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Testamento biologico, ecco la proposta di legge Locatelli: non è eutanasia

L'iniziativa è dei deputati socialisti: "Ognuno di noi ha il diritto di scegliere se e come curarsi – ha affermato la bergamasca Pia Locatelli - ed è assurdo che questo diritto venga meno quando non si è più capaci di intendere".

L’incapacità sopravvenuta di intendere e di volere non deve cancellare, oltre che la coscienza, anche il diritto all’identità e al rispetto dei propri principi, questo l’obiettivo della proposta di legge presentata alla Camera da Pia Locatelli e dai deputati socialisti sul testamento biologico. "Ognuno di noi ha il diritto di scegliere se e come curarsi – ha affermato Locatelli – ed è assurdo che questo diritto venga meno quando non si è più capaci di intendere. Chi non è più in grado di esprimere la propria volontà, infatti, finisce per sottostare a ciò che è ritenuto opportuno dal medico curante o da altri, senza che quanto abbia espresso quando era cosciente sia vincolante per gli operatori sanitari e per i familiari".

La proposta di legge in sintesi prevede che chi abbia espresso la propria volontà in materia di cure sanitarie in forma scritta, con data certa, e firma autenticata da due testimoni, possa vederla rispettata anche quando non sarà più in grado di esprimerla: "Attenzione – ha spiegato Locatelli -, non si tratta di eutanasia, ma semplicemente di consentire a tutti il diritto di scegliere. Così come il soggetto capace ha la possibilità di rifiutare ogni tipo di intervento medico sanitario, compresi l’alimentazione, l’idratazione o i mezzi di respirazione artificiali, allo stesso modo ciò deve essere consentito al paziente non più capace".

Commenti

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  1. Scritto da giupì

    Bene. Qualcuno parte dal presupposto ( però io di solito parto dalla stazione di Bergamo) che la vita è un dono: però c’è un limite a tutto, anche ai doni, più o meno cristiani.

  2. Scritto da seneca

    Da anni ho espresso x iscritto le mie volontà in merito. Sono controfirmate da due testimoni e indicano la persona delegata a decidere in mia vece nel caso ciò si rendesse necessario. Non hanno valore legale ma hanno un altissimo valore morale. “Il saggio vivrà quanto deve, non quanto può – morire bene è fuggire il pericolo di vivere male” (epistole a Lucilio).

  3. Scritto da Normal

    Occorrerebbe sapere nel dettaglio la proposta. soprattutto su questi punti: A) la dichiarazione è obbligatoria? B) I minorenni possono autodeterminarsi in merito? C) Per le persone sotto tutela per incapacità di intendere e volere, cosa è previsto? D) Per le persone giovani, che subiscono un trauma incidentale che li priva delle facoltà di intendere e volere, che si fa? E) Per i neonati prematuri e ad alto rischio di complicanze, cosa è previsto?

    1. Scritto da Diversamenteabile

      …………FFFFFFFFFFFFFFFFFF ……………………
      PER LEI IL SIGNIFICATO VIVERE IN COSA CONSISTE?????
      Purtroppo non si può chiedere a chi non ce ma se lei fosse stato nelle condizioni di Piergiorgio Welby cosa avrebbe fatto?
      purtroppo in molti sono in quelle condizioni con svariate malattie e per l’aiuto statale che si riceve è meglio finirla
      in special modo per malattie neurodegenerative
      LA VITA E’ VIVERE NON ESISTERE provare prima di parlare

      1. Scritto da Ormal

        Il suo intervento avrà certo una motivazione pressante. Ma perché mi apostrofa e mi chiede in cosa consista per me il SIGNIFICATO VIVERE? Io ho avanzato alcune domande tecniche alla sottoscrittrice della proposta di legge. Come cittadino è mio diritto farlo. Lei me lo vuol impedire? Che poi la vita sia vivere e non esistere è una contraddizione in termini. Io avrei scritto “la vita non è solo esistere”. E poi lei che ne sa di me e della mia vita? Riflettere prima di scrivere!

