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La protesta dei Comuni “Con i tagli alla cultura Sistemi Bibliotecari addio”

Gli assessori alla Cultura di Verdellino, Comun Nuovo, Levate, Osio Sopra, Urgnano, Zanica, Almè e Villa d'Almè si uniscono per mandare un messaggio a Provincia e Regione: "Se fate i tagli annunciati dovremo puntare al contributo privato".

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"Basta tagli alla cultura". E’ questo, in sintesi, il messaggio che gli assessori alla Cultura dei comuni di Verdellino, Comun Nuovo, Arcene, Levate, Osio Sopra, Urgnano, Zanica, Almè e Villa d’Almè hanno voluto lanciare a Provincia e Regione in vista dei tagli previsti per il 2014. "Senza quei soldi – sottolineano gli amministratori – dovremo puntare al contributo privato".

 

Gentili Concittadini,

siamo parte degli Assessori alla Cultura del Sistema Bibliotecario di Dalmine e, su proposta dell’Assessore Mauro Cozzi di Verdellino, vorremmo formalizzare una protesta per il grande disinteresse in ambito culturale dimostrato da Regione Lombardia e Provincia di Bergamo. Vi scriviamo perché, da cittadini comuni quali siamo, non possiamo assistere senza protestare alla disfatta dell’eccellenza culturale organizzata in questi anni: sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce perché riteniamo ingiusto che il disinteresse da parte degli Enti a noi superiori passi in silenzio. Insomma, chi ha deciso di bandire la cultura dalla nostra provincia, quantomeno, se ne assuma le responsabilità. A questo punto però è necessario fare un po’ di chiarezza sull’oggetto di questa lettera: in breve, la Provincia di Bergamo dall’anno prossimo non erogherà più un euro per sostenere i Sistemi Bibliotecari Provinciali; fatto salvo il trasferimento regionale.

In soldoni, questo potrebbe prospettare due scenari: dire addio a servizi come l’interprestito (che garantisce lo scambio di migliaia di libri tra le biblioteche) ed a attività culturali di spessore come "Festival Lettura" (che l’anno scorso ha portato in provincia i maggiori interpreti del giornalismo italiano), oppure chiedere ai Comuni di auto finanziare i Sistemi; spingendoli consciamente verso il contributo privato.

In estrema sintesi, se tutto venisse confermato, dall’anno prossimo ogni singolo cittadino dovrà pagare per usufruire dei servizi bibliotecari; ipotesi verosimile per la quale gli Assessori ed il personale tecnico dei Sistemi Bibliotecari stanno lavorando congiuntamente per evitare.

Allo stesso tempo è però necessario affermare che la scelta di non occuparsi più della cultura è nelle facoltà della Provincia, come ribadito dal Decreto "Salva Italia", però, è altresì vero che, nello stesso decreto la cultura non è citata come funzione fondamentale dei Comuni. Dalla strada che stiamo seguendo in questi mesi, presumibilmente, i Comuni non faranno mancare il loro contributo, anche se non obbligati dalle Leggi; nella ferma convinzione che la cultura debba essere un bene diffuso ed accessibile a tutti.

Per questo motivo, chiediamo sia alla Provincia di Bergamo che alla Regione Lombardia, di non sottrarsi alle loro responsabilità nei confronti dei cittadini, in particolar modo in un periodo in cui viene promossa a livello internazionale la candidatura di Bergamo come Capitale Europea della Cultura; una capitale che se si proseguisse su questa strada rischierebbe di non rappresentare più nessuna nazione.

In fede,

Mauro Cozzi, Stefano Asperti, Francesca Biava, Marco Gastoldi, Marisa Aceti, Bruno Brolis, Francesco Fazzini, Giovanna Carminati, Denise Falgari

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Commenti

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  1. Scritto da Gioanpadan

    Ci si aspetterebbe dei termini più corretti da parte di Sindaci e Assessori: la Provincia non intende negare soldi ai sistemi, oltre al contributo regionale, non ha dato nulla, ma di sua iniziativa ha creato ed offerto grautitamente il servizio di interprestito che dal prossimo anno non potrà più sostenere. E’ finita la stagione dei regali, o diciamo “il giocattolo s’è rotto”, ma non si viene ad interrompere alcun finanziamento ai Sistemi Bibliotecari.

    1. Scritto da Capo indiano

      Come se di questo eccellente servizio usufruissero solo gli Assessori o i Sindaci e non tutti i cittadini….povera Italia…

  2. Scritto da Cà Lepino

    Bergamo, città candidatasi ufficialmente a Capitale Mondiale della Cultura per l’anno 2019. A questi passi, avremo senz’altro la nomina…. a Città della Pena Capitale Mondiale per la Cultura!

