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Fondo solidarietà Caritas in sei mesi raddoppiate le richieste del 2012

Al Fondo di solidarietà della Caritas in soli sei mesi, da gennaio a giugno, è già stato raggiunto il numero di richieste dell'intero 2012. La preoccupazione di don Claudio Visconti. Il taglio dei fondi da parte della Provincia di Bergamo.

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La crisi economica morde, anzi azzanna famiglie intere. Lo dimostrano le richieste di aiuto giunte alla Caritas di Bergamo: in soli sei mesi, da gennaio a giugno, è già stato raggiunto il numero di domande avanzate nel 2012 al Fondo di Solidarietà provinciale. Mediamente a bussare alla porta delle circa sessanta sedi della Caritas vengono presentate circa 60 richieste di aiuto ogni settimana, contando tutte le tipologie di bisogno, che vengono raccolte alla Caritas.

NON SOLO LAVORO, L’EMERGENZA ORA E’ LA CASA

A ricorrere al Fondo famiglia lavoro sono disoccupati che hanno terminato gli ammortizzatori sociali. Alla difficoltà di trovare un’occupazione, di fare la spesa, di saldare le bollette, pagare mense o rette scolastiche per i figli, ora si aggiunge un’altra emergenza: la casa. Sono in centinaia a chiedere un sostegno per saldare l’affitto. Spesso sono capifamiglia che hanno sulle spalle uno sfratto.

Molti chiedono alla Caritas una consulenza legale per replicare alle richieste di sfratto. Il Fondo di Solidarietà della Caritas avviato a livello provinciale dalla diocesi nel 2009, con partecipazione della Fondazione Mia Misericordia Maggiore, Ubi Banca e Banca Popolare di Bergamo e Cariplo, elargisce aiuti per circa un milione di euro l’anno.

Don Claudio Visconti, direttore della Caritas bergamasca, non nasconde la sua preoccupazione che cresce di giorno in giorno di fronte alle continue richieste di chi bussa alle porte delle Caritas, soprattutto ora che la Provincia di Bergamo ha annunciato per voce del suo presidente, Ettore Pirovano, che tra i tagli del bilancio sono finiti anche i fondi destinati anche al Fondo di solidarietà creato dalla Caritas. 

 

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Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    La Caritas non dovrebbe esistere se tutti pagano le tasse (manca la Chiesa per esempio). Penso che la situazione sarebbe certamente molto, ma molto più fluida, se la Chiesa pagasse le tasse e la Caritas non esistesse. Sembra più un pannicello per coprire manchevolezze macroscopiche.

  2. Scritto da gianluca

    mi dispiace ma l’unica soluzione è dire agli immigrati : tornate a casa ,non è rimasto piu’ niente,e le poche risorse rimaste usarle per i bergamaschi in difficolta’, mi darete del razzista ma io non vedo alternative

    1. Scritto da fb

      anche a me spiace, ma per te che parli di cose che non conosci bene: faccio parte della Caritas e ti assicuro che stiamo già aiutando italiani e bergamaschi.

      1. Scritto da maury

        Mi spiace ma non è proprio così, perchè due anni fa ho chiesto aiuto alla caritas essendo in difficoltà, ma le banche hanno rifiutato l’ aiuto. Diciamo le cose come stanno, se hai debiti con le banche non puoi aver aiuti.

  3. Scritto da mario59

    Ma non mancheranno comunque quelli che continuano a sostenere che la crisi non esiste e che i ristoranti sono sempre pieni, cosa in parte vera, perchè la crisi non ha colpito tutti allo stesso modo, molti se la cavano ancora…ma tanti sono veramente senza lavoro e senza alcun sostegno.

  4. Scritto da valter agliati

    Tanto oggi saranno tutti a commentare l’esito del processo a Berlusconi ….