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Elenco telefonico e Corano Benali e il connubio danzante di culture diverse

Il nostro Stefano Calafiore ha incontrato lo scrittore marocchino-olandese Abdelkader Benali al Fuoriluogo Festival di San Damiano ad Asti che gli ha rivelato diversi segreti. Eccone alcuni.

Ho incontrato Abdelkader Benali durante il Fuoriluogo Festival di San Damiano ad Asti.

Le parole, si sente, sono il suo lavoro quotidiano. Nato in Marocco, si traferisce coi genitori in Olanda a soli quattro anni e lì inizia ad ascoltare. Tutto: le conversazioni che fanno in famiglia, le telefonate della madre colme di pettegolezzi, il berbero che si parla ogni giorno. E due libri in casa: il corano e l’elenco telefonico. Un mondo dentro un mondo.

I libri che sono stati pubblicati in Italia sono due: il primo, "Matrimonio al mare" pubblicato dall’editore Marcos y Marcos e il secondo, "La lunga attesa" da Fazi. Entrambi rappresentano la freschezza narrativa di Benali.

Dentro la sua scrittura si riescono a percepire forte sensibilità e maestria nella costruzione dei vari personaggi: lunghe frasi per niente scarne, una scrittura ricca e fluente; la componente principale è la rappresentazione delle due culture: quella marocchina delle origini e quella olandese di adozione.

Lo fa attraverso un’ironia evidente, non mascherata.

"La lunga attesa", sul quale si è maggiormente concentrato il nostro incontro, è una saga familiare costruita quasi allo specchio con un’immancabile immaginazione di cui Benali è naturalmente dotato.

"La lunga attesa" del titolo è l’elemento attorno al quale il romanzo ci accompagna per tutta la sua durata ed è anche l’occasione per presentare uno ad uno tutti i componenti/personaggi della famiglia protagonista; ce li elenca e descrive, fornendoci un quadro completo, una voce fuori campo, una voce direttamente interessata ai fatti: un bebè.

Un bebè che, durante la notte di capodanno, si rifiuta di nascere prima che tutti i familiari siano giunti in ospedale; e, nel frattempo, inganna l’attesa narrandoci la loro storia. E’ come se fosse lo stesso autore a raccontare la genesi del proprio romanzo.

Non mancano le risate: Driss, il macellaio musulmano respinto 24 volte all’esame per la patente oppure Malia che legge il futuro nei fondi delle tazzine di caffè.

Un romanzo ironico e pieno di speranza. La nascita nella notte di capodanno simboleggia per Benali una visione ottimistica della vita e una proiezione verso un futuro che, nonostante le tante difficoltà che conosciamo, traspare dalla vitalità del suo romanzo corale.

Adbelkader Benali è uno dei giovani scrittori più interessanti degli ultimi anni e viene confermato dalla critica olandese ed europea.

Già a partire dagli Anni Novanta si poteva assistere in Olanda ad un fenomeno letterario che era il proliferare di scrittori cosiddetti alloctoni: la cultura di origini diverse da quella olandese è l’elemento che scorre esplicitamente tra le righe degli scritti di autori quali Hafid Bouaza, Benali stesso, Hans Sahar (che utilizza uno pseudonimo misto), Khaled Boudan o il poeta Moustafa Stitou.

Una necessità di manifestarsi attraverso la scrittura elevando le due culture alle quali si appartiene.

E "La lunga attesa" è la rappresentazione della ricchezza dell’emigrazione inserita nella letteratura. La preziosa differenza che non è scontro, ma elemento fondamentale per poter dire in definitiva che i libri (ma non solo ovviamente) possono innescare una sana curiosità verso nuovi autori.

Curiosa quanto decisiva la partecipazione diretta di Benali alla traduzione in italiano del romanzo avendo lui vissuto a lungo nel nostro paese.

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