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Dal Canto Alto ai Caraibi: la passione di Williams è diventata realtà fotogallery

Williams Carminati, 37 anni di Sorisole, è passato dal volante di un camion al timone di veliero realizzando il suo sogno di vivere in mare aperto. La sua passione nata dopo aver letto un libro di vela.

Williams Carminati, 37 anni di Sorisole, dal volante di un camion al timone di un veliero così ha cambiato la sua vita. In fondo come non invidiarlo, magari bloccati nel traffico cittadino o dell’A4. La passione di Willy, come lo chiamano gli amici, nasce da un libro. Ne seguono altri, come il Moby Dick di Melville che inizia così: “Ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in strada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto”.

“E come dargli torto! – esordisce Williams –. Ogni volta che torno al mio beneamato paesello sotto il Canto Alto, a Sorisole, dopo una lunga stagione passata in mare, resisto al massimo due settimane. Poi la mancanza del blu comincia a farsi opprimente e devo ripartire subito verso altre destinazioni e nuove navigazioni”. William da tre anni oramai non vede l’inverno.

“Questo appena passato ero in Sudafrica per un master di vela oceanica, l’anno prima ai Caraibi, dopo un’entusiasmante regata oceanica partita dalle Canarie. Quello prima ancora alle Maldive dov’ero istruttore di catamarano, l’unico bianco su cui poso la mia traballante figura abituata sopra un instabile ponte sono le bianche sabbie coralline di qualche spiaggia tropicale”. La passione inarrestabile per il blu del mare e dell’oceano è scattata quasi per caso.

“Tutto cominciò anni addietro, in una libreria in città bassa a Bergamo – continua il suo racconto – venni attratto da un libro all’apparenza anonimo, ‘Primo comando’ di Patrick O’Brian. Fino ad allora ero si già un assiduo viaggiatore, ma si trattava perlopiù di vacanze in posti lontani, fino ad allora non avevo quasi mai navigato, se non su traghetti o scalcinate barchette da pesca nelle mie destinazioni esotiche. Ebbene ‘Primo Comando’ fece scaturire in me un’irrefrenabile voglia di mare e navigare, fu il classico libro (tutta la collana) che mi cambiò la vita”.

Chiuso il volume di Patrick O’Brain per William Carminati si aprì la serie di esperienze per testare la sua passione.

“Dapprima cominciai semplicemente avvicinandomi alla vela facendo escursioni in barca mentre ero in vacanza, andava verificato se davvero mi piacesse navigare o era soltanto un capriccio: e mi piaceva! – prosegue –. Nel 2006 mi trasferii nella Repubblica Dominicana, ai tempi inseguivo ancora un altro sogno, forse un classico: avere un chiringuito sulla spiaggia. Beh, lo realizzai, ma la vita spesso non va come si vorrebbe e il business non funzionò a dovere. Mesto me ne tornai in Italia con la faccia lunga dopo dieci mesi vissuti ai Caraibi e meno soldi in tasca di quando partii”. I sogni vanno sempre inseguiti, guai a non rincorrerli. “Decisi quindi che i tempi erano maturi per darsi totalmente alla vela – racconta – comprai un manuale e cominciai a studiarlo, mi iscrissi ad un corso per il conseguimento per la patente nautica presso la Lega Navale Italiana di Bergamo e cominciai a navigare”.

L’istruttore del corso, un ufficiale della Marina Militare in pensione, è un personaggio affascinante e carismatico. Insegna a William tutti i trucchi, ma soprattutto l’abilità al comando.

“Cosa che anche oggi mi è parecchio utile – aggiunge Willy –. Per l’istruttore ero un ottimo allievo, probabilmente penso che la mia grande volontà di affermarmi fece sì che imparai bene ed alla svelta, o probabilmente nel mio Dna era già scritto che ero dipendente dalla salsedine”. Superato l’esame Carminati comincia a noleggiare imbarcazioni per uscite a vela con gli amici. Dapprima qualche weekend, poi le vacanze a cui seguirono le regate: “Cominciavo ad essere sempre più dipendente ed attratto dal mare, inoltre il mio livello tecnico con tutte le uscite che riuscivo ad organizzare continuava ad aumentare, mi documentavo sempre più, leggevo di grandi navigatori oceanici e sognavo”.

