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Ecco le tecnologie per aiutare l’industria ad agganciare la ripresa

Presentato al Kilometro Rosso il Rapporto Airi che individua i settori chiave sui quali puntare: "Non servono progetti colossali, programmi faraonici, ma occorre saper concentrare sforzi e risorse. E' certo però che il manifatturiero senza tecnologia non sta in piedi".

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“Non servono progetti colossali, programmi faraonici, ma occorre saper concentrare sforzi e risorse. E’ certo, però, che il manifatturiero senza tecnologia non sta in piedi”. Renato Ugo, presidente di Airi, ha le idee chiare presentando l’ottavo Rapporto dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, che associa aziende leader italiane ed enti quali Kilometro Rosso e Intellimech. “Questi sono spunti pratici, concretamente spendibili subito, perché anche il concetto di tempo, quando si parla di sviluppo tecnologico, è fondamentale”.

Le tecnologie, in tutto 84, sono state identificate come prioritarie da oltre cento ricercatori e una loro selezione è stata presentata al Kilometro Rosso. Non si tratta di ricerca pura, bensì di sviluppi applicativi realizzabili in un orizzonte temporale breve, tra i tre e i cinque anni. Lo studio comprende otto settori della manifattura italiana (Ict, microelettronica e semiconduttori, energia, chimica, farmaceutica e biotecnologie, trasporto su strada-ferro-marittimo, aeronautica, beni strumentali) e per ciascuno di questi identifica le tecnologie prioritarie, quelle cioè a maggiore impatto sulla competitività delle aziende. Innovativo il metodo di lavoro che mette insieme aziende, organismi di ricerca ed enti.

“E’ fondamentale – ricorda del resto Renato Ugo – il rapporto con le Università, che vuole dire lavoro comune, fianco a fianco, perché sono gli uomini a fare la differenza”. C’è però anche un po’ di pessimismo sulla reale capacità del paese di orientare le poche risorse nella direzione giusta. “Dopo la ricerca – ha ammonito – ci vuole lo sviluppo tecnologico, ma è costoso”.

Alberto Bombassei, in duplice veste di presidente di Kilometro Rosso e di parlamentare, invita ad un cauto ottimismo. “Oggi faccio l’apprendista politico – ha sottolineato – e cercherò di dare il mio contributo. Gli ultimi programmi del governo danno molto spazio all’innovazione e spero di poter lavorare per arrivare ad una sintesi di proposte concrete a livello di commissione”.

Resta invece l’amarezza per una realtà come Kilometro Rosso che non ha ancora potuto sviluppare tutte le sue potenzialità. “Noi abbiamo voluto promuovere un’aggregazione sul territorio, ma la sensazione è che il messaggio non sia stato capito fino in fondo, spero che si possa crescere ancora, perché è proprio facendo dialogare settori diversi che si trovano a volte risposte inaspettate”.

Un invito a cambiare in fretta è venuto anche da Guido Venturini, direttore generale di Confindustria Bergamo, che ha proposto di far partire un’audizione parlamentare sulle proposte elaborate nel Rapporto.

Gianluigi Viscardi, vicepresidente di Confindustria Bergamo con delega all’innovazione e all’internazionalizzazione delle imprese, ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’associazione nella promozione di reti e aggregazioni per le piccole industrie che non riescono a sostenere singolarmente gli sforzi della ricerca.

Ecco alcuni flash sui settori chiave.

INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI – Le aree identificate spaziano dalle reti radiomobili alle tecnologie per i network domestici. Sviluppi rilevanti anche nell’infomobilità, nell’evoluzione dei contenuti online e nelle piattaforme applicative. “Ma – ha avvertito Lucio Pinto (Pirelli) – l’Italia rischia grosso se non recupererà il terreno perduto sulla banda larga su cui eravamo leader mondiali”.

MICROELETTRONICA E SEMICONDUTTORI – Gli sviluppi riguardano la ricerca di alternative al silicio, le applicazioni fotovoltaiche, l’integrazione di componenti ottici ed elettronici, gli sviluppi di integrazioni 3d, come i sensori di movimento degli smartphone. “In questi ambiti – ha rilevato Paolo Carmina (STMicroelectronics) – la presenza italiana è buona e possiamo contare su vere e proprie eccellenze”. ENERGIA. Le aziende puntano su biomasse, smart grid, valorizzazione del solare, efficienza energetica e riutilizzo della CO2. In particolare ci sono sviluppi interessanti per la riduzione dei prezzi del fotovoltaico e per l’incremento della sua efficienza anche nell’utilizzo domestico. “Molte tecnologie – ha avvertito Massimo Chindemi (ENI) – riguardano ancora le fonti fossili che nei prossimi anni continueranno ad essere predominanti”.

TRASPORTI – Riduzione delle emissioni e dell’impatto ambientale, efficienza energetica e inserimento progressivo di Ict sono le traiettorie principali di sviluppo.

AERONAUTICA –  Si punta a inserire interfacce uomo-macchina di nuova generazione, a controllare il traffico in modo più efficiente, a sviluppare sistemi di volo automatici che non richiedano la presenza umana.

BENI STRUMENTALI PER L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA MECCANICA – Una delle priorità è progettare beni strumentali flessibili, in grado di adattarsi a più produzioni in modo modulare, evitando che l’accorciamento della vita media dei prodotti riduca la convenienza economica degli investimenti in macchinari.

CHIMICA – Ampio spazio alle tecnologie "verdi", come il riutilizzo dei polimeri di pneumatici usati o lo studio di sistemi per bonificare terreni.

FARMACEUTICA E BIOTECNOLOGIE – Da segnalare le tecnologie mini-invasive per la chirurgia, la produzione di biomolecole e di biomarcatori per la medicina personalizzata e le nuove tecniche per il rilascio controllato dei farmaci.

Rossana Pecchi

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