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Lions, la carica del pres: “Superbowl alla portata, sogniamo il ritorno in A1”

Il presidente Aldo Guarnone in vista della finalissima di sabato 29 contro i Grizzlies Roma: "Questa stagione è stata una sorpresa anche per noi. Ora vediamo di chiudere in bellezza e poi di pianificare il futuro con tranquillità, magari con qualche nuovo sponsor".

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I Leoni bergamaschi si preparano a ruggire nella finale contro i Grizzlies Roma di sabato prossimo: un faccia a faccia senza sconti che decreterà la squadra vincitrice del Superbowl. Nel farlo, però, c’è anche chi, come il presidente Aldo Guarnone, non riesce a fare a meno di sognare un possibile ritorno nella massima serie, ipotesi complicata ma non per questo irrealizzabile: "Ci stiamo pensando, è vero, ma prima dovremo valutare un po’ di cose – ha spiegato a Bergamonews il numero uno dei Leoni -. Gli sponsor prima di tutto, sempre difficili da trovare in uno sport come il nostro che ha sempre poca visibilità, e poi il roster".

Durante questa stagione non avete mai perso una partita: dopo la vittoria schiacciante di 27-6 contro i Guelfi cosa vi aspettate dalla finale?

"I ragazzi si sono guadagnati la vittoria di domenica scorsa lavorando benissimo. La partita più ostica dei playoff è stata quella contro i Cardinals, conclusasi con un combattuto 28-27. Oggettivamente i Grizzlies sono alla nostra altezza, giocare tutto in un’unica partita non è facile ma siamo molto fiduciosi. Il nostro punto forte è la difesa, poi speriamo che l’attacco sia in giornata, come sempre del resto".

All’inizio dell’anno aveva affermato che i Lions sarebbero stati una rivelazione; anche se non è ancora finita cosa si sente di dire su questa stagione?

"I risultati e i successi di questo anno sono stati una sorpresa anche per noi. Si è comportata molto bene la prima squadra, ma anche le giovanili si sono fatte onore".

In un intervista del 2011 affermava che il settore giovanile è un vostro fiore all’occhiello: a due anni di distanza la situazione è mutata?

"Assolutamente no. Per noi investire sui giovani è sempre stata una priorità anche nei momenti di difficoltà, e non è un caso se buona parte dei giocatori della prima squadra arrivano dalla nostra Under 18, come ad esempio Ghislandi e Carminati".

Cosa pensa del football americano in Italia? Quali sono le più grandi difficoltà che incontra questo sport?

"E’ uno sport poco valorizzato ma che sta crescendo. Il problema più grande è trovare dei luoghi in cui giocare: nella maggior parte dei casi sono campi utilizzati da squadre di calcio ma per noi sarebbe molto meglio avere degli impianti fissi. I Lions utilizzano lo stadio di Osio Sotto per le partite, per ora va bene così".

A fare la differenza nel football americano in Italia sono soprattutto gli stranieri. Lei cosa ne pensa?

"Avere giocatori stranieri è utile se non fondamentale, purtroppo però è anche altrettanto difficile, non solo per le spese ma pure per l’adattamento caratteriale e l’innesto nella squadra. Quando arrivano dei giocatori americani bisogna aspettare la fine del campionato perché si siano ambientati".

Adelaide Fabbi 

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Commenti

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  1. Scritto da oscar

    GOOOO LIONSSSS!!!

  2. Scritto da greatguy

    un grandissimo in bocca al lupo per la finale di Sabato a Ravenna e un grandissimo augurio di tornare il prima possibile nella massima serie come storia e blasone esigono. GO LIONS!!!!!!!!!!!!!! NON DIMENTICHIAMOLO: UNO DEI PIU TITOLATI TEAM IN EUROPA”