, in Italia e in Europa. Quella Bergamasca ancor di più: vi lavorano più di diecimila operatori. A Roma abbiamo chiesto attenzioni sui tagli. E’ fresca la decisione di assumere 1453 operatori sanitari in Lombardia e l’assegnazione di 33 borse di studio ai giovani medici per l’alta specializzazione”.

“C’è il problema della legge 104 che non può diventare un ammortizzatore sociale, l’assenteismo è al 30% ogni giorno e questo è da risolvere – e ancora -, il Giovanni XXIII ha chiesto l’apertura della chirurgia toracica, un ampliamento della psichiatria e un’odontoiatria per fasce protette, a Seriate la riapertura della pediatria: lo faremo.” Alla domanda sui lavori per la riforma del Sistema Sanitario Regionale l’assessore risponde: “Nei gruppi di approfondimento avremo anche esponenti bergamaschi”. “C’è un diffuso bisogno di salute che dobbiamo curare, passando dalla cura al prendersi cura, abbiamo bisogno di più assistenza al malato visto che il 70% della spesa è assorbita dalle malattie croniche”.

Si rivolge poi all’assessore il dottor Bellini della Fimmg (federazione italiana dei medici di medicina generale): “La Regione si è preoccupata di alta specializzazione ma molto poco della base, chiediamo risposte di fronte a una popolazione che invecchia e al rischio di mancanza di fondi per la vaccinazione autunnale” e a chiarimento Mara Azzi, direttrice generale della Asl di Bergamo, annuncia: “Non vedo perché si sia sollevato il problema, visto che i fondi per le vaccinazioni vengono ricavati dalla quota capitaria e non da finanziamenti ad hoc: è solo questione di scegliere le priorità”.

Il richiamo è del Dottor Bruno Pesenti, del servizio prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl: “Ho collaborato in Regione sulla prevenzione, ma da anni ormai le regole di sistema del servizio socio-sanitario lombardo non si rinnovano, bisogna tradurre concretamente il segnale che avete voluto dare” e aggiunge “ricordo che il problema della sicurezza è su tutti i posti di lavoro, a partire da quelle piccole imprese che rischiano di venire schiacciate dalle grandi aziende; è questo il momento di andare loro incontro, anche attraverso le associazioni di categoria”. Dalla Val Seriana il sindaco di Clusone Paolo Olini chiede a Mantovani più attenzione agli ospedali di montagna, dove è più difficile intervenire sull’emergenza. Il tessuto ospedaliero va rafforzato in quelle località dove, gli ricorda il Sindaco, i “cittadini” milanesi trascorrono l’estate. “Faremo i terreni per l’elisoccorso che ci chiedete” assicura il vicepresidente alla regione, e “faremo in modo di evitare che le piccole aziende vadano ad aprire altrove” risponde a Pesenti.

Viola Carrara

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    L’unica anomalia sono i politici che a norma non dovrebbero entrarci un tubo, come si dice a Bergamo. Maestose ed eccellenti sono le maestranze che vi operano dai primari agli uomini di fatica. Mi risulta che al Ristorante la Marianna con 10 euro ci mangi una favolosa pizza, una stracciatella super, acqua e caffè. Persino gli operai del circondario vanno ai Riuniti per mangiare ed anche il servizio è di prim’ordine. Sic!

  2. Scritto da Riccardo

    L’eccellenza sta nel personale, nei medici, negli infermieri, non sicuramente in un’organizzazione paraindustriale che permette attese come il caso sopracitato che dovrebbe far vergognare i politici che vengono a Bergamo a farsi belli davanti a stampa e TV.

  3. Scritto da gio

    mi spiace dire solo in italia sento dire che l italia nel settore medico va presa a modello , anzi ancora oggi vengono bergamaschi e milanesi per farsi ricoverare a londra ( sono calati rispetto a 20 anni fa ma ancora vengono )

    se la sanita a bergamo e un modello perche non stanno a casa loro per le cure mediche ????

    anche in romania e thailandia in tv e giornali sento sempre i stessi discorsi

  4. Scritto da angela

    Visto il quesito diagnostico oncologico il medico di famiglia deve appore alla ricetta il bollino verde e l’indagine viene eseguita in max 72 ore o poco piú . Oppure si puó rivolgere al pid , pronto intervent diagnostico del’oncologia.

  5. Scritto da sergio

    ho chiesto un’ecografia al Giovanni XXIII e mi hanno risposto a gennaio 2014…si tratta di un controllo importante, vitale, oncologico e se questo fa parte del modello da seguire, immagino gli altri..

    1. Scritto da giuliopi

      Buona sera Sergio; ti capisco per la disfunzione che evidenzi. Io purtroppo dovuto testare il pronto soccorso e reparto di pediatria ben tre volte quest’anno, e devo dare un voto pieno in ogni senso. Chiaramente tutto dovrebbe filare liscio, comprese le ecografie. Auguri, Giulio