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Nove miliardi, l’Ue aumenta i fondi per il lavoro ai giovani Letta: un successo

In piena notte, tra giovedì e venerdì, è stata trovata l'intesa tra i Paesi dell'Unione europea: l'intesa sui fondi al lavoro per i giovani, il nodo cruciale per il premier italiano Enrico Letta che aveva puntato proprio su questo tema nonostante i veti annunciati soprattutto dalla Gran Bretagna.

In piena notte, tra giovedì e venerdì, è stata trovata l’intesa tra i Paesi dell’Unione europea: l’intesa sui fondi al lavoro per i giovani, il nodo cruciale per il premier italiano Enrico Letta che aveva puntato proprio su questo tema nonostante i veti annunciati soprattutto dalla Gran Bretagna. 

Il fondo per il lavoro ai giovani avrà una dotazione maggiore di quanto previsto inizialmente: tra i due e i tre miliardi in più rispetto ai sei di cui si era parlato.

L’accordo è stato raggiunto grazie all’ennesimo compromesso con il premier britannico David Cameron che soltanto dopo aver ottenuto quello che chiedeva riguardo al bilancio europeo 2014-2020 ha ritirato la minaccia di veto.

Soddisfatto il presidente del Consiglio Enrico Letta: "Riusciamo a ottenere più di quanto si pensava nel senso che c’è un’aggiunta, probabilmente di tre miliardi di euro, in più rispetto a quanto era previsto nel front loading. E’ un risultato molto positivo e sono molto contento".

"Mi sembra sia andata bene – aggiunge il premier – la parte principale dell’accordo è realizzata, sia sulla lotta alla disoccupazione giovanile che sul bilancio.

Un risultato non facile" per il "duro scontro sul tema del rimborso britannico, ma ne usciamo tutti bene".

Da parte sua, il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy ha precisato che soltanto sei miliardi potranno essere anticipati al 2014-2015.

L’iniziativa interesserà le aree Ue più colpite dal fenomeno della disoccupazione giovanile, 13 Paesi in tutto. Nel primo anno i principali beneficiari dovrebbero essere Spagna, Grecia, Italia e Francia. 

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Se tu metti un chiodo storto, sempre storno resterà. Sono da vomito. E la Casa Bianca non riceveva Al Capone. Ma noi non abbiamo neppure la casa bianca, è sporca anche quella.

  2. Scritto da Alberto

    Costretti a chiedere la carità all’europa, non abbiamo più uno straccio di sovranità e di potere decisionale sulla nostra spesa. Speriamo che la gente apra gli occhi e capisca che uscire dal fallimento criminale dell’euro è l’unica soluzione.

    1. Scritto da Mavalà

      Già , la soluzione è sempre un’altra ! Il problema è che non dovevamo essere così disastrosamente gestiti da arrivare dove purtroppo siamo . Altro che PALLE. Criminale è stato il disinteresse per i problemi dello stato e dell’apparato produttivo, criminale passare anni a farsi gli affari propri con tassi di corruzione da far spavento. Altro che PALLE

  3. Scritto da Parole

    Ma le fabbriche che hanno chiuso come possono assorbire i giovani?
    Parole, parole, parole. Questo sopravvuve con questa Europa fallimentare. Ma ancora per poco. Prosegue lo smantellamento del sistema produttivo italiano del servitore di Monti: vi ricordate il famoso pizzino?

    1. Scritto da Amen

      Il sistema produttivo italiano lo ha smantellato chi puntando sulle svalutazioni rendeva le nostre industrie comprabili con grandissimi sconti. Il sistema produttivo italiano lo ha distrutto chi per anni , pur governando, si è occupato d’altro. Inutile inventarsi un altro nemico per trovare giustificazioni alle nefandezze, noi il nemico l’abbiamo in casa.

      1. Scritto da Ora pronobis

        Ma perchè vai fuori tema. Si sta dicendo che le fabbriche che han chiuso (principalmente con i governi dopo Berlusconi) non possono dare lavoro ai giovani perchè non ci sono più. Quindi è inutile che Letta blateri con un successo in Europa. Il problema non si risolve vendendo fumo. Ridicolo quando dice che le aziende non hanno più scusanti se le aziende non ci sono più.
        Capito testone di amen?

        1. Scritto da Amen

          Perchè fuori tema ? E’ il post a cui rispondo che parla di smantellamento del sistema produttivo italiano ! Mi limito a dire il “perchè” . Nel dopo berlusconi le fabbriche hanno chiuso A CAUSA di ciò che hanno combinato berlusconi e la lega negli anni precedenti fino alla crescita esponenziale dello spread , del raggiungimento del limite del default e fino alla FUGA. Già dimenticato ? Capit Ora pronobis ?

      2. Scritto da Alberto

        Ta é capìt negòt. Industrie comprabili con grandissimi sconti con la svalutazione? Non sai di cosa parli. Lo shopping a mani basse gli stranieri lo stan facendo adesso, da non confondere con le privatizzazioni regalate agli amici degli amici da parte della premiata ditta Amato-Ciampi-D’Alema.

        1. Scritto da Amen

          Ecco il genio ! Ai tempi delle svalutazioni abbiamo perso la farmaceutica, la chimica, l’industria del bianco (frigo ecc), l’elettronica ecc ecc ecc, caro il mio amico La deindustrializzazione italiana è stata coperta in questi anni dalla bolla edilizia ma sotto il vestito …. niente, altre continue perdite in quanto i suoi amici al governo hanno brillato per condoni e nefandezze , ricorda altro ? Negli stessi anni guardi cosa ha fatto la germania che era in crisi !

    2. Scritto da lello

      assolutamente d’accordo.