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Il tessile cambia volto e punta tutto su ricerca e innovazione fotogallery

Presentata a Bergamo la nuova Piattaforma Tecnologica Europea, che incentiva la collaborazione fra imprese, enti e università.

Aggregarsi per fare massa critica e accedere agli strumenti di sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica è una necessità non più prorogabile per le aziende della filiera tessile, che devono puntare su nuove applicazioni in ambiti diversi, sviluppando prodotti ad alto contenuto tecnologico, per vincere la sfida competitiva nei mercati internazionali.

È il messaggio lanciato dalla nuova Piattaforma Tecnologica Europea per il futuro del Tessile e dell’Abbigliamento, protagonista dell’approfondimento promosso da Confindustria Bergamo e da Euratex, l’Associazione europea degli imprenditori del settore, presieduta dal bergamasco Alberto Paccanelli.

Fondata da Euratex nel 2004, la Piattaforma, come hanno spiegato il presidente Paolo Canonico e il segretario Lutz Walter, si è data oggi un nuovo volto e una nuova struttura, accogliendo l’associazione degli enti di ricerca Textranet e l’associazione delle Università del settore Autex (di cui ora fa parte anche Bergamo) per proseguire meglio la sua missione che è quella di facilitare l’ottenimento dei fondi di ricerca per il settore, favorire il trasferimento alle aziende dei risultati, promuovere lo scambio fra le imprese e tenere stretti contatti con la Commissione Europea.

La Piattaforma punta a sviluppare obiettivi specifici di ricerca e innovazione in tre ambiti: nuove applicazioni tessili, transizione da una produzione di massa a una personalizzata e passaggio da prodotti base a prodotti specialistici, in vista di Horizon 2020, il nuovo Programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea che intende incentivare la ricerca in collaborazione fra aziende di diversi stati, semplificando le procedure burocratiche e l’accesso alle risorse.

Trasporto, edilizia, energia, tutela ambientale, prevenzione in ambiente lavorativo, medicina e biochimica sono solo alcuni dei possibili ambiti del tessile tecnologico. L’innovazione non riguarda, tuttavia, solamente i prodotti, ma anche i modelli di business, con un orientamento alla personalizzazione dei manufatti, alla logistica intelligente e all’efficientamento della distribuzione.

“Siamo nel mezzo di un cambiamento radicale – ha sottolineato la vice-presidente di Confindustria Bergamo Monica Santini – ed è comprensibile che molte aziende in questo momento siano restie ad investire in ricerca e innovazione, ma solo lanciando il cuore oltre l’ostacolo potremo aprirci nuove opportunità. La Piattaforma ci può aiutare a capire dove meglio investire. Confindustria Bergamo in questi anni ha fatto passi da gigante e oggi può veramente affiancare le aziende nel complesso iter per l’ottenimento dei fondi europei che risulta particolarmente ostico alle piccole imprese”.

“Il comparto tessile europeo – ha aggiunto Alberto Paccanelli – è il terzo settore manifatturiero e l’export è in crescita. La strada degli accordi bilaterali per l’abbattimento dei dazi, che Euratex promuove e segue presso la Commissione Europea, può rivelarsi molto fruttuosa e aiutarci a raggiungere nuovi mercati molto sensibili al made in Europe e al made in Italy, come dimostra l’accordo con la Corea del 2012. Dopo la conclusione dell’accordo con Singapore, Canada, India. Brasile, Stati Uniti sono le prossime tappe. Puntare su prodotti di nicchia, altamente innovativi è fondamentale: la Germania, per esempio, si è molto focalizzata sul tessile tecnico, l’Italia potrebbe fare di più”.

“Fino ad oggi – ha riconosciuto anche Paolo Canonico – l’innovazione è stata prevalentemente incrementale, a basso costo, studiata tutta internamente alle aziende. Occorre cambiare: la piattaforma tecnologica privilegia l’approccio al mercato, l’innovazione radicale, l’utilizzo del tessile in settori diversi. Serve però una visione multidisciplinare , attenta alle nicchie, che punti a sviluppare nuove soluzioni piuttosto che nuovi prodotti. Il ritorno è però necessariamente sul medio periodo: tre anni di tempo sono il minimo per un investimento di questo genere e occorre saper interagire con aziende di altri settori: per esempio, un filtro tessile può essere utilizzato nell’automotive, nel medicale, nell’elettronica e nell’edilizia. In questa ottica è fondamentale l’alleanza a livello europeo tra le imprese del comparto, i centri di ricerca e le università”.

Rossana Pecchi

Commenti

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  1. Scritto da marco

    ma la santini è la moglie dell’editorialista di bergamonews Gabrieli?