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Cavernago, 558 firme contro la chiusura dell’ufficio postale

Oltre un quinto della popolazione ha firmato la petizione per migliorare il servizio e scongiurarne una chiusura che era stata annunciata nei mesi scorsi. Attualmente l’ufficio è aperto solo tre giorni a settimana e al mattino.

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Sono 558 le firme raccolte tra gli abitanti Cavernago per alzare la voce contro il ridimensionamento dell’ufficio postale. Oltre un quinto della popolazione del paese della Bassa chiede di migliorare il servizio e scongiurarne una chiusura che era stata annunciata nei mesi scorsi. Promotori della raccolta firme i componenti del gruppo di opposizione “Progetto per Cavernago”. 

Mercoledì 26 giugno il capogruppo Giuseppe Togni si recherà dal funzionario di “Poste italiane” Maria Carla Brumoni per la consegna della petizione con il quale chiedono che il servizio non venga ridimensionato, se non addirittura chiuso: “Nel nostro Comune è attiva un solo ufficio postale, al servizio di 2500 abitanti –spiega Giuseppe Togni-. Si tratta di un servizio essenziale per la nostra popolazione, che le Poste Italiane hanno deciso di ridurre drasticamente dallo scorso gennaio. Attualmente l’ufficio è aperto solo tre giorni a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 8.25 alle 13.35”.

Un servizio limitato, secondo Togni, per un paese come Cavernago: “Prima gli uffici erano aperti anche il sabato, utilizzabili quindi anche per chi in settimana lavora. Ora questo non è più possibile. Tra l’altro i postini consegnano le notifiche di raccomandata solo in una determinata ora della giornata: se in quel momento chi deve riceverla non è in casa, può incorrere in qualche disagio”.

Un problema anche a livello di trasporti: Chi non trova la posta aperta deve recarsi a Calcinate o a Ghisalba, con evidenti disagi anche a livello economico. Tra l’altro, i cittadini sprovvisti di un mezzo proprio devono avvalersi del servizio di trasporto pubblico, spesso assente in alcune fasce orarie della giornata”.

I cavernaghesi si oppongono a questa situazione, e alla possibile chiusura paventata nei mesi scorsi: “E’ una decisione illegittima –prosegue Togni-, visto che non porta ad alcun risparmio per le Poste in quanto la sede attuale è di proprietà del Comune, che provvede anche al pagamento delle utenze (luce, acqua, gas e telefono). Chiediamo al sindaco e all’amministrazione che si attivino e alle Poste italiane di riconsiderare questa scellerata decisione, che porta grossi disagi per la nostra popolazione”.

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Commenti

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  1. Scritto da Bill

    cavernago e un bel paese ma i prezzi delle case ee’ molto alto . Infatti mancano i servizi ,mal servito dai bus e non c’e piu neanche il pellicano , pochissimi negozi e i prezzi si sa sono sempre alti e se chiudono anche le poste andiamo bene . Ma di slot c’e ne sono parecchie.