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Allarme cani randagi a Castione della Presolana Ucciso un capriolo

Un branco di cani randagi ha aggredito e ucciso un capriolo a Castione della Presolana: quattro gli animali fermati dagli agenti della Polizia provinciale e trasferiti in una struttura apposita a Levate per l’identificazione.

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Nelle prime ore di mercoledì mattina, un automobilista in transito nei pressi del Passo della Presolana – località Donico, nel comune di Castione della Presolana – ha notato un capriolo ferito che cercava di sfuggire a una muta di cani vaganti. Immediatamente l’uomo ha allertato il Corpo di Polizia provinciale che ha inviato una pattuglia del nucleo ittico venatorio.

L’animale, un capriolo maschio adulto di circa 3 anni d’età, era ancora vivo ai bordi della strada ma con il corpo martoriato dell’attacco dei cani, ferite tali da indurre il Veterinario ufficiale ASL a disporne la soppressione e il conferimento della carcassa all’Istituto Zooprofilattico per i successivi accertamenti anatomo patologici.

Nel frattempo gli agenti della Polizia provinciale, sulla base delle testimonianze raccolte, hanno perlustrato la zona e intercettato i cani riuscendo a bloccarne quattro, tutti meticci, tra i quali c’erano i responsabili dell’aggressione al capriolo, particolarmente aggressivi e mordaci. Gli animali sono stati consegnati all’accalappiacani convenzionato con il Dipartimento di prevenzione veterinario dell’ASL di Bergamo e trasportati presso la struttura di Levate dove saranno visitati e identificati per risalire ai proprietari.

Tutti i cani infatti, ai sensi della normativa vigente, dovrebbero essere registrati dal padrone entro 15 giorni dal possesso o 45 giorni dalla nascita, mediante l’applicazione di un microchip.

La presenza di cani randagi o incustoditi era già stata segnalata nella conca della Presolana nei mesi precedenti, l’intervento di mercoledì e i successivi controlli che la Polizia Provinciale effettuerà nei prossimi giorni sono finalizzati ad una soluzione definitiva del problema.

"Il randagismo è un fenomeno negativo anche per la fauna selvatica" – spiega l’Assessore alla Polizia Provinciale Fausto Carrara – ungulati (caprioli, cervi, mufloni e camosci) e altri piccoli mammiferi muoiono per cause riconducibili alla presenza di cani incustoditi. Le regole per una serena convivenza tra fauna selvatica e animali domestici vanno rispettate, insieme a una sempre maggiore responsabilità da parte dei proprietari. Da parte del Corpo di Polizia Provinciale l’attenzione è massima anche su questo aspetto".

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Commenti

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  1. Scritto da mauro

    notizia priva di fondamento.
    non è assolutamente vero che in quella zona ci sono cani randagi….la frequento praticamente ogni giorno e posso garantire sull’assenza del problema..
    piuttosto indagherei sui cani dei pastori (in zona da 15gg. circa….)..non possono che essere i suoi..
    Anche perché il ragazzo (pastore delle corzenine) è conosciuto per il fatto che lascia 7/8 cani liberi di notte…e i suoi cani sono conosciuti in zona per la loro aggressività……

  2. Scritto da Alberto

    Situazione complicata per gli animalisti: abbattere i cani o lasciarli vivere a scapito dei caprioli?