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“Offesi e indignati dalla bandiera della RSI nella mostra di Covo”

Salvo Parigi, presidente provinciale dall'ANPI, ha scritto una lettera al sindaco di Covo per invitarlo a rimuovere la bandiera della RSI dalla mostra del Tricolore: "E' apologia del fascismo. Ci offende e non rispetta la legge".

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Una mostra dedicata al Tricolote nella quale è spuntata una bandiera della Repubblica Sociale Italiana. E’ successo a Covo e la cosa non è passata inosservata all’Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Bergamo che, con una lettera firmata dal suo presidente provinciale Salvo Parigi, ha subito chiesto al sindaco Carlo Redondi di rimuovere la bandiera "in quanto la R.S.I – si legge nella lettera – non fu riconosciuta da nessuno stato sovrano e neppure dal Vaticano".

Ecco la lettera integrale.

 

Egregio Signor Sindaco,

l’ A.N.P.I. Provinciale di Bergamo esprime la propria viva e ferma indignazione per l’esposizione nella mostra permanente dedicata al Tricolore, allestita nella Sala Consiliare del Comune da Lei amministrato, della bandiera della Repubblica Sociale Italiana. Questa bandiera non è una bandiera italiana in quanto la R.S.I. non fu riconosciuta, a parte Germania nazista e Giappone, da nessuno stato sovrano e neppure dal Vaticano. L’esposizione di detta bandiera costituisce non solo una grave offesa da parte di una Istituzione alla Resistenza Italiana e a coloro che hanno sacrificato la vita per riportare nel nostro Paese la libertà e la democrazia ma anche una violazione della Legge vigente che vieta l’apologia del fascismo anche nell’esposizione di simboli ed emblemi. La invitiamo pertanto a togliere dalla mostra la suddetta bandiera.

Distinti saluti

Il Presidente Provinciale Salvo Parigi

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Commenti

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  1. Scritto da stefano

    In germania il processo al nazismo è stato puntuale e indiscutibile. il nazismo è stato un’aberrazione dell’umanità in quanto innanzitutto razista, con quanto ne ha conseguito. tale processo continua anche adesso. pochi mesi fa in germania hanno eliminato dalla tv i telefilm di derrik dopo aver scoperto che l’attore era stato una SS. Qui da noi dopo il 25 aprile molti partigiani hanno pagato andando in galera, i fascisti no.
    Lo scribacchino Pansa si vergogni. Via quello straccio.

    1. Scritto da mario 2

      Perche’ Pansa e’ uno scribacchino? forse perche’ uomo di sinistra ha osato raccontare quello che era successo da una parte e dall’altra ,ti ricordo che molti partigiani erano aguzzini ne piu’ ne meno come le ss ed i fascisti,inoltre dopo il 25 aprile sono stati i fascisti a finire in galera e ad essere ammazzati non certo i partigiani che inneggiavano alla vittoria questa e’ la realta’,se vuio non vederla taci e informati ragazzino

    2. Scritto da Tino

      Hanno pagato???? ma cosa dice l’amnistia togliatti l’ha dimenticata il triangolo rosso, porzius eccetera.
      Nessuna Bandiera può essere definito straccio se bagnata dal sangue dei caduti dall’una all’altra parte.
      LA STORIA LA SI STUDIA NON LA SI INTERPRETA!!!

    3. Scritto da lello

      ergo, siccome sappiamo benissimo che raimondo vianello ha partecipato alla RSI, cancelliamo i programmi di “casa vianello”… ovviamente, siccome pure ugo tognazzi era nelle brigate nere, cancelliamo tutte le programmazioni dei suoi film…l’elenco è lungo, enrico maria salerno, walter chiari,…ecc.

      1. Scritto da mario2

        Concordo con Lello,cancelliamo anche mio padre pilota militare con 1 medaglia argento al valore militare 2 di bri0nzo sempre al valore militare ed una croce di guerra,partiti 200 piloti tornati 2 W l’Italia di ieri e di oggi

  2. Scritto da ascoli

    sicuramente all’interno di un museo o di una mostra tale bandiera ci puo stare, invito tutti ad andare in Comune a Covo per vedere la pseudomostra sulle bandiere dell’Italia. Se è presente la bandiera dell’RSI nello stesso periodo storico l’Italia era divisa in due RSI a Nord e CNL al centro\sud. Però la bandiera del CNL non c’è. Per cui: 1 La bandiera del CNL non è stata esposta volutamente. 2 La mostra non fa fede agli avvenimenti storici di quell’epoca.

    1. Scritto da Semper eadem

      Esiste un Tricolore con una stella a cinque punte e la sigla CLN (non CNL), che fu adottato durante la guerra civile: effettivamente, avrebbe dovuto essere esposto anch’esso, per una completa informazione storica. Non è facile trovarlo e non è neppure molto noto: insomma, potremmo concedere ai Covesi il beneficio del dubbio. Non lo darei, invece, all’Anpi orobica, che dimostra, in ogni circostanza, il fanatismo talebano di chi cerca spazio e polemica a tutti i costi, anzichè verità storica.

      1. Scritto da Giuseppe Quarti

        La Repubblica Sociale Italiana è fattualmente esistita ed è stata uno stato sovrano . Ha governato metà Italia per un biennio . Molti italiani aderirono al PFR ( partito fascista repubblicano ) . Se l’Italia non venne spogliata dalle infrastrutture industriali , come accadde in Polonia e altrove , lo si deve anche all’esistenza della R.S.I. .

