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Lovere, pronti 100 mila euro per recuperare la necropoli romana

L’intervento sarà realizzato sulla base del progetto redatto con l’accademia Tadini e approvato dalla giunta comunale. L’importo complessivo dei lavori, pari a circa 100 mila euro, sarà finanziato per il 40% dal comune e per la parte restante da importanti contributi della fondazione Banca Popolare di Bergamo e della fondazione Istituti Educativi di Bergamo

A Lovere è stato presentato mercoledì 3 luglio il progetto finalizzato alla individuazione, delimitazione e inizio del recupero della Necropoli romana.

Il sindaco Giovanni Guizzetti ha annunciato: “Con l’aggiudicazione della gara d’appalto dallo scorso 17 giugno è iniziata l’indagine archeologica presso il campo di calcio di proprietà della Parrocchia di S. Maria Assunta di Lovere. L’intervento si prefigge l’obiettivo di individuare la potenzialità archeologica del sito, con particolare riferimento alla nota necropoli di età romana, indagata in modo parziale a partire dall’inizio del XIX secolo, di cui si intende delimitarne l’estensione”.

L’intervento sarà realizzato sulla base del progetto redatto con l’accademia Tadini e approvato dalla giunta comunale alla fine del mese di marzo di quest’anno. L’importo complessivo dei lavori, pari a circa 100 mila euro, sarà finanziato per il 40% dal comune di Lovere e per la parte restante da importanti contributi della fondazione Banca Popolare di Bergamo per 50 mila euro e della fondazione Istituti Educativi di Bergamo per 10 mila euro. Procedendo in accordo con l’autorità competente della curia diocesana, la parrocchia e il comune hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per definire i rispettivi compiti e obblighi e poter così dare inizio all’indagine archeologica.

Monsignor Giacomo Bulgari, parroco di Lovere ha sottolineato: “Un accordo di fondamentale importanza che è stato reso possibile dallo spirito di profonda sintonia e di grande collaborazione che da sempre contraddistingue il rapporto tra la parrocchia e il comune. Grazie ai lavori che saranno eseguiti nel sito archeologico si potranno acquisire importanti informazioni storico-culturali del periodo compreso fra il I e il IV secolo d.C.”.

Come sostenuto dalla storica Monica Ibsen, la Necropoli di Lovere si impone nell’ambito non solo lombardo ma più in generale nazionale per l’ampio arco temporale che abbraccia (I-IV secolo d.C.) e per i rarissimi oggetti di prestigio in essa rinvenuti in più fasi a partire dall’inizio dell’Ottocento in connessione all’apertura di cantieri o a dissesti. Tra questi vi sono i reperti affiorati nel 1907 in occasione della costruzione del nuovo ospedale e del tracciato ferroviario Lovere-Valcamonica, che oggi sono esposti al museo archeologico di Milano.

La dottoressa Raffaella Poggiani Keller, soprintendente per i beni archeologici della Lombardia ha spiegato: “L’indagine archeologica è finalizzata a determinare la stratigrafia del sito ed i processi che hanno caratterizzato la vita e l’abbandono dell’area cimiteriale, più che di documentare i corredi di singole tombe: in effetti, solo lo scavo estensivo della necropoli, o per lo meno di singoli recinti al completo, può offrire dati significativi dal punto di vista scientifico, al di là dell’importanza o del valore scientifico dei singoli oggetti di corredo”.

L’indagine è articolata in due fasi: la prima, nella parte meridionale del campo da calcio, sarà costituita dalla realizzazione di due trincee esplorative, profonde oltre 3 metri e con una larghezza alla base di circa 8 metri, con sviluppo perpendicolare rispetto all’asse maggiore del campo.

La seconda, identica, sarà eseguita nella parte settentrionale presumibilmente a partire dal 15 luglio.

Al momento sono state realizzate le due trincee della prima fase, che sono in corso di indagine e documentazione da parte degli archeologi della ditta SAP Società archeologica di Mantova, Roberto Caimi e Emiliano Garatti, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, nella persona della dottoressa Raffaella Poggiani Keller e della dott.ssa Maria Fortunati.

La seconda trincea, quella più a sud, invece, ha rivelato la presenza di un muro con andamento rettilineo pertinente ad un recinto funerario che è stato parzialmente indagato nel 1996 a seguito del crollo del muro di contenimento del campo da calcio. Le sepolture di età romana sono limitate all’interno del recinto, a valle del muro, mentre a monte non ne sono state individuate. L

a prima trincea, più a nord, ha invece permesso di individuare i perimetrali ovest e nord di un secondo recinto, presumibilmente mai indagato, nemmeno nelle campagne pioneristiche dell’Ottocento.

Al momento è stato individuato un livello di macerie, all’interno dei muri, tagliato da tombe più recenti, ancora da indagare ma presumibilmente altomedievali, che potrebbero testimoniare un utilizzo funerario dell’area esteso per più secoli. Anche in questo caso, le sepolture sono limitate esclusivamente all’interno dei recinti, mentre la parte a monte è priva di sepolture.

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