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Caccia, parola al Tar Sentenza decisiva per le doppiette orobiche

Gli occhi dei cacciatori bergamaschi sono tutti rivolti a Brescia. Mercoledì i giudici del tribunale amministrativo decideranno se il nuovo piano faunistico venatorio, approvato settimana scorsa dalla Provincia di Bergamo, sia legittimo.

Gli occhi dei cacciatori bergamaschi sono tutti rivolti a Brescia. Mercoledì i giudici del tribunale amministrativo decideranno se il nuovo piano faunistico venatorio, approvato settimana scorsa dalla Provincia di Bergamo, sia legittimo. E’ una sentenza decisiva: se il Tar boccerà il documento la prossima stagione le doppiette dovranno rimanere chiuse negli armadi. Sarebbe un vero disastro dopo le quattro lunghissime sedute necessarie per limare le posizioni tecniche e politiche. Il Consiglio ha deciso di dare il via libera a due emendamenti che non avevano ottenuto il parere positivo dai tecnici di via Tasso. E il presidente Ettore Pirovano, proprio su questi due modifiche, non ha risparmiato critiche ai colleghi: “Il piano verrà annullato, perché attaccato al cuore. Il tribunale non aspetta altro. I cacciatori sono felici, spero che lo siano anche quando qualcuno dirà loro che non possono andare a caccia”.

Mercoledì è il giorno della verità. La bocciatura non è scontata. Il giudici infatti sono chiamati a decidere se dare l’ok sulla base di un ricorso presentato per l’assenza del piano. Che ora c’è ed è stato approvato. In futuro non sono esclusi ricorsi da parte degli ambientalisti, ma l’attuale documento potrebbe passare indenne l’esame di mercoledì.

Il paradosso è però politico. In caso di bocciatura infatti l’assessore Alessandro Cottini, il presidente e i tecnici potranno pronunciare il classico “Avevamo ragione noi”. Se invece i giudici decideranno per l’approvazione il rischio dimissioni del titolare dell’assessorato sono dietro l’angolo. Nelle ultime settimane sono state chieste a gran voce dai cacciatori. In Provincia non è stata presentata nessuna richiesta ufficiale anche se l’esponente del Pdl Matteo Oriani ha invitato i “colpevoli” di questo tira e molla ad “assumersi le proprie responsabilità”. Difficile essere più chiaro. Tanto che la questione dimissioni è sul tavolo delle segreteria Pdl che sta valutando l’opportunità di chiederle alla segreteria degli alleati della Lega Nord. Prima però, parola al Tar.

Commenti

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  1. Scritto da poeraITALIA

    ma cosa vogliono cacciare che non si vede più nulla in giro
    i contadini hanno distrutto tutto arando tutti fossi tagliando tutte le piante se si guarda in campagna si vede per kilometri e kilometri queste povere bestiole non riescono più nemmeno a nidificare quelle Poche bestiole non si possono nemmeno chiamare selvaggina visto che vanno a prendersele negli allevamenti poi le liberano spaventate disorientate e le cacciano CHE CACCIATORI COMPLIMENTI AZZ

  2. Scritto da Cacciatore

    Anche io ci sto !!!
    Però poi facciamo pari e patta, ovvero facciamo pagare agli ambientalisti, come voi due, i danni che i cacciatori subiscono con i ricorsi immotivati che quotidianamente l’ambientalismo più becero ha imparato a fare in Italia
    Ricorsi che il più delle volte si rivelano infondati e inutili,fatti solo per rompere le scatole ai cacciatori.
    Un esempio: in area appenninica, grazie a ricorsi e contro ricorsi, è proibita la caccia al cinghiale sulla neve….

    1. Scritto da Roby

      Sono d’accordo: sono cavolate degli ambientalisti! Dopodiché, a parte le simpatie politiche, per me la caccia è una sciocchezza, tra spese, rogne ed effettivo divertimento. Divertirsi con un fucile in mano? Mah…

  3. Scritto da roberta

    Facciamo che le eventuali spese legali derivanti a carico della Provincia le pagano i consiglieri della LEGA che hanno votato questa forzatura? Eh, ci state? O preferite che come al solito si usino i soldi di noi tutti per le corbellerie illegali di pochi?

    1. Scritto da Roby

      Sono d’accordissimo! Ma anche la doppia cartellonistica e tante altre amenità simili…