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Festa della Dea, Percassi davanti a 10 mila tifosi: “Io sono come voi”

Il presidente, accompagnato dalla dirigenza atalantina, sul palco all’ultima serata della festa organizzata dalla Curva Nord: “Quella del carro armato è stata una goliardata. Mi piacciono gli scherzi, ma fate i bravi”

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Chiusura col botto (e con i botti) per la Festa della Dea 2013. Alla serata finale della manifestazione organizzata dalla Curva Nord dell’Atalanta, hanno partecipato anche il presidente nerazzurro Antonio Percassi e l’intera dirigenza atalantina: Pierpaolo Marino, Gabriele Zamagna, Stefano e Luca Percassi (assente giustificato –per motivi di lavoro- Roberto Spagnolo).

Il patron e i dirigenti sono arrivati sul palco a bordo di una mietitrebbia che durante il tragitto ha tritato una serie di giornali posti sull’asfalto (a simboleggiare la protesta ultrà contro la stampa).

Sul palco, davanti a circa 10 mila tifosi, Percassi ha cantato cori insieme al Bocia (Claudio Galimberti), prima del consueto discorso carico di grinta: “Io sono come voi –attacca il numero uno nerazzurro- quando l’Atalanta prende un gol mi arrabbio, quando perde mi abbatto, ma quando vince sono gasatissimo. Voi siete il nostro dodicesimo uomo, ormai lo sapete, e anche quest’anno siete stati fondamentali per noi, soprattutto in certi momenti della stagione. Quindi mi raccomando, abbonatevi in tanti per uno stadio sempre pieno”.

Poi Percassi commenta quanto accaduto domenica, con il carro armato che ha schiacciato due auto con i colori di Brescia e Roma: “So che è stata una goliardata. Mi piacciono gli scherzi, ma fate i bravi”.

Dopo i vertici nerazzurri sul palco si sono visti gli eroi della Coppa Italia del 1963, oltre al padre di Ale Midali (la fidanzata di Chicco Pisani morta con lui) che ha ringraziato tifosi e società per i numerosi ricordi ai due ragazzi scomparsi. E per finire spettacolo di fuochi d’artificio. 

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Commenti

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  1. Scritto da bepo

    il bocia ha detto che non farebbero niente che faccia male alla società……..quante volte la società ha pagato migliaia di euro per cori insultanti fatti allo stadio ??? si potrebbe iniziare una nuova stagione con tifo giusto e non insultante degli avversari ????

    1. Scritto da d

      SOTTOSCRIVO. E mio piacerebbe una risposta da Percassi. Davvero. Per capire cosa vuol dire che “é come i tifosi”….

  2. Scritto da gigi

    Ai rosiconi juventini, interisti e milanisti perche’ pur avendo piu’ tifosi e percio’ anche mezzi (carrarmato compreso) non riescono a organizzare uno straccio di manifestazione ? Forse i milanisti si accontentano della annuale crociera con a bordo Galliani e giornalisti compiacenti come Suma e Pellegatti

  3. Scritto da machecentrava

    vabbe’ la famiglia … ma aver sul palco il figlio di marino che c’azzecca con la Dea? o e’ riuscito ad infilarlo in societa’ alla faccia dei tanti giovani bergamaschi che magari lavorerebbero anche gratis per la dea? Cos’e’ un altro moggi con la famiglia “da sistemare”?

    1. Scritto da Cerchio magico

      Condivido specialmente quando dici che molti per l’Atalanta darebbero una mano gratis e “mani di qualità”, ma anche li c’è il cerchio magico.

  4. Scritto da Marco

    Come è triste leggere commenti di persone che disprezzano a prescindere e indipendentemente da tutto. Persone che analizzano parola per parola di un discorso fatto su un palco di una festa (la più grande del nord Italia) in attesa di godere per gli errori commessi. Voi invece non siete mai scontati? Dite sempre la verità? Non sbagliate mai? Ieri sera cerano come minimo dalle 10000 alle 15000 persone, è stata una bella serata.

  5. Scritto da Francesco

    E volevo vedere se diceva di essere diverso da quelli della curva, Percassi grande comunicatore, anche se ammaestratore sarebbe il termine più adatto.

    1. Scritto da sergio vero

      sei un po fissato …guarda che non si riferiva alla curva ma agli atalantini in generale, se non sai che alla festa della dea non ci sono solo i cattivoni della curva la colpa non è tua..serpe

  6. Scritto da Pier Alvise

    Lo sapevamo che era come loro, tale e quale. Purtroppo. E il duetto con il capo ultrà suggella questa identità di vedute e corrispondenza d’amorosi sensi

  7. Scritto da claudio

    Ancora con la solita retorica dei tifosi come dodicesimo uomo e fondamentali per le vittorie: ma la salvezza è stata ottenuta con i 12 punti presi a S.Siro, Palermo e Siena. E lì i tifosi contavano zero.

    1. Scritto da poeret

      fossi stato a S.Siro..ed a Siena (come me) non avresti scritto certe cose.. dall’alto del 3 anello si sentivano solo i bergamaschi ed i milanesi che sfollavano delusi, tristi, con la crapa bassa..

      1. Scritto da claudio

        Come i bergamaschi dopo le numerose sconfitte casalinghe. E lì non si sentivano i tifosi? Il vento tirava verso la maresana? Dai, per piasèr.

        1. Scritto da poeret

          beh, se non ci arrivi non stò a spiegare.. Ci mancherebbe che si vincesse solo per il tifo o il numero dei presenti.. Fa parte dell’esser tifoso e della partecipazione dello stesso, in campo mica ci vanno i tifosi.. ma è il disorso che è impostato così (anche dla presidente) altrimenti è sempre asettico, distaccato e perde il suo valore cmq lo sport in generale. saluti

  8. Scritto da Coppa Italia 62/63

    Bella serata,emozionante la presentazione “dei reduci” della storica vittoria di Coppa Italia.Unica nota stonata, Pierpaolo Marino e Xavier Jacobelli : si sono superati nel pronunciare frasi demagogiche,per strappare il facile applauso.Comunque ha vinto il secondo.