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Al socio-assistenziale fondi per quasi 7,5 milioni L’impegno della Cisl

Grazie all’impegno della Cisl, saranno gli ambiti a decidere come spendere. Corna: “i sindaci ora sentano il bisogno di un confronto serio con la realtà sindacale per coordinare insieme strategie adeguate”

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Quasi 7 milioni e mezzo di fondi stanziati a favore di attività socio assistenziali nella provincia di Bergamo con il DGR n. 326 del 27 giugno, che ripartisce il fondo sociale regionale tra gli ambiti distrettuali territoriali. Era una notizia attesa da tempo e auspicata da tutti i sindaci del territorio, che sulla questione delle risorse hanno intavolato negli ultimi mesi aspri bracci di ferro con la regione.

La Cisl regionale e quella probinciale hanno letteralmente lavorato ai fianchi l’amministrazione, riuscendo anche grazie al contributo dell’associazione nazionale dei comuni italiani, a far impegnare tutti i 70 milioni del fondo, che sono stati trasferiti interamente sul territorio a differenza di quanto era accaduto l’anno precedente, quando la regione Lombardia aveva trattenuto 30 milioni di Euro per sperimentare la modalità dei voucher sociosanitari.

Il segretario organizzativo con delega al Welfare, Francesco Corna, spiega: “Per la Cisl è una buona notizia che va nella direzione da noi auspicata da tanto tempo. I sindaci ora dovranno decidere come spalmare quelle risorse per garantire i servizi a disabili, anziani e minori. In questa prospettiva la Cisl chiede che i 14 Ambiti della nostra provincia tengano conto delle difficoltà che in questa particolare contingenza di crisi si trovano a vivere le famiglie”.

Nonostante le risorse siano inferiori al bisogni effettivi sul fronte della non-autosufficienza, delle nuove povertà, del sostegno alle rette (Sad, nidi, mense, Rsa), delle emergenze generate dalla crisi, il gestire “in casa” le risorse regionali è un passo importante per ridisegnare un welfare responsabile.

Corna continua: “La Cisl di Bergamo chiede una maggiore omogeneizzazione nel concepire i servizi tramite modalità di associazionismo dei Comuni che ottimizzino al meglio le risorse a disposizione. La Cisl è contraria “al fare da sé” di ogni singolo Comune poiché significherebbe perdere un’occasione importante per rispondere “in rete” con efficienza, efficacia e spirito collettivo ai problemi legati allo stato sociale. Ci si augura che si possa aprire presto un confronto con le ASL e le Istituzioni interessate per promuovere una gestione non più monocratica bensì una governance che dia ruolo ed influenza agli stakeholders (portatori di interessi ) nel territorio. Per far questo è necessario che i sindaci sentano il bisogno di un confronto serio con la realtà sindacale per coordinare insieme strategie adeguate”.

 

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