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Agricoltura, crisi epocale Folta delegazione da Bergamo all’assemblea Coldiretti

Numerosi agricoltori bergamaschi giovedì 4 luglio parteciperanno all’assemblea nazionale di Coldiretti che si terrà al Palalottomatica di Roma. La folta delegazione sarà guidata dal presidente Alberto Brivio e dal direttore Gianfranco Drigo.

Numerosi agricoltori bergamaschi giovedì 4 luglio parteciperanno all’assemblea nazionale di Coldiretti che si terrà al Palalottomatica di Roma. La folta delegazione sarà guidata dal presidente Alberto Brivio e dal direttore Gianfranco Drigo.

Al centro dell’appuntamento al Palalottomatica gli effetti di una crisi epocale sui consumi alimentari, sulla perdita di marchi storici del Made in Italy, i rischi di frodi, contraffazioni e degli Ogm, ma anche gli elementi di successo del modello di sviluppo dell’agricoltura italiana che è l’unico settore a far registrare un aumento nel Pil, nelle esportazioni e nell’offerta di lavoro, come emerge dal Dossier predisposto per l’Assemblea.

Interverranno il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e il Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo. Ci saranno il saluto del Sindaco di Roma Ignazio Marino e le testimonianze del procuratore Giancarlo Caselli, di Renzo Arbore, del presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti e del Direttore Generale di Iper Stefano Albertazzi. Ha confermato la presenza il Vice Presidente del Consiglio Angelino Alfano.

Le opportunità occupazionali nell’agroalimentare ma anche le storie, il lavoro ed i curiosi prodotti di chi ha cambiato radicalmente vita per andare a fare l’agricoltore saranno presentate nel primo Open Space “Mollo tutto, nuova vita in campagna“ con le idee ed i preziosi consigli per realizzare il sogno imprenditoriale di tanti italiani e il decalogo per diventare agricoltore in dieci mosse.

La crisi economica ha favorito il passaggio in mani straniere di marchi nazionali storici, soprattutto nella moda e nell’alimentare, come dimostra il Rapporto “Crisi: la tavola italiana perde i pezzi” presentato a margine dell’Assemblea, ma anche “Lo scaffale del Made in Italy che non c’è piu’” che sarà allestito in sala stampa insieme ai risultati del progetto degli agricoltori per difendere un patrimonio storico del nostro Paese e creare posti di lavoro con una “Filiera Agricola Italiana”.

Commenti

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  1. Scritto da Enrica

    La presunta superiorità di etica e di qualità made in Italy: siamo bravissimi anche noi a contraffare e a adulterare il cibo. Vino al metanolo, mozzarelle di bufala campana con latte di vacca lombardo o dell’est, prodotti scaduti, prodotti biologici senza esserlo, prodotti dichiarati a km zero, con banane e ananas sul banco, etc… Lo sappiamo benissimo, che siamo tra i più creativi al mondo a fare i furbi… Non ha propriamente buona fama, la filiera agricola italiana…

  2. Scritto da camù

    I marchi nazionali storici, non hanno mai aiutato gli agricoltori, comprano all’estero,incatolano in italia e vendono come made in Italy, non ci interessa più se sono italiano o stranieri, coldiretti questo lo sa ma li tutela.