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“La sinistra che vorrei” Veltroni a Treviglio per il suo nuovo libro

Walter Veltroni arriva a Treviglio per presentare il suo ultimo libro “E se noi domani. L’Italia e la sinistra che vorrei”. L’appuntamento, organizzato da "Società futura", è per mercoledì 10 luglio alle 18.45 all’A.L.D. Caffè di via Fratelli Galliari.

Walter Veltroni arriva a Treviglio per presentare il suo ultimo libro “E se noi domani. L’Italia e la sinistra che vorrei”. L’appuntamento, organizzato da "Società futura", è per mercoledì 10 luglio alle 18.45 all’A.L.D. Caffè di via Fratelli Galliari.

Edito da Rizzoli con Mario Calabresi, direttore de La Stampa, il volume è un breve saggio del fondatore del Partito democratico scritto con l’intento che la sinistra non appaia più conservatrice ma torni a essere la forza della speranza e del cambiamento. Non c’è sinistra senza cambiamento.

Walter Veltroni indica tre parole chiave per dare senso a un progetto riformista: responsabilità, comunità, opportunità. Analizza la crisi della democrazia italiana e apre un dibattito sul sistema semipresidenziale e sulla ridefinizione del rapporto tra società e politica. Contro l’egoismo sociale dominante, formula la proposta, mai così esplicita, di un patto tra i produttori, tra i lavoratori senza lavoro e gli imprenditori senza impresa, un patto per una “crescita felice” fondata sulla qualità e su nuove forme di partecipazione dal basso.

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Ogni premier del Pd ha il suo slogan acchiappamoscerini. Lui aveva quello del ” vado avanti da solo” e la risposta in coro era ” vai avanti tu che a me scappa da ridere”. Almeno allora il Pd si faceva qualche sana risata.

  2. Scritto da andrea

    La sinistra che vorrei è di standard europeo (tipo francese, tedesca o inglese) pertanto laica e socialdemocratica. Il Pd è in grado di assicurare questa linea?

  3. Scritto da stefano b.

    la sinistra in doppio petto e cravatta non è quella delle masse che dovrebbe difendere. dicono che i tempi sono cambiati, ma al mondo le masse in crisi sono enormi e premono per avere soluzioni che li riscattino. poche centinaia di milioni di abbienti gestiscono e fagocitano quanto è possibile senza lasciare nemmeno più le briciole, che era la scusa del capitalismo del 900. e questi signori li appoggiano. sono degli illusi, come del resto dimostrano i continui salassi di consensi

  4. Scritto da lotty

    da che pulpito viene la predica! La sinistra conservatrice è proprio quella che ci avrebbe tutelato, nel senso che non avrebbe rinunciato a difendere gli ultimi; questo signore ha passato glu ultimi anni a scrivere libri “leggeri”girando da un salotto bene all’altro per pubblicizzarli. Parlare di egoismo sociale e amare l’america poi, fa un certo effetto.

  5. Scritto da marco

    Nella sinistra che vorrei non vorrei Veltroni, o quantomeno cialtroni che dicono di andare a fare i volontari in africa e poi vanno in barca a vela con D’Alema.

    1. Scritto da Damiano

      Sarà andato in Africa in barca a vela: mica l’ha specificato come ci sarebbe arrivato in Africa :-) E s’è portato il compagno volontario D’Alema…