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Denunciarono i problemi alla casa di cura Honegger Sospese dal servizio

La Cisl denuncia la punizione inflitta dalla Fondazione Honegger alle lavoratrice che avevano portato alla luce alcuni problemi di carattere organizzativo al reparto Alzheimer: “Inaccettabile la sospensione dal servizio e della relativa paga giornaliera”.

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La Cisl denuncia la punizione inflitta dalla Fondazione Honegger alle lavoratrice che avevano portato alla luce alcuni problemi di carattere organizzativo al reparto Alzheimer: “Inaccettabile la sospensione dal servizio e della relativa paga giornaliera”.

"Il clamore, anche mediatico, della vicenda del reparto Alzheimer dell’Infermeria Honegger di Albino, dove le Lavoratrici, dopo vani tentativi interni, hanno deciso di rivolgersi alle Organizzazioni Sindacali di CGIL e CISL allo scopo di vedere risolti alcuni problemi di rilevante carattere organizzativo a tutela degli ospiti e del servizio è dato dal fatto che a seguito della segnalazione sindacale vi è stato un intervento degli organismi di controllo preposti; conseguentemente la Fondazione si è da subito attivata per la messa in sicurezza del servizio.

La vicenda però porta con sé ancora clamore perché i responsabili della Fondazione, lamentando un danno d’immagine conseguente all’intervento sindacale, hanno deciso di agire contro le lavoratrici con un procedimento disciplinare con sospensione dal servizio e privazione della relativa paga giornaliera.

La Cisl ritiene inaccettabile la scelta della Fondazione di punire delle lavoratrici che hanno chiesto al Sindacato un intervento di responsabilità e tutela di lavoratrici e utenti che, anche a detta del Direttore Sanitario Dr. Cartisano erano abbandonati a se stessi (cfr Corriere della Sera 6 marzo 2013): “Può essere che per un certo arco di tempo durante le ore notturne al piano del nuovo reparto Alzehimer non ci sia nessuno degli operatori, che però si trovano al piano superiore. Le porte sono chiuse con chiavi numeriche, oppure sono porte d’emergenza allarmate; se si dovessero aprire, gli operatori al piano superiore sarebbero avvisati da segnalazioni acustiche e visive”.

Il Sindacato è il legittimo interlocutore dei lavoratori e delle lavoratrici ed è luogo di difesa dei diritti del loro lavoro, ma anche della dignità dei cittadini, soprattutto in condizione di disagio.

Così come ritiene inaccettabile l’atteggiamento dei responsabili della Fondazione Honegger teso alla repressione della libertà di espressione, dell’esercizio della rappresentanza e della libera azione sindacale, principi cardine di un sistema democratico. Per questo la Cisl FP si è rivolta alla Magistratura del Lavoro. Per ottenere l’annullamento del procedimento disciplinare adottato verso le Lavoratrici del reparto Alzheimer dell’infermeria Honegger di Albino, ingiusto, ingiustificato e inaccettabile.

E ancora è un ulteriore invito che indirizziamo ai responsabili della Fondazione Honegger a volgere il loro impegno al recupero di un clima sereno e, come già dimostrato, attento alla costruzione di un organizzazione attenta al benessere degli ospiti e, quindi, a rivedere la loro posizione che rischia ora davvero di offuscare il tanto lavoro svolto.

Bergamo, 3 luglio 2013

La Segreteria Cisl UST e Cisl FP di Bergamo"

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Commenti

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  1. Scritto da marco

    solidarieta alle dipendenti ,e avanti con testa alta e dignita, e grazie da parte dei famigliari dei pazienti— grazie al sindacato, e comunque siete dalla parte della ragione… BRAVE..LA GIUSTIZIA VI DARA RAGIONE..

  2. Scritto da angelo

    Evidentemente i fatti non li sapevo prima , mi attengo a quanto scritto nell’articolo visto che non sono chiaroveggente.
    Resta il fatto che pur avendo tutte le ragioni di questo mondo la reazione vostra nei confronti di chi non conosce il problema è sconcertante.
    Evidentemente chi non la pensa come voi deve essere fucilato a prescindere.
    Saluti

    1. Scritto da Sara

      Ma veramente, sei tu che hai decretato “giusta sospensione” agli altri, in un periodo dove il posto di lavoro è oro, e siamo in miseria nera… Cosa t’aspettavi? Tu non hai fucilato a parole?

      1. Scritto da angelo

        Giusta sospensione …………riferita ai fatti descritti nell’articolo.

  3. Scritto da poeraITALIA

    Altra dimostrazione che in ITALIA L’ONESTA’ NON PAGA
    ma perchèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè????????????????

  4. Scritto da angelo

    Giusta la sospensione perchè viene a mancare il rapporto di fiducia tra dtore di lavoro e lavoratore.Prima di sollevare il bubbone e renderlo pubblico i lavoratori dovevano parlarne ed eventualmente denunciare le deficenze del servizio privatamente e poi ma,solo poi in caso di inadempienze denunciare pubblicamente.

    1. Scritto da dipendente

      mi sento di chiederti se sai leggere o se sei di parte caro angelo le ragazze hanno fatto tutto quello che dovevano senza mai essere ascoltate ,quindi taci se devi dire solo cavolate

    2. Scritto da fausto

      Non e detto che non l’abbiano fatto,ma non siano state ascoltate prima di parlare informarsi e sempre meglio.

    3. Scritto da Marina

      Per descrivere così, l’impeccabile procedura burocratica che i dipendenti “in rivolta” avrebbero dovuto seguire, devi essere uno che non è mai stato su un posto di lavoro… (oppure sei un datore di lavoro). Quando mai il “titolare” ascolta le rimostranze di una situazione, che lui stesso, è ben consapevole di aver voluto??? Non mi dirai che assegnava turni di lavoro, senza rendersi conto che c’erano fasce notturne scoperte…

    4. Scritto da OTTAVIO

      Più volte avevano segnalato agli amministratori che il reparto rimaneva senza custodia, ma quelli…………per loro andava bene così.

  5. Scritto da ottavio

    Eh..eh…eh…il presidente della fondazione e altri del consiglio, sono diretta espressione degli amministratori comunali rossoarancioni. Questi sono i paladini dei diritti, della partecipazione, della trasparenza ecc………solo a parole, ma nei fatti ????? e non è il primo caso.

  6. Scritto da lotty

    Purtroppo i tempi sono questi: fatti gli affari tuoi, non sentire, non vedere, non parlare! La mia solidarietà alle infermiere, grazie per ciò che avete fatto.