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Giovanni XXIII sarà santo I fedeli: era ora, siamo molto contenti

Gioia ed entusiasmo tra i fedeli a Sotto il Monte per la notizia della prossima santificazione del Papa buono

È corsa subito velocemente la notizia della prossima santificazione di Papa Giovanni XXIII. E’ arrivata immediatamente anche a Sotto il Monte, il paese natale del Papa buono, al secolo Angelo Roncalli.

Tra i fedeli del posto e i pellegrini in visita ai luoghi che hanno dato i natali al Pontefice che indisse il Concilio Vaticano II c’è grande gioia. Una signora molto legata alla figura di Papa Roncalli, che ogni anno dalla Svizzera viene in Italia proprio per visitare Sotto il Monte e rendere omaggio ai posti tanto cari all’allora pontefice, afferma: “La notizia mi riempie il cuore di felicità. Me l’aspettavo, ma devo dire che apprendere l’informazione mi dà grande entusiasmo. La santificazione è il giusto riconoscimento a una personalità che ha dato tanto alla chiesa”. Dello stesso avviso anche molte altre persone che sono giunte da diverse località: c’è chi viene da Monza e chi da Robbiate, vicino a Lecco e da svariati paesi della bergamasca come Valbrembo o Treviglio.

Devozione e soddisfazione traspaiono anche dai parrocchiani locali. Una fedele racconta: “Sono veramente molto felice, la santificazione di Giovanni XXIII è un motivo di grande orgoglio. È un riconoscimento atteso, giunto dopo 50 anni dalla sua morte: era ora che Giovanni XXIII entrasse nella schiera dei santi. Possiamo dire che finalmente sarà santo”. Il ricordo del Papa buono è sempre vivo tra gli abitanti di Sotto il Monte. In tantissimi ricordano la sua semplicità e la sua attenzione per ciascuna persona. Una signora molto legata alla sua figura spiega: “Ricordo benissimo quando, da ragazza, incontravo Angelo Roncalli sulla gradinata che porta all’ingresso della chiesa dopo la celebrazione della messa del mattino. Era una persona molto aperta al dialogo: conosceva tutti e aveva una parola buona, di saluto e di conforto, per tutti. Quando lo si incontrava, alla chiesa o alla Madonna delle Caneve, domandava sempre come stavano la mamma e il tata, che in dialetto vorrebbe dire papà. Mio padre, che si chiamava Cesare, era conosciuto come “Rampì” e, lui, quando mi incontrava mi chiedeva sempre come stava. Il suo stile era molto semplice e concreto, ricordo ancora quando celebrava la messa e si rivolgeva ai presenti utilizzando anche espressioni in bergamasco. Sono andata anche a trovarlo a Venezia, quando era patriarca. Dopo essermi sposata, nel 1963, insieme a mio marito, volevamo avere un’udienza con lui ma, poi, purtroppo, è morto. La sua memoria, però, resterà per sempre viva”.

Sono i gesti che compiva nella quotidianità a essere impressi nei cuori con maggior affetto. Un’altra signora rammenta: “Rimasta orfana da bambina, nella mia infanzia sono stata all’orfanatrofio di Vicenza quando Roncalli era patriarca di Venezia. In occasione del congresso eucaristico che si era svolto nel vicentino, era venuto in visita all’istituto: avevo 10 anni e mi ha accarezzato la testa: è stata un’emozione indimenticabile. La sua figura mi dà la forza per andare avanti nonostante stia vivendo molte difficoltà: mio marito è malato, ho perso un figlio di 28 anni, ho perso casa a Solza e da poco mi sono trasferita a Sotto il Monte”.

Il parroco, monsignor Claudio Dolcini dichiara: “Provo molto entusiasmo: fa molto piacere constatare che Papa Giovanni è oggetto di così tanta attenzione e che è salito sul gradino più alto della venerazione. Quindi, condivido questa gioia con la mia gente. Sarà anche l’opportunità per conoscere meglio questa grande persona, cui spesso viene attribuita solamente la qualità della bontà. Spesso, invece, non si considerano tanti altri suoi pregi, come la lungimiranza, l’intelligenza pastorale, la fede nella provvidenza, la grande capacità di dialogo. Inoltre, c’è anche un po’ di preoccupazione, per prepararci al meglio all’organizzazione di inziative per celebrare questo evento molto importante. Recentemente, in vista di questo appuntamento, abbiamo effettuato alcuni lavori: lo scorso ottobre abbiamo inaugurato la cripta, mentre presto inaugureremo il giardino della pace antistante la chiesa. Anche questo aiuterà nella preghiera e nell’accoglienza delle persone. Ci attiveremo, contando sull’impegno della Casa del pellegrino, ad acogliere i fedeli in visita. La struttura, gestita dall’associazione Giovanni XXIII, opera con l’obiettivo di gestire al meglio i percorsi di fede sul territorio".

Roberto Lozza, un discendente di Roncalli (sua nonna era nipote del Papa) sottolinea: “Era una brava persona ed è giusto che venga santificato. Tutti si aspettavano che fosse annoverato tra i santi. Sicuramente, poi, l’evento avrà ricadute positive anche per il nostro territorio".

L’immagine di Giovanni XXIII è apprezzata anche da persone non cattoliche. Due testimoni di Geova, per esempio, hanno detto: “Non ci esprimiamo sulla santificazione di Roncalli, in quanto per noi questo riconoscimento avviene diversamente, ma pensiamo che fosse una brava persona, dotata di forte umanità”.

Paolo Ghisleni

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