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Si inaugura Oikos L’alternativa leggera alla “casa di riposo”

Martedì 25 giugno al Villaggio degli Sposi di Bergamo nasce Oikos, un’alternativa alla “casa di riposo” realizzata dal Consorzio Ribes in collaborazione con Comune di Bergamo, Cisl e Parrocchia S. Giuseppe.

Verrà ufficialmente presentata e inaugurata martedì 25 giugno la nuova residenza Oikos, un progetto di residenzialità intermedia, leggera e protetta, realizzata dal consorzio sociale Ribes in via Guerrazzi 4 L, al Villaggio degli Sposi di Bergamo.

L’inaugurazione sarà l’occasione di vedere a convegno alcune esperienze e proposte su “invecchiare e abitare” e su come coniugare al meglio questi due verbi, e le persone che li interpretano.

Ne parleranno dalle 8.45, presso il Centro per la terza Età di via Cesare Cantù 2, Fabrizio Giunco, della Cooperativa Meridiana, Elisabetta Rizzi e Flavio Valli, del consorzio Ribes. Alle 11.15, l’inaugurazione dell’appartamento, al quale interverranno i rappresentanti dei partner del progetto: Giovanni Frigeni (presidente Consorzio RIBES), Leonio Callioni (Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo) e un rappresentante della CISL di Bergamo.

“Abbiamo dato questo nome al progetto – racconta Giovanni Frigeni, presidente di Ribes – perché Oikos significa casa, luogo rassicurante e protetto, ma anche spazio di vita, di relazione, di realizzazione, di individuazione e di socializzazione. Oikos nell’Odissea è la casa di Penelope: luogo dell’approdo tanto desiderato, della pienezza, in cui si sta, a cui si appartiene, in cui potere progettare ancora la propria vita”.

Con OIKOS vogliamo sperimentare una possibile risposta ai problemi abitativi della popolazione anziana di Bergamo e provincia, nell’intento di favorire il radicamento sul territorio di soluzioni residenziali leggere che consentano scelte differenti da prematuri ricoveri in RSA o da altre gravose soluzioni in ambito familiare.

Inoltre, “Oikos poggia le sue fondamenta ideative sull’impegno alla sensibilizzazione del territorio con un articolato e complesso lavoro di rete che possa aiutare a connettere sempre più capillarmente risorse, bisogni, realtà, saperi ed esperienze, mettendo in filiera i servizi dediti alla presa in carico, alla cura ed al sostegno di variegate situazioni di fragilità”.

La proposta è riservata a persone con età superiore ai 60 anni (singoli o coppie), che hanno bisogno, per alcune fragilità o limitate riduzioni di autonomia, di una soluzione abitativa più adatta ai cambiamenti in corso ma che mantenga la caratteristica di “propria” abitazione. L’appartamento copre una superficie di 150 mq. con una area verde di proprietà di 100 mq sulla quale si affacciano le singole camere da letto: tre camere da letto ad uso singolo o matrimoniale e una camera molto ampia a due letti, oltre a tre bagni (uno attrezzato per adeguata assistenza) e uno spazio comune composto da sala da pranzo, cucina e per il tempo libero e l’accoglienza di amici e parenti.

“In questa abitazione ‘propria’ – conclude Frigeni -, ogni ospite potrà continuare a sviluppare il proprio progetto di abitazione e di vita (per ritmi, tempi, ospitalità di congiunti, compagnia di piccoli animali domestici, attività della casa e del tempo libero), tenendo conto di due opportunità in più: da un lato la presenza, notturna e per buon parte della giornata, di una assistente a persone e l’intreccio di relazioni con persone e organizzazioni del quartiere e della Parrocchia già resisi disponibili: per essere rassicurati e sostenuti nello svolgimento della propria vita attiva dentro e fuori la casa; dall’altro la convivenza con altri 4 ospiti: richiederà di condividere con gli altri i propri bisogni ma anche permetterà di realizzare qualche desiderio in più (se l’unione farà la forza). La buona riuscita della convivenza sarà aiutata dalla presenza di un counsellor e di una educatrice”.

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