    2. Scritto da Precisazione

      Al centro/sud non c’era il CNL, che poi è CLN. C’era il regolare Regno d’Italia. Il CLN non era uno Stato, ma un’organizzazione, quindi non c’entra nulla il paragone con la RSI.

    3. Scritto da Luca

      Beh, questa ci può stare. Se fossimo stati al sud avrebbero esposto quella di CNL e non dell’RSI. Al max dovrebbero metterle entrambe e non toglierne una.

  3. Scritto da lello

    anche negli States la bandiera Confederata continua a garrire negli Stati del Sud…anche da quelle parti la guerra civile fu sanguinosa eppure si rispettano tutte e due le parti…civilmente, appunto… sarebbe come mettere al bando la bandiera vaticana per tutte le sconcezze commesse in questi duemila anni (e continuano ancora oggi per la miseria!). o no?

    1. Scritto da Mabbona

      Infatti, saremmo più virtuosi se non seguissimo l’esempio di chi espone un simbolo schiavista!

      1. Scritto da marco

        Allora censuriamo anche le croci simbolo delle crociate, la falce e martello simbolo delle dittature ecc… sempre a senso unico lo sdegno comunista.

        1. Scritto da kyenge

          Negli USA non è reato esibire la bandiera confederale, nemmeno la svastica. Da noi esporre simboli nazi-fascisti sì, quindi adeguarsi alla legge. Raus!

          1. Scritto da lello

            appunto… l’italia è solo formalmente un Paese democratico…

  4. Scritto da Danilo

    Una sala consiliare è un museo? Comunque sono d’accordo, la storia va insegnata: quella bandiera era di chi ha perso, gli alleati hanno vinto (eh sì, c’era pure Stalin). Se ne faccia una ragione.

  5. Scritto da Ettore Muty

    ‘sti partigiani che dopo 70 anni ancora non capiscono che una mostra sul Tricolore può includere tutti i Tricolori per i quali alcuni Italiani sono morti, hanno giurato, hanno combattuto. anche i Partigiani erano dalla parte sbagliata. Da Pietro Micca a Nicola Calipari! Viva l’Italia, Viva il Tricolore

  6. Scritto da Luca

    La lasci dov’è Sig. Sindaco, la storia è storia e non si cancella. Senza polemiche più da asilo mariuccia che da presidente dell’ANPI. Non capisco poi il senso di “nessuno stato a parte…” allora da qualcuno fu riconosciuta; neppure il Vaticano….quindi? Non saranno andati in paradiso ma esisteva comunque. Insegnate la storia per quella che è e non per quella che vorreste!!!!!

  7. Scritto da zahir68

    non mi risulta che le cose stiano cosi, l’apologia fascista è ben altra cosa, poi se il Sindaco vorrà togliere la bandiera lo farà, ma che piaccia o meno anche quella è stata un simbolo dell’Italia…

    1. Scritto da Tino

      “apologia fascista”?

      credo si riferisca a quanto richiesto dagli alleati nella stesura del trattato di resa INcondizionata,inserita nella costituzione con validità temporale di tre anni, alla scadenza ripresa da scelba con una legge promulgata senza il voto del partito comunista Destra DC e MSI.
      una legge che di fatto non è applicabile in quanto che nei recitati nei fatti tende a colpire in modo fazioso e parziale il diritto di opinione.

  8. Scritto da Tino

    con tutto il rispetto per i partigiani … qualcuno dovrebbe informarli che la guerra è finita da un pezzo e non possono indignarsi ogni volta che compare un simbolo in una mostra.
    si indignino per quante volte i politici (inclusa la sinistra cosiddetta antifascista ha calpestato i principi costituzionali) !
    e si vadano a leggere i libri di Pansa per non dimenticare quello che hanno combinato loro ! e chi scrive ha sempre votato a sinistra beninteso !

    1. Scritto da Alfredo

      Appunto la guerra è finita e i fascisti e nazisti l’hanno persa. Sarebbe possibile che in Germania esponessero in una iniziativa istituzionale la croce uncinata? No, eppure quella si che ha rappresentato la Germania, ma anche sopraffazione, dittatura, morte, distruzione e sofferenza. Esattamente come lo straccio dei suoi alleati italici. Quindi il sindaco la tolga!

      1. Scritto da Luca

        In Germania è esposta. Quello che lei descrive è quello che rappresentano tutte le guerre più molto altro ancora. La storia e le conquiste,anche per i diritti base sono frutto di guerre. I partigiani non hanno fatto lo stesso o peggio ai loro nemici fascisti? La storia non è quella di comodo che vogliono farci credere nascondendo e mentendo. La si insegni e impari per quella che è stata, è un diritto del popolo italiano. Non è che se il nero ha perso il rosso aveva per forza ragione

      2. Scritto da Vada e veda

        Guardi che in tutti i musei della Germania la croce uncinata è normalmente esposta: sarebbe, d’altronde, un tantino complicato descrivere un fenomeno senza mostrarne nemmeno un’immagine. La differenza, evidentemente, è che in Germania la percentuale degli imbecilli è assai inferiore a quanto si rilevi qui da noi: la storia va insegnata, non nascosta, se si vuole che i giovani imparino a non ripetere certi errori. Adesso basta con questi bamboleggiamenti senili!