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Commissione trasparenza “Anomalia l’interessamento dell’assessore Moro”

Nessuna sentenza di assoluzione o condanna, ma tanti punti di domanda che otterranno risposta solo dopo il responso della magistratura. Stiamo parlando del caso che un anno fa ha coinvolto Marcello Moro, ex assessore del Comune di Bergamo, accusato da Pierluca Locatelli.

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Nessuna sentenza di assoluzione o condanna, ma tanti punti di domanda che otterranno risposta solo dopo il responso della magistratura. Stiamo parlando del caso che un anno fa ha coinvolto Marcello Moro, ex assessore del Comune di Bergamo (si è dimesso un anno fa), accusato da Pierluca Locatelli. L’imprenditore di Grumello del Monte ha raccontato ai magistrati di aver pagato una tangente da 50 mila euro all’esponente del Pdl per chiudere una pratica relativa alla liquidazione della ditta Baldassini Tognozzi di cui Locatelli era creditore. Un affare da 890 mila euro, quelli deliberati dal Consiglio comunale nel 2009 per chiudere la causa civile intentata dall’azienda. I consiglieri però non hanno potuto visionare una seconda perizia che prevedeva un esborso di circa la metà.

Perché Moro si è interessato al caso della Baldassini Tognozzi? Dalle carte non si possono desumere tentativi di pressioni, compito che spetta alla magistratura. Ma il documento, studiato dai consiglieri Sergio Gandi e Giuseppe Petralia, e approvato dalla Commissione è comunque critico. “L’anomalia sta nel fatto che l’assessore Moro non aveva deleghe connesse con i Lavori pubblici, che giustificassero tale interessamento, sebbene – per quanto ci è stato spiegato – si debba ritenere possibile per qualsiasi componente della Giunta chiedere delucidazioni in ordine a pratiche gestite dal Comune di Bergamo”.

La discussione interna si è concentrata sul punto quattro del testo approvato, in particolare sull’aggettivo “anomalo” legato alla parola “interessamento”. La maggioranza ha chiesto di toglierlo dal testo. La frase sarebbe stata così: “E’ emerso documentalmente che vi è stato un anomalo interessamento all’esito di tale vicenda da parte dell’allora assessore Moro, dal quale è giunta all’indirizzo dell’avvocatura comunale una richiesta di delucidazioni sullo stato della pratica nel novembre 2011”. E’ stato anche rimosso questo passaggio: “La sollecitazione all’avvocatura non ha quindi plausibili spiegazioni e maggior ragione deve ritenersi non ordinaria”. Qualcosa di anomalo quindi c’è stato, ma Palafrizzoni ha svolto fino in fondo il suo compito. Ora spetta alla magistratura trovare tutte le risposte per risolvere il caso.

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Commenti

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  1. Scritto da roberto

    ma le proposte di deliderazione o determinazione non le fanno i Dirigenti????? Pagati a 8.000 10.000 euri al mese.
    Scusate ma chi ha approvato in Consiglio Comunale, non si è reso conto di che cosa ha approvato???? Marcello Moro è (era) un componente del Consiglio Comunale. Dimettetevi tutti…..

  2. Scritto da Michele

    Mi piacerebbe che sindaco, vice o altri assessori commentassero per dire che succede che singoli assessori si occupano non occasionalmente di grane come questa, anche se non pertiene alla loro delega. Scritto così sembra che l’unico anomalo sia Moro che si è occupato di parecchie grane su delega del sindaco.