Intanto Williams continua a lavorare come camionista, come aveva sempre fatto negli ultimi dieci anni, anche se è sempre più insofferente alla terra ferma.

“Mi sentivo come un cavallo chiuso in un recinto, un cane al guinzaglio – confida – avevo voglia di mare, di navigare, volevo che ogni mattino al risveglio il mio sguardo si posasse sull’orizzonte tra il blu dell’acqua e l’azzurro del cielo, non c’erano storie, volevo cambiare vita! Quando lasciai tutto per la vela, avevo anche un bel lavoro, invidiato da molti: dieci-dodici ore al giorno, da lunedì a venerdì, per 2.000 euro al mese. Ma i giorni tutti uguali, lavorare nei giorni feriali e uscire nel weekend per ubriacarsi non era più decisamente il mio stile di vita”.

Grazie ad Internet Williams comincia a lavorare fisso in mare, prima come capo istruttore vela nei villaggi turistici.

“Poi grazie ad un contatto, che sono fondamentali in questo mondo perché purtroppo vige ancora la vecchia e per me odiata regola della raccomandazione, trovai il mio primo imbarco professionale: marinaio su un veliero di 40 metri a due alberi – afferma Willy – lo stesso su cui sono ora a scrivere, col tempo però sono diventato primo ufficiale, ovvero sono il vice comandante. Questo imbarco, a dire il vero un po’ noioso, mi occupa da aprile ad ottobre nel Mediterraneo. Ma è d’inverno che la mia vita si trasforma e divento davvero vivo: io sono un velista oceanico e le lunghe traversate in mezzo all’oceano son per me l’estasi pura! Giorni e giorni di solo blu, pesci volanti che saltano dall’acqua, i giocosi delfini che ti vengono a salutare e nuotano con la prua per ore, gli incontri con le balene sono sempre emozionanti, poi di notte tutto si trasforma: diventa magia, la scia lasciata dalla barca diventa fosforescente per il plancton, le stelle in cielo sono milioni e richiamano le leggende mitologiche da cui presero il nome, non c’è televisione che tenga”.

Il bergamasco che ha lasciato la terra ferma per il largo riprende il suo racconto: “Ormai posso definirmi uno skipper esperto, dopo più di 15000 miglia navigate in diversi posti del mondo, ma quest’autunno avrò la nuova sfida: mi è stato affidato il comando di una barca spagnola che farà il Rally del Giro del mondo a tappe, partirò da Barcellona in ottobre e a Dio piacendo dovrei finire a Barcellona a luglio 2015, questo è il mio sogno che donavo alle innumerevoli stelle cadenti viste dal pozzetto alle più disparate latitudini; non vedo l’ora”. Prima di congedarsi e innalzare la vela William cita Hugo Pratt: “Corto assaporava il salmastro dell’Oceano e lasciava che il suo sguardo si perdesse in quel livido orrizzonte dove c’era posto per tante vite e per tanti sogni diversi. Amava i lunghi silenzi e le immense distanze: non c’erano gonfini segnati,e i porti servivano solo per riposarsi, prima di riprendere il viaggio”.

Buon vento!

Commenti

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  1. Scritto da brembo

    vai grande capitano

  2. Scritto da DANIELA

    sei fantastico willy sei un grande uomo

  3. Scritto da Simone Stecchetti

    Mitico Willi, congratulazioni … ti ricordi quando a quindicianni facevamo i baristi insieme all’oratorio al ritmo della Lambada … ed ora guarda dove sei. Sei stato (per l’intraprendenza) e sei (per quanto continui a fare) davvero coraggioso! Bravo, auguri e fatti onore. Ciao. A presto

  4. Scritto da Andrea

    Non può non far sognare la saga di Patrick O’Brian!21 libri uno più bello dell’altro!