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Michela, la soubrette bergamasca nel giro di appalti alla ‘ndrangheta fotogallery

Michela Cerea, soubrette di Adrara San Martino, viene descritta da Roberto Saviano su La Repubblica, come mediatrice in alcuni affari romani di Francesco Comerci, testa di legno 'ndranghetista della cosca Tripodi. Cerea, che vanta diverse collaborazioni con Tv minori con l'A.C. Palazzolo, è coinvolta nell'inchiesta della Dda di Catanzaro.

Una soubrette bella, avvenente e in cerca di visibilità. Ma questa volta il palcoscenico o il piccolo schermo cedono il passo ad un’altra ribalta: la Dda di Catanzaro. Michela Cerea, bergamasca di Adrara San Martino, è coinvolta nell’inchiesta Lybra della Dda di Catanzaro portata avanti dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni e dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e raccontata per le pagine di La Repubblica da Roberto Saviano.

La giovane bergamasca, come altri protagonisti della vicenda, non è indagata ma è nell’elenco dei protagonisti che girano attorno ai grandi appalti romani e milanesi su cui la ‘ndrangheta sta cercando di mettere le mani. Cerea riveste un ruolo di grande collegamento tra l’ex assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio (Idv), Diego Zarneri, vicesegretario nazionale del Movimento per l’Italia di Daniela Santanché, e Giulio Violati, manager nel settore cinematografico ma più conosciuto per essere il marito di Maria Grazia Cucinotta. Una vicenda che è esemplare per i rapporti tra le cosche e la politica per importanti affari immobiliari. Cerea presenta Mario Festa, imprenditore di Rovigo residente a Gaeta (che ha creato il metodo che porta proprio il suo nome: il “sistema Festa” mazzette mascherate da un fittizio incarico di consulenza in cambio della promessa di appalti pubblici. Capendo subito che si trattava di corruzione, il responsabile di Medialink si defilò dalla proposta e l’incontro con il Presidente dell’Unione Industriali non avvenne mai) all’uomo della ‘ndrangheta Francesco Comerci, testa di legno ‘ndraghetista della cosca Tripodi.

IL RUOLO DELLA SOUBRETTE

“È la Cerea che prospetta a Comerci la possibilità di ottenere ricchi appalti, in Italia e all’estero: opere per l’Expo 2015 di Milano, la costruzione di ospedali e case in Moldavia, Albania e Croazia, la ristrutturazione dello Stadio di Novara… Il tutto era possibile grazie al fornito giro di amicizie dell’ex soubrette, tra cui spiccava il vicesegretario nazionale del Movimento per l’Italia di Daniela Santanché” scrive Saviano. Ecco di seguito alcuni brani dell’articolo di Saviano: “È qui che emerge tutto il sistema-Italia. Leggere queste intercettazioni fa comprendere più di qualsiasi sentenza come funziona il meccanismo che lega gli affari, qualsiasi tipo di affari, alla politica.

LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE

Michela Cerea: "Perché adesso, tutti i giorni, sono entrata in contatto con il partito di Daniela Santanché… (…) e c’ho il suo vice, il segretario nazionale, tutti i giorni in ufficio perché è un ragazzo di 30 anni… (…) Che veramente… cioè è una cosa questa alla grande… neanche 10 giorni che lavoravo con lui ho beccato subito le pubbliche relazioni con tanto di contratto per il Palazzolo Calcio, che adesso è serie D però vogliono puntare a tornare in C. (…) poi è veramente una brava persona tutto, poi sai adesso fra l’altro Daniela entro la fine di settembre avrà anche un ministero".

E ancora. Michela Cerea: "La prima volta che vieni a Milano tu dimmelo così ci vediamo…(…) Ti presento ‘sta persona anche perché, tra l’altro, Daniela è la concessionaria di tutta la pubblicità di Libero, no? … Quindi adesso, siccome tra l’altro lei c’ha un giro pazzesco, volevo entrare anche…. Tipo non so, là… a Buona Domenica nuova che la fa la sua amica lì, la Barbara D’Urso insomma…". Michela Cerea e il segretario della Santanché, Diego Zarneri, portano avanti l’idea di una relazione con il premier moldavo per ottenere la ristrutturazione di alcuni ospedali in Moldavia ("non uno, addirittura 19", dice lei). L’ex soubrette dice che andranno in ambasciata a incontrare il portavoce del premier. La ditta di Comerci, promette la Cerea, verrà inserita nella lista di imprese per i lavori in Moldavia e – sempre assicura – di inserirla nel progetto di ristrutturazione dello Stadio di Novara. Le indagini che stanno procedendo scandagliano se è riuscita la Cerea nel suo intento e con quali imprese avrebbe fatto svolgere i lavori al suo amico accusato d’esser uomo di ‘ndrangheta Francesco Comerci (che lei chiama affettuosamente "Pipicchio").

Michela Cerea: "Allora io, così ragionando con Diego, gli ho detto: "Allora scusami, se conosciamo il premier della Moldavia, ci sarà un cazzo di ospedale che deve essere rifatto, una cosa là in Moldavia, no?" (…) Visto che non conosciamo uno stronzo qualsiasi! E allora ha iniziato, gli ha buttato lì l’idea e adesso abbiamo un appuntamento mercoledì… quello che viene adesso… quello dopo ancora con il portavoce che torna dalla Moldavia e poi… logicamente bisognerà andar là no?"(…) dai Pipicchio che andiamo in Moldavia!!".

SAVIANO E I MISTERI ROMANI

Saviano si chiede: “Come possa una ex soubrette poco nota ma ben inserita entrare in contatto con il governo moldavo e mediare per appalti milionari è uno di quei misteriosi miracoli romani che quest’inchiesta racconta. I pm non sanno se l’incontro tra Comerci e Zarneri sia effettivamente avvenuto: hanno svelato però fin dove si possono spingere le cosche. Chi teme che l’Expo 2015 diventi una miniera per chiunque voglia fare affari veloci e milionari trova qui una conferma. Forse è solo un caso, ma la Cerea ha un telefono intestato alla Selex (partecipata Finmeccanica), che è uno dei partner della Expo 2015 Spa, e Zarneri, a cui lei si rivolge, lavora anche nello staff dell’assessore alla provincia di Milano con delega all’Expo Silvia Garnero (nipote della Santanché). La provincia di Milano fa parte degli azionisti di Expo 2015. Al di là delle responsabilità penali, che solo i tribunali potranno accertare, conoscere i meccanismi con cui si fanno affari in Italia diventa prioritario. Ignorarli rende ogni ragionamento politico vano. Una democrazia così infettata difficilmente potrà riprendersi se non decide di partire tagliando il nodo inestricabile che lega tangenti, organizzazioni criminali, imprese, politica, immobili”.

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