  3. Scritto da si-informi

    si chiama progresso quello che lei ora sta ostinatamente osteggiando
    abbia cura di se.

  4. Scritto da Simona

    In un periodo di sacrificio ritengo necessario che le istituzioni debbano preservare e sostenere la cultura. Un taglio in questo settore non farebbe altro che alimentare il divario tra chi la cultura “se la può permettere” e chi invece, proprio per le difficoltà economiche di oggi, farà ancora più fatica a preservarla.

  5. Scritto da geronimo

    La cultura e’ un bene prezioso a cui tutti hanno diritto di accedere. Purtroppo la crisi che sta lentamente distruggendo le nostre comunità sta portando a dover fare scelte dolorose, nei pensieri di un cassaintegrato o disoccupato oggi non ci sono i libri ma come procurare gli alimenti per i figli. Giusto preservare la cultura ma la spesa va ripensata oggi, purtroppo, esistono altre priorita’.

    1. Scritto da capo indiano

      Condivido pienamente gli intenti di fondo del tuo post: il problema è che oggi la spesa “utile” non viene ripartita su settori, come potrebbe essere il sociale, che necessitano di maggiori investimenti, ma viene soltanto ELIMINATA. Allo stesso tempo penso che il figlio del cassintegrato debba avere la possibilità di prendere un libro in biblioteca o scaricare un contenuto multimediale senza pesare sulle casse, già in crisi, della sua famiglia.

  6. Scritto da Sonia

    (Discorso generalizzato agli amministratori pubblici, non rivolto ai firmatari della lettera). Se invece di fare i fighi con i bancomat per libri e quant’altre diavolerie sciccose, aveste risparmiato e vi foste attenuti alla pura attività di scambio e prestito dei libri, adesso avreste più fondi in tasca. Il libro è in crisi da decenni, e voi continuate ad investire su diavolerie elettroniche moderne di contorno, come se il libro fosse un business fiorente e in ascesa… Spreconi!

    1. Scritto da mi spiace x te..sogna

      ..di solito chi critica in questo modo non fa mai nulla x gli altri…politica, sociale..ecc. Nulla di Nulla….che triste realtà brava Sonia continua cosi…chiuditi in te stessa e bus via la chiave

      1. Scritto da Sonia

        Un lettore di libri, è per natura uno che si isola nella sua bolla col suo libro e tutto il resto (mentre lo legge) se ne sta fuori. Ma a parte questo, quando tu farai il 10% di quello che faccio io di volontariato presso un C.P.S. (Centro Psico-Sociale), capirai un po’ di più del funzionamento del cervello delle persone. Il servizio della biblioteca sono i libri: tutto il resto, è il dito che indica la luna, che non deve sovrapporsi e sminuire l’immagine della luna…

        1. Scritto da mi spiace x te

          ..hai perso la chiave???

      2. Scritto da Sonia

        È sempre meglio che sprecare in cavolata inutili, preziose risorse culturali (i libri). Continuate a spacciare per necessari vostri sfizi trendy. Continuate a guardare il dito anziché la luna. È così, ci tagliano i libri… Bravi!

    2. Scritto da si_informi

      Signora lei non conosce nulla del problema, si informi per favore prima di esprimere giudizi

      1. Scritto da Sonia

        Puro politichese asettico. Intanto ci tagliano i libri. Ci informi lei, che le sa tutte! Ci erudisca, forza! C’è qualche amico-parente di dirigenti pubblici o politici che fabbrica i bancomat per libri? Ma nooo…

        1. Scritto da si-informi

          la sua risposta acida denota oltre che un’ ignoranza riguardo al problema anche una mancanza di educazione
          risolva i suoi problemi relazionali e psicologici prima, si informi come funzionano i lettori e i rilevatori e poi, magari, faccia delle critiche

          1. Scritto da Sonia

            Indipendentemente dall’aspetto tecnico e dal funzionamento, i lettori e i rilevatori avranno avuto dei costi… Anche di personale impegnato a codificare tutti i libri. Mi dica: quante sono le persone bisognose DAVVERO di un servizio così? L’1% della popolazione? Mi sta bene se siamo in un periodo florido, ma se adesso toglieranno i fondi al servizio base di prestito libri, non concorda con me, che si dovevano risparmiare i soldi spesi in simili tecnologie?