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La Fiom torna in Brembo Le assemblee partono dallo stabilimento di Curno

La Fiom torna a fare assemblee in Brembo, partendo dallo stabilimento di Curno. Il segretario Borella: “Ora chiediamo l’applicazione dell’accordo sulla rappresentanza”.

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La Fiom Cgil di Bergamo torna a fare assemblee in Brembo: a comunicarlo è stato Eugenio Borella, segretario orobico di categoria, che, nonostante non siano stati superati in maniera definitiva tutti i problemi aperti con l’azienda, ha espresso soddisfazione per l’assemblea svolta nello stabilimento di Curno “finalmente in un locale idoneo”.

Ecco le parole di Eugenio Borella, segretario Fiom Cgil di Bergamo:

Inizia oggi (giovedì 18 luglio ndr) con lo stabilimento di Curno il giro di assemblee di organizzazione della Fiom-CGIL nel gruppo Brembo, che proseguirà poi negli altri siti produttivi: da oggi la Fiom-CGIL ritorna in fabbrica, a poter parlare ai propri iscritti e simpatizzanti, in una assemblea che si svolge finalmente in un locale idoneo dopo che, per due volte, i sindacalisti Fiom-CGIL sono stati costretti ad incontrare i lavoratori in cortile, con un cancello di mezzo.

Questo è stato reso possibile dalla discussione in atto con l’ azienda, nella quale abbiamo chiesto di essere messi sullo stesso piano delle altre organizzazioni sindacali, e quindi di poter parlare con i nostri iscritti.

Non abbiamo purtroppo superato tutti i problemi aperti in maniera definitiva.

Il ritorno della Fiom-CGIL in Brembo è un fatto importante e significativo. Il diritto dei lavoratori di poter scegliere il sindacato a cui aderire e il diritto del sindacato alle agibilità previste dalla legge e dalla contrattazione, è un concetto ribadito recentemente anche dalla Corte Costituzionale.

Il fatto che la Fiom-CGIL possa svolgere le assemblee di organizzazione in Brembo è il primo passo verso il ripristino della democrazia all’interno delle fabbriche metalmeccaniche, verso una piena applicazione dell’accordo interconfederale del 31 maggio, ad oggi disatteso in questo settore.

Questo significherebbe rispettare il voto dei lavoratori nei rinnovi delle RSU, cosa che oggi non avviene (come nel recente caso della Fonderia di Ghisa di Mapello, dove nonostante la Fiom-CGIL abbia ottenuto la maggioranza delle preferenze, non ha visto nominare un numero proporzionale di delegati), e mettere definitivamente fine alla brutta e troppo lunga stagione degli accordi separati, sottoscritti con l’esclusione della Fiom-CGIL e senza il voto libero e democratico delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici”.

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