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Congresso Idv, Di Pietro si commuove: Continuerò a far politica

Sono i giorni dell’orgoglio, quelli del congresso straordinario che eleggerà domenica il nuovo leader. "Non faremo come quelli che cambiano nome al partito per lasciarci dentro sempre le stesse facce, noi vogliamo rinnovare davvero".

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E Antonio di Pietro, molisano d’origine ma bergamasco d’adozione da decenni ormai, si commuove salutando l’assemblea del partito che porta anche il suo nome e che da oggi si chiamerà semplicemente IdV.

L’ex magistrato a Roma promette, continuerà a fare politica, ma "da cittadino, al servizio della nuova classe dirigente".

Sono i giorni dell’orgoglio, quelli del congresso straordinario che eleggerà domenica il nuovo leader. "Non faremo come quelli che cambiano nome al partito per lasciarci dentro sempre le stesse facce, noi vogliamo rinnovare davvero".

Così dal palco accusa il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, reo di aver incontrato il condannato Silvio Berlusconi e di non aver difeso i magistrati di Milano.

E al Movimento 5 Stelle manda un messaggio: “Noi prima di loro abbiamo vissuto la stagione della denigrazione, ma la protesta da sola non porta da nessuna parte. A Beppe Grillo – prosegue – dico gli sfarzi vanno uniti perché da soli contro questi padroni della disinformazione si rischia di passare per carnefici, quando siamo vittime”.

Sì, è la sua ultima volta da presidente, ma anche la prima da padre nobile.

Di sicuro Antonio di Pietro giura che no, che l’Italia dei valori non eleggerà "un Alfano» qualsiasi, ma un segretario vero".

A sparire dal simbolo sarà proprio il nome del fondatore. Che intanto, aspettando il segretario, si incarica di tracciare la rotta: liberal democratici in Europa, convintamente nel centro-sinistra in Italia.

"Perché io con la destra di Berlusconi, sceso in politica dinanzi alla scelta tra Montecitorio e San Vittore, non ci voglio stare. Non soffro mica della sindrome di Stoccolma come il Pd, che si ritrova al governo con coloro ai quali dovrebbe essere alternativo", assicura Di Pietro strappando applausi alla platea del «Roma Eventi», a due passi da Piazza di Spagna.

E la linea del partito non cambia di una virgola. "Questo non è un governo ma un compromesso".

Figlio anche delle scelte sbagliate di Pierluigi Bersani: "Se avesse accettato l’ipotesi Rodotà per la presidenza della Repubblica oggi il quadro sarebbe diverso e non staremmo qui a parlare di inciucio".

Intanto per la segreteria restano in corsa tre candidati: Nicola Scalera, Ignazio Messina e l’eurodeputato Niccolò Rinaldi, capo delegazione Idv a Strasburgo e vice presidente dell’Alde che, incassato il sostegno di Matteo Castellarin e Antonio Borghesi (entrambi hanno deciso di ritirarsi), arriverà da favorito al voto di domani (parteciperanno tutti gli iscritti, anche online e dai seggi sul territorio).

"Mia moglie mi ha chiesto: chi votiamo? Le ho risposto: non lo voglio sapere, fai tu", assicura Di Pietro. E la signora, Susanna Mazzoleni da Bergamo, conferma: "E’ vero, è andata così. Se ho deciso per chi votare? Sicuro, ma non vengo certo a dirlo a lei".

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Commenti

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  1. Scritto da perplesso

    mia moglie non è mai moglie,come i miei appartamenti non sono miei appartamenti,di pietro non ha praticamente nulla,vive nell’indigenza più completa,però è milionario grazie ai suoi giri in politica,ci sono molti fatti descritti,ma che smemoratamente pochi li leggono,oppure li leggono ma è meglio fare finta di nulla.nominerà il cognato a capo della baracca?o il figlio?o la non moglie?

