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Cure e prevenzione per la broncopneumopatia cronica ostruttiva

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia che colpisce i bronchi (bronchite) e i polmoni (enfisema), causando un lento e progressivo "deterioramento" che ne riduce l'elasticità e la funzionalità.

A cura di Clinica Castelli 

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia che colpisce i bronchi (bronchite) e i polmoni (enfisema), causando un lento e progressivo "deterioramento" che ne riduce l’elasticità e la funzionalità.

Si tratta di una patologia caratterizzata da un esordio subdolo e da un decorso lento, progressivo e irreversibile. I sintomi caratteristici della malattia, come la difficoltà respiratoria, la mancanza di fiato anche durante piccoli sforzi, tosse e catarro compaiono soltanto quando un soggetto soffre di BPCO in uno stadio già avanzato.

Nella BPCO l’ostruzione al flusso delle vie aeree è causata da due fattori principali: bronchiolite ostruttiva, processo infiammatorio che colpisce i bronchi e ostacola e riduce i flussi respiratori; e l’enfisema, cioè la dilatazione permanente degli spazi aerei più periferici del tessuto polmonare (acini polmonari) che ne distrugge la trama elastica. In presenza di BPCO la resistenza delle vie aeree aumenta, i flussi respiratori diminuiscono e cresce di conseguenza la durata dell’espirazione. Tale difficoltà ad espellere l’aria contenuta nei polmoni, fa sì che questi non si svuotino completamente durante l’espirazione. Il conseguente intrappolamento di aria causa un rigonfiamento e una limitazione del flusso aereo complessivo. La perdita di efficacia dei muscoli respiratori associata all’ostruzione delle vie aeree diminuisce la tolleranza all’esercizio causando difficoltà di respiro (dispnea) anche per sforzi di modesta entità.

La BPCO colpisce tutte le popolazioni, ma è più rilevante nei Paesi industrializzati, dove continua ad aumentare: i dati disponibili riferiscono che il 4-6% degli adulti europei soffre di BPCO. La patologia aumenta con l’età, interessa sia donne che uomini ed è in aumento soprattutto nella popolazione femminile. La patologia interessa più del 50% dei fumatori di età superiore ai 60 anni.

I fattori di rischio per la BPCO sono individuali ed ambientali. I fattori individuali sono per lo più genetici; mentre tra gli ambientali, i principali sono rappresentati dal fumo di sigaretta – attivo, passivo e materno – dall’inquinamento atmosferico e degli ambienti professionali, cattiva nutrizione e presenza di infezioni. Ma è il fumo di sigaretta la principale causa della BPCO. In Italia 12.2 milioni di persone fumano (28.6% dei maschi e 20.3% delle femmine). L’OMS stima nel mondo oltre 1 miliardo di fumatori, con un aumento fino ad oltre 1.6 miliardi nel 2025. Nei Paesi a basso-medio tenore di vita la percentuale di fumatori sta crescendo in modo allarmante. Circa il 30% dei fumatori (più di dieci pacchetti/anno) oltre i 40 anni presenta una limitazione al flusso aereo. Circa il 40-50% dei fumatori sviluppa BPCO.

Il 15-19% delle BPCO che insorgono nei fumatori può essere riconducibile ad esposizioni professionali, questa percentuale sale al 30% nei soggetti non fumatori. I lavoratori più esposti ai rischi ambientali sono coloro che lavorano materie plastiche, gomma, pelli e tessili; gli autotrasportatori, gli impiegati nel settore edile ed estrattivo, nell’industria alimentare e gli addetti del settore agricolo. La diagnosi di BPCO – specifica il dottor Marco Bravi, Direttore del Dipartimento di Area Medica di Clinica Castelli – si basa sulla valutazione dell’esposizione a fattori di rischio, sull’esame obiettivo del paziente e su indagini strumentali che devono escludere altre cause di bronco-ostruzione cronica.

La spirometria, che valuta i flussi respiratori, rappresenta l’esame strumentale più diffuso e preciso per indagare una persistente difficoltà respiratoria. Altri esami utili sono: il Test del cammino, che valuta in modo non invasivo la caduta dell’ossigeno camminando alla massima velocità per 6 minuti; l’Ecocardiografia che valuta la presenza di un’ipertensione sistolica polmonare e l’evoluzione in cuore polmonare cronico; la Radiografia del torace, che fornisce dettagli interessanti nelle forme più avanzate e può essere utile nella diagnosi di patologie concomitanti.

Per prevenire l’insorgenza e l’evoluzione della BPCO è necessario ridurre l’esposizione complessiva al fumo di tabacco, alle polveri, ai fumi, ai gas in ambito professionale, all’inquinamento degli ambienti interni ed esterni. Mai sottovalutare – conclude il dottor Bravi – che una difficoltà respiratoria, in particolare se associata a tosse persistente e catarro, può essere l’espressione di una BPCO che, se non trattata, può condurre all’insufficienza respiratoria con necessità di ossigenoterapia. Smettere di fumare è l’intervento più efficace per prevenire l’insorgenza di BPCO e ridurre il rischio cardiovascolare.

Commenti

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  1. Scritto da Fioravante Nacchia

    La proteina denominata “anticorpo” ATF-3 c 19 prodotta on Messico dalla Santa Cruz Biotechnology , aiuta il paziente. Bpco o no ? Sono sarcofagi che vengono immessi, dove posso trovarla in quanto una dosa la bio non la vende, grazie ah ah il suo costo E’ di$ 280. Grazie