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Expo, funzionario indagato per appalto da 97 milioni Ad indicarlo è Locatelli

Un funzionario di Metropolitana Milanese Spa è indagato per concorso in turbativa d'asta nell'inchiesta della Procura di Milano con al centro un appalto, del valore di circa 97 milioni di euro dell'Expo 2015. Le indagini dopo le dichiarazioni dell'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli.

La prima gara d’appalto dell‘Expo 2015 è finita nel mirino della Procura di Milano. Un funzionario di Metropolitana Milanese Spa è indagato per concorso in turbativa d’asta per l’assegnazione di un appalto, del valore di circa 97 milioni di euro – poi aggiudicato per 65 milioni di euro – per lo sgombero dell’area Rho-Pero. L’ipotesi dei magistrati è che un numero ristretto di imprese abbia costituito un "cartello" per spartirsi i cantieri. E qui si apre una partita tutta bergamasca perché tra le imprese che hanno partecipavano alla gara figurano la Locatelli Lavori Spa di Grumello del Monte e la Dec del fratelli Degennario di Bari (quest’ultima società ha realizzato il nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo).

A portare il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e i pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio ad indagare sulla gara d’appalto, come era già emerso nel maggio 2012, sono state le dichiarazioni dell’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, arrestato nel novembre 2011 con Franco Nicoli Cristiani, all’epoca vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, perché, secondo le indagini, l’imprenditore avrebbe versato una mazzetta da 100 mila euro al politico del Pdl in relazione al progetto di una discarica nel Cremonese. Il procuratore Robledo e i pm milanesi hanno interrogato più volte Locatelli, il quale nei suoi verbali (secretati, l’inchiesta su Nicoli e gli altri è ancora aperta) avrebbe fornito elementi accusatori sulle presunte irregolarità di quell’appalto.

Tra chi partecipò alla gara c’era anche la Locatelli Lavori Spa che arrivò terza con un ribasso del 41,341%, mentre seconda si piazzò la Dec dei fratelli Degennaro, coinvolti nell’inchiesta sullo scandalo degli appalti a Bari, con un ribasso del 42,357%. Vinse, il 20 ottobre 2011, la Cmc – che fa parte del Consorzio cooperative costruzioni di Bologna – con un ribasso al "fotofinish", mettendo sul piatto 65 milioni di euro (per un appalto da 97 milioni), prezzo che è proprio una delle anomalie al vaglio.

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