        1. Scritto da Diversamenteabile

          appunto rifletta prima di scrivere esiste anche un MOZZICONE
          ma non ha vita io non giudico lei ne la sua vita ma nella sua risposta si legge l’ipocrisia di una persona sana che BLA,BLA,BLA
          buona serata.

          1. Scritto da Orman

            Non capisco in cosa posso averLa offesa avendo solo espresso richiesta di precisazioni su una proposta di legge che sento mi possa toccare. Mi dispiace che continui a parlare di un supposto me che carica di ipocrisia e irride. Perché? Non è meglio invece riflettere sulla proposta di legge, su come può andare ad articolarsi, sulle ricadute sociali e personali? La burocrazia è il problema, non la soluzione. E’ con la burocrazia che i politici ingabbiano i cittadini.

  4. Scritto da nino cortesi

    E’ sempre stato l’individuo a scegliere, e quando non era in grado lui erano i suoi familiari, consigliati dal medico. Che c’entrano gli altri soggetti se non a fare intromissione inaccettabile.

    1. Scritto da Heracleum

      Questi altri soggetti che si intromettono inaccettabilmente, chi sarebbero? I socialisti proponenti la regolamentazione? Il Parlamento che ne dibatterà? I notai o i custodi della dichiarazione? Gli eredi testamentari? La magistratura? La Commissione etica ed esaminatrice del documento e della persistenza di volontà? Un software nazionale che gestirà in automatico l’archivio in data base controllato da …chi?….dai socialisti?

  5. Scritto da vincenzo

    complimenti, un proposta sensata, quando si è maggiorenni, della propria vita, un individuo in caso di malattia, la decide solo lui !

  6. Scritto da Maverik

    Barbari!

    1. Scritto da sansone

      MAVERIK!!! Quanto tempo! Sempre lo stesso!

  7. Scritto da Luca

    Era ora! Anche se fosse stata eutanasia non vedo il problema,anzi. Ognuno deve esser libero di scegliere per se stesso e della propria vita fare quello che crede in base alle proprie convinzioni. Avanti.

  8. Scritto da Socialista trevigliese

    Brava Pia! Finalmente un po di civilissima laicita’ in mezzo ad un PD clericale e bigotto.

  9. Scritto da MC

    Io sono tutto meno che di sinistra, ma sono pienamente d’accordo: il testamento biologico è una questione di civiltà, non di politica politicata.

  10. Scritto da paola suardi

    Grazie Pia, quando ti muovi e’ sempre con giudizio e preparazione. Speriamo la civiltà della proposta venga accolta.

  11. Scritto da leoneminuscoli

    sul fine vita a mio avviso e da cattolico, non puo’ decidere solo il malato soprattutto se ha formulato decisioni in tempi lontani, andranno valutate queste volontà, quelle dei familiari e dei medici tenendo conto di non fare accanimento terapeutico nè eutanasia i due estremi da evitare.

    1. Scritto da PEPERONEROSSO

      Caro mio, chi dovrebbe decidere, poi, quand’è accanimento terapeutico e quando no? Per un malato grave e inguaribile, qual’è la soglia non superabile per non incorrere nell’accanimento? Credo che la questione aprirebbe solo a discussioni infinite ed a prese di posizioni molto soggettive. Lasciare al singolo (in “bonis”) di scegliere mi pare ancora l’unica strada seriamante e civilmente praticabile (xaltro la scelta può sempre essere cambiata, anche molti anni dopo)

  12. Scritto da Brunella Gritti

    Condivido era ora,ognuno deve decidere della propria vita

  13. Scritto da fabio

    D’accordissimo con questa proposta, decisamente civile.

  14. Scritto da olè

    i socialisti sono tornati!
    Avanti!

  15. Scritto da nino cortesi

    Brava, quando ci vuole ci vuole.