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Loro Piana, Chapeau! Ai francesi la conquista del Made in Italy

Gianmarco Gabrieli, imprenditore e già presidente dei Giovani di Confindustria Bergamo, dopo l'acquisto di Loro Piana da parte del gruppo francese LVHM spiega perché i francesi riescono a far quadrato aiutando l'aggregazione in grandi gruppi, a differenza degli italiani "troppo individualisti".

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di Gianmarco Gabrieli 

A pochi giorni di distanza dalla clamorosa acquisizione da parte del gruppo francese LVMH della pasticceria Cova, situata nel quadrilatero della moda milanese, un’altra notizia scuote il fashion system italiano: anche la proprietà di Loro Piana (che produce capi di lusso in lana e cashmere) passa oltre le Alpi e finisce in mani francesi.

Nonostante il periodo di crisi, la valutazione fatta dai francesi di LVMH per aggiungere anche questa tessera del mosaico Made in Italy alla propria collezione di brand italiani (Fendi e Bulgari e la già citata Cova) è decisamente da capogiro.

Loro Piana è un’azienda che fattura 700 milioni, con 150 milioni di utile e viene valutata oltre 2,7 miliardi di euro, ben 18 volte l’utile. Leggendo le dichiarazioni delle autorità biellesi, dove l’azienda del lusso Loro Piana ha sede e stabilimenti, sembra che lo sgomento e la preoccupazione prevalgano. Come quella di Bonanno, sindaco di Varallo Sesia, che si dispiace, poichè "Quando una nostra azienda, tanto più se sana e prestigiosa, viene acquisita da stranieri non può che dispiacermi" e si lancia in appelli alla nuova proprietà, minacciando di incatenarsi per scongiurare il trasferimento al di fuori del proprio territorio sia della testa che degli stabilimenti produttivi.

A differenza degli italiani, troppo individualisti, i francesi sono stati capaci negli ultimi anni di far quadrato, aiutando l’aggregazione in grandi gruppi della distribuzione, con un sistema fiscale e contabile che permette flessibilità sulla valutazione dei marchi, con gruppi editoriali a sostegno e finanziari che hanno creduto in progetti in cui gli asset su cui puntare non erano gli immobili. Come si suol dire, chapeau!

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Commenti

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  1. Scritto da gitantedomenicale

    2 miliardi di euro per Loro Piana sono uno sproposito, la classica offerta che non si può rifiutare. Han fatto bene a vendere.
    Con quei soldi ci sarebbe da fare festa e intanto rilevare e mettere a posto tante aziende del Made in Italy in difficoltà ma con marchi di prestigio, creando un grande volano per l’economia. Non è quindi un dramma. Il dramma è che l’Italia non è un paese dove valga la pena spendere due miliardi di euro.

  2. Scritto da Ernesto

    In francia le tasse non sono tanto meno di quelle italiane più specificatamente sugli immobili sono del 50% superiori alle nostre (vedi il Sole dell’altro giorno). Da noi , ormai da anni e anni, molti imprenditori preferiscono l’immobiliare , il finanziario, e le concessioni dello stato , dimenticando il loro mestiere e gli investimenti. In questi anni in francia e germania il governo si è occupato di attività produttive e della loro protezione/indirizzo nazionale . Altro che chapeau !

    1. Scritto da andy baumwolle

      il manifatturiero in Francia rappresenta solo il 10% del PIL in Italia il 17%
      In Francia vige la “cogestion” con i sindacati che non è uno scherzo
      Marchionne lo metterebbero in galera dopo una settimana
      In F si lavora 35 H alla settimana e le tasse sono altrettanto spaventose che in Italia
      In realtà comprando Loro Piana i Francesi produrranno in Italia con leggi italiane
      In italia mancano le idee e gli uomini, le leggi non sono un granché i politici anche ma gli imprenditori sono peggio

      1. Scritto da Jimmy

        Sì ma bisognerà vedere se poi continueranno a produrre in italia , dove piazzeranno la “testa” , gli utili ed i futuri investimenti . Scenario già ampiamente visto . Abbiamo così perso la chimica, la farmaceutica , gli elettrodomestici , l’elettronica ecc ecc . Prova ad andare in germania o francia ad “espugnare” le loro industrie produttive , assicurative o bancarie !