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Egitto nel caos Albini: produzione sospesa Italgen: pronti al rientro

L'Egitto piomba nel caos e le imprese bergamasche presenti corrono ai ripari: il Gruppo Albini sospende la produzione a Borg El Erab mentre alla Italgen, associata di Italcementi, gli operai sono "tutti con il biglietto in mano".

L’Egitto è nel caos: le manifestazioni anti Mohammed Morsi, primo leader egiziano eletto democraticamente con più di 13 milioni di voti il 24 giugno 2012, come ha annunciato il consigliere della sicurezza nazionale sono sfociate in un golpe militare sostenutto dalla piazza. Nella notte tra mercoledì e giovedì Morsi è stato destituito e la Costituzione sospesa.

L’accusa al presidente è quella di non aver affrontato i problemi economici, sociali e di sicurezza del Paese.

L’esercito aveva lanciato l’ultimatum lunedì, respinto dal presidente: o si trova un accordo entro 48 ore per dare risposte alle richieste del popolo o interverremo. E così è stato: a un’ora dalla “deadline” i militari sono entrati in azione e avrebbero anche messo Morsi agli arresti domiciliari nella sede della guardia repubblicana al Cairo.

Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha raccomandato agli italiani di rinviare i viaggi verso il Cairo, Alessandria, Suez, Ismailia, Port Said e nelle zone del Delta del Nilo e del Nord Sinai.

In Egitto è presente con due impianti, una tessitura e una tintoria, il Gruppo Albini che ha investito a Borg El Arab, nella zona di Alessandria.

“Le tensioni ci sono anche nella zona dei nostri due stabilimenti – commenta il presidente Silvio AlbiniMercoledì pomeriggio e giovedì la produzione è sospesa in tutto il compound di Borg El Arab. Al momento lì lavorano anche 3 italiani ma la misura è stata presa solamente a scopo precauzionale per le difficoltà che si incontrano nel muoversi”.

Nella zona del Cairo si trovano invece le cementerie della Italgen, associata di Italcementi.

“Sono stato in Egitto sabato e domenica scorsa e la situazione non era ancora precipitata – commenta Giuseppe De Beni, consigliere delegato di Italgen – Ora si lavora un po’ a singhiozzo negli impianti. Nelle cementerie non ci sono solo egiziani, anzi, sono parecchi gli italiani, anche bergamaschi, che ci lavorano: tutti sono sul ‘chi va là’, se la situazione dovesse degenerare definitivamente hanno tutti il biglietto in mano e sono pronti a partire”.

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    il tuo discorso vale pure per le imprese straniere che hanno costruito stabilimenti in italia rinunciando a costruirli in patria’?il tuo ragionamento non lo trovo molto razionale….

  2. Scritto da Sleghiamoci

    Gli stà bene alle imprese italiane e padroni che per guadagnare soldi in più vanno a produrre nei paesi a rischio chiudendo in Italia. Vi stà bene se fallite noi abbiamo bisogno di gente italiana che abbia voglia di investire in Italia uniti con i lavoratori per cambiare questa politica in nome della vera democrazia per il benessere di tutti non della dittatura finanziaria.