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Lavoratori dell’Università in stato d’agitazione Prima volta a Bergamo

Il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario dell’Università di Bergamo ha dichiarato lo stato d’agitazione per chiedere la revoca immediata della decisione del Consiglio di Amministrazione che non ha ratificato l’accordo già siglato dalle parti sul Contratto integrativo 2013.

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Le RSU e le Organizzazioni sindacali FLC-CGIL e CUB-SUR hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario dell’Università degli Studi di Bergamo e chiesto un incontro in Prefettura con i vertici dell’Ateneo.

E’ la prima volta che succede nell’Ateneo bergamasco, attualmente governato dal prof. Stefano Paleari, Segretario della CRUI nonchè unico membro italiano dei Board europeo dei Rettori (EUA).

Lo stato di agitazione è indetto per chiedere la revoca immediata della decisione del Consiglio di Amministrazione che non ha ratificato l’accordo già siglato dalle parti sul Contratto integrativo 2013.

Un atto che giudichiamo un’inedita ed indebita invasione di campo ed una forzatura unilaterale gravissima che lede l’autonomia negoziale delle Parti pubblica e sindacale. Una pre-intesa già sottoscritta da tutti i soggetti negoziali (Parte Pubblica COMPRESA!) viene di fatto sconfessata dalla delibera di un organo di governo di Ateneo.

L’accordo riconosce un aumento stipendiale ai lavoratori in un momento di sofferenza per tutto il sistema universitario e nella perdurante situazione di carenza di organico che interessa l’Ateneo orobico (circa il 30% in meno di addetti rispetto alla media nazionale). La firma dell’intesa è un riconoscimento per gli sforzi del personale tutto nella sfida che l’Università sta affrontando nell’ottica dell’internazionalizzazione e della ricerca e viene incontro all’esigenza, condivisa con l’Amministrazione universitaria, di garantire un migliore e più efficiente servizio di supporto alla ricerca e alla didattica, cioè a professori, ricercatori e ai sempre più numerosi studenti dell’Università di Bergamo.

Ora la mancata ratifica appare ai lavoratori come un gesto di rottura unilaterale e immotivato.

Per tale motivo è convocata l’assemblea del personale il giorno 9 luglio alle 9.30 presso la sede centrale di Via dei Caniana 2 per decidere le prossime iniziative di mobilitazione: sarà un primo momento di denuncia pubblica di quanto accade in Università di Bergamo.

In caso di esito negativo dell’incontro presso la Prefettura, le RSU e le Organizzazioni Sindacali si riservano di mettere in atto tutte le forme di lotta sindacale che riterranno utili al raggiungimento degli obiettivi sopra descritti, inclusa la dichiarazione dello sciopero.

Tobia Sertori – Segretario provinciale Flc Cgil

Rsu Università di Bergamo

Michele Timperanza – Segretario Provinciale Cub Sur

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Commenti

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  1. Scritto da makio

    finalmente vi ribellate

  2. Scritto da Matteo

    Finalmente qualcuno che protesta. Comunque la settimana scorsa ho finalmente capito perchè non ci sono soldi per tenere aperte le segreterie e le biblioteche per noi studenti.
    In s.agostino era pieno di professori ben vestiti che banchettavano con un ricco buffet … è stato pagato anche quello con i soldi delle nostre tasse?

  3. Scritto da paola

    “Prima volta a Bergamo”, direi che è un bel primato per il nostro Ateneo!!

  4. Scritto da Franco

    Congratulazioni Rettore!!!!

  5. Scritto da lucia

    ecco perchè non sorride nessuno in università. E’ un ambiente triste!!

  6. Scritto da luca

    siamo vicini ai lavoratori dell’università