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“Salvo”, una bella sorpresa Più silenzio che dialogo ma lascia il segno

“Salvo”, opera a quattro mani di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, è stato il film rivelazione dell’ultimo Festival di Cannes: ecco la recensione del nostro Pap che lo promuove a pieni voti.

Titolo: Salvo

Regia: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Genere: drammatico

Durata: 104’

Attori: Saleh Bakri, Sara Serraiocco, Luigi Lo Cascio, Giuditta Perriera, Mario Pupella

Voto: sette/otto

Attualmente in visione: Capitol Bergamo.

Sud dell’Italia. Sicilia ma potrebbe essere Calabria, Puglia, Napoli. Salvo è il custode tuttofare del boss locale. Gli fa d’autista tenendo un occhio al volante ma soprattutto l’attenzione al pericolo, con l’arma sempre pronta a difendere il padrone. Il tentativo di farlo fuori fallisce e con spietata abilità Salvo riesce ad eliminare tutti i componenti della banda che ha tentato l’imboscata. Rimane da giustiziare il mandante traditore e compaesano del capocosca. Il killer senza troppi problemi entra nella casa del suo obiettivo trovando come coinquilina una sorpresa, la sorella cieca. Porterà a termine il suo “lavoro”? Quasi, perché da quell’incontro tutto non sarà più come prima. Il resto dovete gustarvelo al cinema, per tutti coloro che amano questa settima arte.

Bella sorpresa nella sala cittadina di questo stranissimo fine giugno, riacciuffato nella desolante distribuzione italiana grazie a due premi conquistati nell’ultimo Festival di Cannes. Un film di pregevole costruzione con una regia a quattro mani che lascia decisamente il segno. L’idea è quella di far prevalere il silenzio al dialogo, spesso roboante, di questa tipologia di film dove viene descritto il mondo della mafia. Non più di qualche centinaia di parole che a voler ben ascoltare poco aggiungono alla storia e al valore complessivo della sceneggiatura. Come spesso accade, nei silenzi covano fragorosi e complicati significati che restano nella mente e negli occhi di chi ammira il lavoro del duo Grassadonia-Piazza. I registi riescono nell’intento di procurare stimoli ed emozioni al di fuori dell’immagine utilizzando i rumori ed i suoni di una Palermo che vive le sue quotidiane e angoscianti ritualità. La mafia indica con millimetrica precisione lo scandire dei giorni e del tempo mentre il popolo assiste come può, solitamente deciso a conservare il poco che la malavita distribuisce piuttosto di rischiare il nulla che lo Stato promette.

Salvo è il protagonista della pellicola insieme a Rita, interpretata da una magnifica Sara Serraiocco. Egli capisce che durante l’agguato succede qualcosa di straordinario, non solo negli occhi della ragazza cieca ma anche nel suo animo. L’orizzonte cambia, i pensieri sono completamente rivolti a quelle innocenti sensazioni mai provate nel cuore e nella mente di un uomo sostanzialmente criminale. Rita è una specie di Caronte che Salvo “sceglie” per traghettarlo in un’altra dimensione, sapendo che la decisione significa mettere in gioco la propria vita oltre a quella della bella e coraggiosa siciliana.

Ed è la donna con la consueta quanto potente capacità tutta femminile, che libera la vita del mafioso. Ella si manifesta nella sua infinita dolcezza “registrando” nelle sue mani il viso di Salvo, donando con gli occhi malati una libertà nemmeno desiderata. Un orizzonte di mare sconosciuto ed una mano che ti accompagna nell’infinito. Davvero bello.

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