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Full Figured Fashion Week Formose e favolose nella Grande Mela

Si è conclusa a New York la Full Figured Fashion Week, la settimana della moda dedicata all’abbigliamento curvy, dove perfezione e serietà di manifestazioni più tradizionali hanno lasciato spazio a una grossa grassa festa.

Si è da poco conclusa la quinta edizione della Full Figured Fashion Week di New York, la settimana della moda dedicata all’abbigliamento curvy. Ha cadenza annuale ed è condita da eventi organizzati ad hoc nella Grande Mela, tra cui dibattiti sui social media, sessioni di ginnastica (il tema della salute è centrale) e dimostrazioni dei makeup artist.

Questa particolare settimana della moda è ideata e organizzata dalla DeVoe Signature Events, associazione fondata dall’ex modella curvy Gwen DeVoe, che racconta come l’idea le sia venuta quando, assistendo ad una sfilata della Mercedes-Benz fashion week qualche anno prima, si rese conto che molte donne presenti nel pubblico, lei compresa, non avrebbero mai trovato quei meravigliosi vestiti nella loro taglia. La maggior parte dei brand di moda producono solo fino alla 44, taglia in cui molte signore americane non entrano. Gwen ha quindi voluto creare un evento in cui le donne formose non si sentissero escluse o discriminate.

Il format della Full Figured Fashion Week è quello classico delle settimane della moda, ma mentre a Milano o Parigi tutti sono perfetti e seri (perché sorridere non è chic), la FFFW sembra una grossa grassa festa, fatta di musica, moda, presentazione di libri come Stop Dieting Now, ma anche chicche tipo True Sheroes, fumetto che vede come protagoniste delle super eroine dalla presenza abbondante. E’ l’evento in cui potreste acquistare magliette con scritte come “Non odiarmi perché ho appena mangiato”.

Un’altra differenza è che invece di sfilare individualmente, i brand tengono uno showcase l’ultimo giorno, una sfilata collettiva per tutti i marchi, tra cui i nomi di spicco di quest’anno: Ashley Stewart, Sonsi.com e Rue 114, ancora poco conosciuti in Italia, ma in forte espansione oltreoceano. Per darvi l’idea della differenza di toni, durante la sfilata il pubblico si è scatenato in balli di gruppo su ritmi R’n’B, sorseggiando ottimo vino, mentre venivano offerti hamburger e calamari fritti.

Al termine dello show, le premiazioni. Il riconoscimento per il designer dell’anno è stato assegnato a Rue 114, mentre il brand dell’anno è ASOS, e la modella dell’anno è Robin Lawley, che è anche la prima modella plus size a figurare in una campagna pubblicitaria di Ralph Lauren.

Ma attenzione, la Full Figured Fashion Week non è solo un’occasione per festeggiare ed essere autoindulgenti. È questo l’evento in cui si esplorano segmenti di mercato in forte crescita, si realizzano (anzi, si allargano) gli standard per la moda di domani, si creano sinergie tra buyer, stilisti e sponsor. Perché l’unione fa la forza, e un evento di questa portata è una cassa di risonanza impareggiabile.

Per capirci meglio, qualche numero: l’edizione 2013 ha visto sfilare 100 brand, contro i 12 del 2009, in un’industria che, solo negli U.S.A, vale 17 miliardi di dollari, e copre il 17% del fatturato complessivo delle aziende di abbigliamento femminile in America. Queste signore non scherzano, così come non scherza Gwen DeVoe (anche se sorride sempre), la quale presenta anche la Full Figured Fashion Week di Los Angeles, ed ha in programma, dato il successo ottenuto, di creare un evento analogo per il mercato asiatico. Perché, come dice lei, “qui non si creano fantasie, si creano opportunità”.

Commenti

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  1. Scritto da alice

    Bello tutto e messaggio buonista forte e chiaro ma aldilà del fatturato ottenuto da chi ha avuto semplicemente un’idea furba qua si tratta sempre di moda irraggiungibile. Poi questa dovrebbe essere una rubrica di moda o una dedicata alle pienotte? Da un estremo all’altro! E chi ha un fisico nella media e vorrebbe solo qualche consiglio di tendenza si attacca!! Dare spazio alle cicciottelle ci sta, dedicare mille articoli alle XL fa solo ridere..e annoia