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Il deposito agricolo è una vera villetta La Forestale la sequestra fotogallery

Operazione della polizia forestale che ha sequestrato nella mattina di venerdì 12 luglio un edificio sul versante del Monte Farno, in località Giundit a Cazzano Sant'Andrea, che doveva essere un deposito agricolo ma che invece era una vera e propria villetta.

Doveva essere un deposito agricolo. Dai progetti alla realizzazione però ha perso la sua funzione diventando di fatto una vera e propria villetta. Così gli uomini del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Bergamo, a conclusione delle indagini svolte in seguito ad una segnalazione di un consigliere comunale, hanno eseguito il sequestro preventivo dell’immobile, ubicato in località Giundit sul versante del Monte Farno a Cazzano Sant’Andrea, in Val Seriana.

L’azione della polizia ambientale e forestale rientra nell’esecuzione del provvedimento emesso dell’Autorità Giudiziaria.

I sigilli all’immobile, tuttora in fase di ultimazione, sono scattati dopo che il pubblico ministero Franco Bettini della Procura della Repubblica di Bergamo, che coordina le indagini, ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari il provvedimento. Vengono contestati l’illegittimità dei titoli abilitativi (Permessi di costruire e Dia) rilasciati dal Comune di Cazzano Sant’Andrea per la “costruzione di un deposito di attrezzi agricoli”, trasformato, di fatto, in una vera e propria villetta ad uso abitativo, in difformità alle norme dello strumento urbanistico vigente ed in mancanza dell’Autorizzazione paesaggistica.

Infatti, la zona è compresa nell’area definita di “elevata naturalità” (altitudine superiore al limite del territorio comunale di 800 metri sopra il livello del mare) come stabilito dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale approvato nel 2001 e confermato dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato nel 2004.

Il sequestro dell’immobile, composto da un locale della superficie di 80 metri quadri con annesso portico esterno di 30 metri quadri con finestre e porte e finiture di pregio, e da un piano interrato costituito da un locale delle stesse dimensioni di quello al primo piano, cisterna, scivolo e muro di contenimento, opere queste ultime non previste in progetto, è stato eseguito a carico dell’ultimo proprietario/possessore, non indagato.

Risultano indagati, invece, l’imprenditore agricolo affittuario del terreno e committente delle opere insieme al costruttore che ha dapprima acquistato l’immobile e poi lo ha rivenduto, ed al progettista-direttore dei lavori. L’immobile, tra l’altro, è stato realizzato anche in contrasto con le norme previste per l’edificazione in aree agricole della legge regionale n. 12 del 2005.

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