  2. Scritto da Piero

    ….ma quale coraggio per il cambiamento, il coraggio di leggere quanto la gente pensa di lui è di quello che ha fatto, un ritiro dalla politica quello sarebbe il cambiamento………

  3. Scritto da Damiano

    Anche a noi scendono le lacrime, Tonino… E ci esce il fumo dalle narici… Ma non per commozione!

  4. Scritto da cosi' e'

    Ma che cavolo ha fatto Dipietro e il suo partito in questi anni?
    Va’ beh,intanto hanno mangiato come gli altri compari politici.

  5. Scritto da lotty

    Ha ragione di pietro, napolitano non doveva incontrare il caimano, è una cosa vergognosa e l’ha fatto il giorno dopo della condanna. Povera italia!

  6. Scritto da mambo

    bravo Tonino…..e i 10 appartamenti?

  7. Scritto da padano doc

    che faccia tosta peggio di Berlusca!!!!

  8. Scritto da il polemico

    non faremo come chi cambia nome ma non le persone..cavolo,non hanno ancora cominciano e gia denigrano gli avversari considerandosi migliori….se cambiano nomi ma non la linea politica,che senso ha cmabiare i nomi?se pino attacca pluto e pippo che subentra a pino riattacca pluto,tanto vale tenersi pino.e pure si considerano aria fresca…si attacca napolitano perchè non ha difeso i magistrati di milano,per la sentenza scandalo del rom non parla…è per caso una seccatura?

  9. Scritto da matteo V

    Bisogna sempre parafrasare quello che dicono i politici. Di Pietro voleva dire continuero’ a sistemare parenti e amici.
    Diamogli fiducia che in quello pare ci riesca benissimo, per il resto l’evidenza dei fatti qualcosa ci dice!

    1. Scritto da Povera Italia

      Parafrasare Di Pietro? Ma se non riesce a mettere insieme due parole di italiano. Questi sono i risultati delle nostre università.
      Le vie del Signore sono piene di analfabeti, daccordo, … Ma un politico … Ma dai. Dedichi il dui tempo, Di Pietro, a studiare l’italiano con un corso per anziani. Non è mai troppo tardi

      1. Scritto da Arquà

        Mi inchino ad tal maestro di ortografia, punteggiatura e dizione! Solo dopo però che avrà corretto -daccordo- ….Ma un politico…Ma dai- il dui tempo- . Povera lingua italiana!

        1. Scritto da Povera Italia

          A parte il refuso ‘dui tempo’ dovuto ad un dito che si muove troppo velocemente sulla tastiera dell’ ipad, ciò che il letterato Arquá stenta a capire, sarebbe utile per il resto conoscere quali sono stati gli strafalcioni della lingua italiana.
          Povero professor Arquà che non comprende che pochi di coloro che scrivono su questo sito hanno frequentato l’accademia della Crusca.

          1. Scritto da Asolo

            …e che se non hanno letto il Galateo di monsignor Della Casa, possono però ricordare almeno i consigli di bon ton di Donna Letizia che invitava, sempre, a vedere nelle persone gli aspetti di valore piuttosto che ricercarne le minuzie, con intento riducente.

  10. Scritto da andrea

    Ma questi tre candidati alla segreteria esistono davvero, o sono dei nomi inventati dal giornalista?
    Perchè ne avessi almeno sentito nominare uno!!

  11. Scritto da roberta

    Ma come…! Sua moglie che “non è sua moglie, ma è una persona con una propria testa e autonomia (come disse Di Pietro a Report) chiede al marito chi deve votare? Come nell’Italia degli anni ’50?
    Che una dirigente (perchè tale ella è) del partito non abbia idea di chi votare al congresso mi fa un pò dubitare della tenuta di quella organizzazione…

    1. Scritto da Golda Mary

      La frase dell’articolo sopra è ben differente da quanto arzigogola lei. Gliela trascrivo. “Mia moglie mi ha chiesto: chi votiamo? Le ho risposto: non lo voglio sapere, fai tu”, assicura Di Pietro. – Io ci trovo dialogo, rispetto reciproco, libertà di confronto e di scelta. E un pò di quel parlare semplice che una coatta dubitosità neppure più concepisce. C’è da ascoltare.

