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Tra le luci della Movida dorme un senzatetto: “Ho fame, aiutatemi”

Sdraiato sotto i Portici del Sentierone, nel pieno centro della festa estiva tanto attesa, c’è anche un senzatetto che prova a dormire e con un cartello chiede qualcosa da mangiare. Ma la gente preferisce tirare dritto

Tanti passano e nemmeno si accorgono della sua presenza. Durante il primo appuntamento della Movida bergamasca di “Vivi Bergamo 2013”, sdraiato sotto i Portici del Sentierone, nel pieno centro della festa estiva tanto attesa in città, c’è anche un senzatetto che prova a dormire e intanto con un cartello chiede qualcosa da mangiare ai passanti.

Coperto da un telo marrone, usa come parziale riparo uno dei pilastri del porticato sotto cui trovano spazio alcuni dei locali più prestigiosi della città e, giovedì sera, diverse attrazioni della Movida stessa. Davanti a sé ha messo un pezzo di cartone con una scritta imprecisa ma allo stesso tempo eloquente: “C’è fame, grazie”. Una storia come tante probabilmente la sua, che fa più scalpore per il luogo scelto dal mendicante per chiedere aiuto.

Una richiesta ignorata dalla maggior parte dei passanti, presi dalle luci e dai suoni della festa estiva. Anche quei pochi che si accorgono di lui preferiscono tirare dritto. La scatola che ha messo vicino al cartello è praticamente vuota e nel frattempo, per non sentire la fame, lui cerca di dormire. La gente che passa pronta a fare festa, invece, cerca di far finta di nulla.

Commenti

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  1. Scritto da Help

    La legge + semplice del mondo non c’è governo che la faccia: ‘Tutti hanno diritto ad un tetto sopra la testa e a riscaldarsi d’inverno’. Non è difficile, il posto c’è e avanza anche; e le risorse pure visto che comprano aerei per ‘armare la pace’ come ha dichiarato uno che ci governa in questo periodo……che altro dire? Armare la pace ? Che neologismo raffinato….questi si che si voltano dall’altra parte!

  2. Scritto da emily

    la chiesa fa molto..ed anche i bergamaschi….il problema è che sono tanti….troppi…e mi dispiace dirlo…per alcuni si tratta di scelte di vita

  3. Scritto da Gnomo

    Quindi, nell’Italia del 2013, se una persona soffre la fame deve affidarsi alla carità dei passanti? Come nel medioevo? non esistono programmi di assistenza come in UK o in USA? niente benefits o food stamps?

  4. Scritto da cattivo?

    se ad ogni povero che incontrassi per strada dovessi dare una monetina a fine mese non avrei di che mangiare nè di che pagare l’affitto…cattivo? forse realista. in centro ogni due metri c’è un povero che chiede elemosina, non si possono aiutare tutti di certo, non così, a monetine….il discorso è ben più ampio

  5. Scritto da nino cortesi

    Sarebbe già bello far entrare nella mentalità della gente: 1) che ai poveri che troviamo per strada è cosa buona dare una monetina. 2) che i politici che rubano milioni, rubano la dignità, è cosa buona che finalmente nascano le normali regole che permettano all’elettore di spazzarli via.

  6. Scritto da antonio

    x don Andrea: cosa dovremmo fare? anche io mi pongo tante domande e rifletto sui poveri. Di certo non possiamo condannare quelli che non si sono fermati. Che ne sappiamo di loro e cosa davvero fanno o danno per il prossimo. Il discorso non è così facile da liquidare con la solita tiritera dell’indifferenza che magari c’è ma non è vero che è così generalizzata.

    1. Scritto da Don Andrea

      Vero, Antonio, non si può generalizzare, ci mancherebbe. Ma riflettere si! E, credimi, vedere gente che non ha di che vivere mi mette in crisi come uomo anzitutto e mi mette in gioco… A prescindere dalle storie che hanno alle spalle

      1. Scritto da nino cortesi

        Ottimi interventi. Bravo don! E bello vedere anche dei sacerdoti che non hanno paura di manifestare le loro (ottime fra l’altro) opinioni. Don Andrea di Cortenuova?

  7. Scritto da don andrea

    I poveri ci sono e sono molti; quello descritto nell’articolo è uno dei tanti e la cosa drammatica credo sia l’indifferenza della gente. In questa nostra realtà così frenetica non c’è spazio per fermarsi un momento e guardarsi attorno e soprattutto per riconoscere che qualcuno ha bisogno proprio di me.
    Mi chiedo spesso cosa sto facendo io prete, io cristiano e io Chiesa per i poveri… e soprattutto cosa posso fare di più.

    1. Scritto da willer

      Don Andrea…non è indifferenza… è che pian piano ci stanno portando al disagio…e quando comincia la lotta per la sopravvivenza (nel ns. caso intesa come mantenere il minimo benessere)… si diventa tutti egoisti. Un po’ come quando si è in guerra…vedi morti per strada e ci passi vicino senza neanche abbassare lo sguardo..o spaventarti. Tutto questo ? Merito degli ultimi 60 anni di politica e me lo permetta.. di DC in primis.

  8. Scritto da makio

    purtroppo avanti di ste passo finiranno in tanti così,ringraziamo i nostri Politici per quelo che fanno per Noi

  9. Scritto da dark

    Buon servizio. Tra tante polemiche per le “movide” e altri divertimenti commerciali, qualche dato di cruda e “banale” realtà…

  10. Scritto da lodovico

    situazioni frequenti……e per noi diventa purtroppo una abitudine vederle……penso che a volte riusciamo a porci pensieri sulle motivazioni che portano una persona a tal degrado….