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Monsignor Capovilla: “Non sono sorpreso già santo nel mio cuore” fotogallery video

Monsignor Loris Capovilla, 97 anni, per dieci anni segretario particolare di papa Roncalli ammette di non sentirsi sorpreso dell'annuncio della canonizzazione di Giovanni XXIII: "Ma questo annuncio non sia solo una celebrazione, sia l'occasione di un radicale cambio di vita per seguire gli insegnamenti del Vangelo"

Ha quasi un secolo di vita, per la precisione 97 anni, dei quali dieci accanto ad un pontefice che oggi è santo. Forse anche per questo monsignor Loris Capovilla, già segretario particolare di Papa Giovanni XXIII, ammette candidamente di non sentirsi sorpreso. “Sì, è una bella notizia, ma papa Giovanni XXIII è già nella gloria dei santi, non mi sorprende questo annuncio” risponde monsignor Capovilla. Con la sua voce ferma, eppure delicata e gentile, questo sacerdote anziano eppure dallo spirito giovanissimo è stato accanto a Papa Roncalli dal 1953, quando era Patriarca di Venezia, fino al 3 giugno 1963 quando il sorriso di Giovanni XXIII si spense lasciando orfana una Chiesa che era appena stata riunita per il Concilio Vaticano II.

Se non è sorpreso Eminenza, che cosa prova?

“Sento il dovere all’impegno. Proclamare Santo Giovanni XXIII significa prenderlo per esempio, non basta un annuncio, le foto, la festa. Occorre seguire sul suo esempio il Vangelo. Altrimenti che cristiani saremmo? Non si tratta di celebrare l’anno manzoniano e nemmeno quello di Dante, la Chiesa con questa proclamazione invita tutti a seguire gli insegnamenti di Papa Roncalli che chiedono una trasformazione radicale della propria vita di fede”.

Nello stesso giorno che Papa Francesco firma la sua prima enciclica con Benedetto XVI sulla fede viene annunciata la canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II. È una coincidenza?

“Voglio esprimere la mia gratitudine a papa Francesco e ai collaboratori, soprattutto a quelli della postulazione, e anche al nostro vescovo di Bergamo che ha scritto un messaggio bellissimo per questa giornata. Non mi sorprende che questo annuncio avvenga nello stesso giorno che papa Francesco firma la sua prima enciclica da un titolo stupendo Lumen Fidei, la luce della fede. Non è una coincidenza, è continuità. Un invito a farsi condurre dalla fede. Se vogliamo osservare la storia di papa Giovanni XXIII il tutto ha inizio alla fonte battesimale, quando il parroco chiede che cosa siete venuti a domandare alla Chiesa di Dio? Allora il dialogo era tutto in latino, i padrini venivano imboccati dal sagrestano. Eppure quella formula si chiude con “osserva i comandamenti e ama Dio e il tuo prossimo come te stesso’. Angelo Giuseppe Roncalli ha seguito quell’invito, i suoi 81 anni di vita ha fatto proprie le virtù teologali: fede, speranza e carità. E alla luce di quella fede ha vissuto da vero discepolo di Gesù seguendo le virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza”.

Che cosa ci insegna oggi il Santo Giovanni XXIII?

“Ci invita a vivere in fondo la nostra vocazione alla luce del Vangelo negli ambiti in cui siamo chiamati: nella famiglia, nel lavoro, negli impegni sociali, anche nella politica. Papa Giovanni XXIII si è affidato ed è stato ispirato dallo Spirito Santo, per questo ha indetto il Concilio Vaticano II. Lo Spirito Santo gli ha suggerito: “Angelino invita tutti i pastori delle chiese a ritrovarsi a Roma”. Il Concilio non è un congresso, non è un parlamento e nemmeno una riunione per chiacchierare. Il Concilio è l’occasione per pregare insieme. La riunione della famiglia cristiana redenta da Cristo, strumento di Dio nel mondo. La canonizzazione di Giovanni vigesimo terzo diventa così una grande festa del concilio ecumenico vaticano II. E forse non è un caso che il tutto avvenga nel 2013, a cinquant’anni dall’ultima enciclica di Giovanni XXIII, la Pacem in terris, che invitava tutte le nazioni e le comunità politiche a cercare il dialogo e il negoziato”.

Qual è l’attualità della sua ultima enciclica?

“Credo sia il suo testamento, invitare tutti a mirare alla verità, alla giustizia, all’amore e alla libertà: sono i quattro capisaldi della Pacem in Terris. Oggi le campane hanno suonato a festa, c’è stato l’annuncio gioioso, magari seguiranno anche delle grandi celebrazioni, ma mi creda il desiderio di Papa Roncalli sarebbe quello che non fossi distratti, superficiali, ma che rispondessimo ad una conversione di cuore. Allora ha davvero un senso questa sua canonizzazione”.

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