  12. Scritto da Motius

    Giusta scelta. Antonio Di Pietro, per la sua passione in difesa del Popolo italiano dalle subornazioni dei potentati, cammina già nella Storia accanto ad altri grandi della nostra Repubblica: Parri, Mattei, De Gasperi, Pertini, o volendo, insieme a tutti i cittadini, uomini e donne, onesti, lavoratori, rispettosi della Legge e del prossimo, che giorno dopo giorno hanno costruito questa Repubblica, che sarà democratica ancora, solo se nostra, legittima e legale.

    1. Scritto da Aiuto

      Motius ha perso la testa. Aiutatelo!

      1. Scritto da Motius

        La mia testa è ben salda sulle mie spalle. Non son uso portarla agli ammassi stagionali, né strillo aiuto, aiuto se incappo in mezze righe taglia conform.

        1. Scritto da Riccardo

          Diciamo che mettere il nome di Di Pietro accanto a quelli di
          Parri e gli altri tre mi sembra un pochino esagerato. Che cammini già nella Storia accanto a loro,boh…io non ce lo vedo proprio. Se avesse continuato a fare il magistrato, sono sicuro che oggi camminerebbe a più testa alta. Purtroppo la notorietà politica è un richiamo troppo forte e anche l’altro magistrato preferisce le brutte figure da politico che quelle meno eclatanti del giudice…Personalmente mi fanno un po’ pena.

          1. Scritto da Motius

            Nell’iconografia milanese c’è la foto del discorso in piazza di Sandro Pertini il 25 Aprile ’45, quella della sfilata del CLN in piazza Duomo nei giorni della Liberazione, il bellissimo quadro di Giuseppe Pellizza di Volpedo intitolato “Quarto Stato” e, più di recente ma non meno liberatoria per l’Italia, le foto di Antonio Di Pietro in tribunale per Mani Pulite. O la Repubblica italiana, dopo gli anni eroici non ha più avuto Storia ma solo storielle e storiacce?

          2. Scritto da Riccardo

            Beh, veramente io ricordo la foto di quando si toglie la toga e rimane in camicia: non è proprio un bel simbolo.
            E poi nell’iconografia milanese c’è ben altro che Di Pietro, per me che ho vissuto (a/e) Milano per tanti anni, sono rimaste impresse altre cose, alcune purtroppo anche brutte e negative. E il Quarto Stato non è solo Milano anche nelle intenzioni dell’artista. Infine ridurre Mani Pulite solo a Di Pietro fa parte di un culto della personalità riduttivo e antistorico.

          3. Scritto da Motius

            Va bé ke Milàn l’è ‘n gran Milàn, ke ‘l panetùn, el risòtt, la cassoela e la cutulèta ‘mpanada ìn di gran ròpp e che un amarcord di foto con la ragassa sui navigli, tutti l’abbiamo. Io ho voluto solo essenzializzare l’iconografia milanese rapportata alla grande storia dell’Italia guidata alla democrazia e alla Repubblica da grandi guide politiche e morali. 50 anni dopo il secondo giro di oppressori ha dovuto vedersela con Mani Pulite e con Antonio Di Pietro.

    2. Scritto da claudio

      Si son rotte le corde del violino !

      1. Scritto da Motius

        Per quanto i bischeri s’ammollino o vìolino, al violino dei virtuosi una corda basta. Ben stretto il bischero, la musica riprende, in concerto, da Camera. Ricorda Paganini?

  13. Scritto da senziani giovanni

    ma in quanti sono?meno di una lista civica che si presenti a Blello?

  14. Scritto da un colore

    il gabbiano torna a volare…su questo splendito mare italiano