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“The Lone Ranger” Il cavaliere mascherato affascina e coinvolge tutti

Film per tutti, da consigliare alle famiglie per passare due ore in fantasia, senza annoiarsi, con la sicurezza di evitare le volgarità diffuse in decine di filmacci inguardabili che soprattutto la televisione ci propina in questo periodo solare.

Titolo: The Lone Ranger;

Regia: Gore Verbinski;

Genere: avventura, western;

Durata: 135’;

Attori: Armie Hammer, Johnny Depp, Ruth Wilson, Tom Wilkinson, Helena Bonham Carter;

Attualmente in visione: Conca Verde Bergamo, Agli Abeti Bratto, Ariston Treviglio, Centrale Leffe, Cinestar Multiplex Cortenuova, Multisala Il Borgo Romano di Lombardia, Nuovo Cineteatro Albino, Tensostruttura Biblioteca Civica G. Gambirasio Seriate, Uci Curno.

Voto: 6/7;

 

John Reid è un procuratore degli Stati Uniti, uomo misurato al di fuori delle logiche fuorilegge imperanti nel Texas. Un bandito pluricondannato gli ammazza il fratello in un’imboscata dove il futuro eroe mascherato finge di rimanere impallinato per salvarsi la pelle. Tonto, indiano naturalizzato, completerà l’opera di salvataggio riconoscendo in lui un’entità spirituale soprannaturale, un vero condottiero di giustizia. Entra in scena anche Silver, cavallo bianco con altrettante capacità magiche e il trio diventerà inseparabile in mirabilanti avventure.

Dal 1933 ad oggi di cavalieri mascherati ne abbiamo visti tanti, in tutte le salse e possibili varianti. Dalle nostre parti poi, per non farci mancar nulla, ne abbiamo anche uno in politica da ventanni, costanza nostra. La nuova versione targata Walt Dysney è un abile condensato di effetti speciali e di rischio, ci tengono a precisare i produttori sottolineando le abilità straordinarie di attori, stuntman e maestranze. Lo stesso Johnny Depp ha lasciato due costole in una caduta da cavallo. In effetti la quantità di scene decisamente pericolose per i protagonisti, caratterizzano buona parte della pellicola che regge sul ritmo incessante di trama, dialoghi e azione. La favola di un West dove vale la regola della sopravvivenza e la lotta tra bianchi e pellerossa tiene banco insieme all’avanzare della ferrovia, simbolo del progresso e dell’insediamento colonizzatore.

Ma a presenziare tutto il filmone è un bambino curioso che rimane affascinato da un indiano imbalsamato e questa trovata nella sceneggiatura permette di guardare tutto il film (come al solito esageratamente lungo) con un filtro speciale, con gli occhi di un adolescente a bocca aperta con in mano i pop corn. Il vero collante dell’ennesima saga rappresentata al cinema è la verve dei due protagonisti che hanno costantemente una vena sarcastica, un humor gradevole senza alcun scadimento volgare e senza esagerazioni macchiettistiche che caratterizzavano i film sui corsari dei medesimi sceneggiatori di The Lone Ranger.

Il restante tentativo di caricare il film di spessore culturale/storico con sottilineature sulla convivenza razziale o sulla corruzione politica (che novità) sono pellicola sprecata.

Gli astanti di questa tipologia di Cinema non esigono tali improbabili raffinatezze. Film per tutti, da consigliare alle famiglie per passare due ore in fantasia, senza annoiarsi, con la sicurezza di evitare le volgarità diffuse in decine di filmacci inguardabili che soprattutto la televisione ci propina in questo periodo solare. Da quelle parti la notizia che gli italiani non vanno in vacanza non è arrivata. Quindi, tutti al cinema.

Pap

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