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Professione pokerista: studio per vincere ma… attenti agli eccessi

Michele Sigoli, bergamasco, 32 anni, dal 2007 è un professionista del poker e in questa prima parte dell'anno ha ottenuto risultati straordinari che l'hanno portato alla posizione 199 della classifica italiana: "Gioco sponsorizzato ma sto sempre attento all'eccesso".

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Un quarto e un quinto posto a Campione, un’undicesima posizione a Nova Gorica e una sponsorizzazione da Lottomatica.it: il 2013 di Michele Sigoli non poteva iniziare in maniera migliore. Lui, che per anni ha gestito le pubbliche relazioni di alcune note discoteche della Lombardia, oggi si può definire un pro di poker a tutti gli effetti. E pensare che solo sette anni fa nemmeno sapeva cosa fosse il Texas Hold’em, diventata oggi una delle più diffuse specialità del poker: "Sono stati i miei amici, in una serata del 2006, a portarmi a Lugano per un torneo al casinò – spiega Sigoli -. Io non avevo mai giocato ma dopo aver imparato le regole mi sono sentito subito a mio agio con quelle carte e con quel tavolo".

Come andò?

"Non so se si trattò della classica fortuna del principiante o di bravura, ma ricordo che partimmo in cento e io arrivai a premi, chiudendo nei primi quindici".

Qual è stata la scintilla che ha fatto scoccare l’amore tra lei e il poker?

"Di preciso non lo saprei dire anche se credo che il mio grande amore per la matematica mi abbia aiutato sin da subito: mi piace provare a leggere le mosse degli avversari, studiare le carte".

Quando ha iniziato a pensare che il poker sarebbe potuto diventare un lavoro per lei?

"Nel 2007, dopo un anno di tornei e partite. Da quel momento ho anche iniziato a fare degli studi: sono convinto che le carte non vengano girate sul tavolo a caso".

Cosa studia in particolare?

"Video, tanti video di partite mie e dei miei avversari".

Prima di giocare a poker la sua vita com’era?

"La mia vita è sempre stata un po’ movimentata. Fino a 22 anni ho giocato da professionista a golf, poi un infortunio alla caviglia mi ha costretto a dire basta. Così sono passato alle pubbliche relazioni: mi occupavo di discoteche. Ma poi è arrivato il poker".

E il 2013, a quanto pare, è il suo anno di grazia, non è così?

"Sì, sembrerebbe di sì. Ho conquistato degli ottimi piazzamenti a inizio anno prima a Campione e poi a Nova Gorica. E poche settimane fa, sempre a Campione, ho chiuso quarto in un torneo in cui hanno partecipato 2.500 giocatori e nella classifica italiana sono passato dalla posizione 840 alla 199".

Senza dimenticare la prestigiosa chiamata di Lottomatica.it.

"Già, una grande soddisfazione. Ora, per tutto il mese di giugno, giocherò per Lottomatica solo sull’online".

Quando si parla di poker non si possono ignorare il gioco d’azzardo e tutte quelle persone che ogni mese perdono tutto per la malattia del gioco. Lei non ha mai avuto paura dell’eccesso?

"L’eccesso fa sicuramente male, nel gioco d’azzardo come in tante altre cose. Ma se si vuole diventare dei pro si devono seguire delle preziosissime regole che ti aiutano a stare lontano dal rischio, anche quando le cose vanno male: io, come tanti altri giocatori, mi fisso un budget che non devo mai sforare".

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Commenti

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  1. Scritto da lele

    Il padre era il proprietario delle GSScuole (l’ex Fermi) fatto fallire l’anno scorso. Molti professori stanno ancora aspettando di avere almeno una parte degli stipendi mai pagati. A leggere questo articolo mi viene da sorridere e pensare “Ecco dove sono finiti i soldi ..”

  2. Scritto da Andrea

    Giocare con il fuoco, non tutti lo sanno fare. Complimenti comunque a Michele per gli ottimi risultati raggiunti, non si possono negare.

  3. Scritto da Non è uno sport

    Ma questa non è la rubrica sportiva!!!
    Detto questo, non è edificante dare spazio a questo genere di iniziative che sono tutto meno che sportive e la parte finale del pezzo lo indica. Lo sport fatto i”n eccesso” non rovina le famiglie!!!