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Asilo a rischio chiusura La Cgil: “Il Comune garantisca la continuità”

I 12 dipendenti dell’asilo di Caravaggio hanno, con una lettera inviata all'Amministrazione, espresso la propria preoccupazione per la situazione sempre più incerta in cui versa il servizio e per le prospettive occupazionali: "Chiediamo un intervento chiaro".

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I 12 dipendenti dell’asilo di Caravaggio hanno, con una lettera inviata a sindaco, assessore, presidente della Provincia e responsabile della cooperativa a cui appartengono, espresso la propria preoccupazione per la situazione sempre più incerta in cui versa il servizio e per le prospettive occupazionali: "Riteniamo che la recente decisione di bandire la gestione del nido mediante concessione all’esterno, apra due problematiche fondamentali – scrive Roberto Rossi, della Funzione Pubblica CGIL -. La prima sarà un aumento notevole delle rette a carico delle famiglie degli utenti del servizio: il comune di Caravaggio ha già deliberato, infatti, che i 150 mila euro definiti ‘buco di bilancio’ per la gestione del nido, non permettono più una gestione mediante appalto con rette calmierate, come è avvenuto fino a questo momento. La seconda problematica risulta, per la vita del nido, ancora più complicata e ingiustificata ed è legata alla tempistica scelta per tale operazione. Infatti il nuovo bando, uscito con notevole ritardo rispetto a ciò che era stato previsto, scadrà l’8 luglio prossimo e fino all’assegnazione del servizio non sarà sostanzialmente possibile fornire informazioni chiare e fondamentali alle famiglie circa l’importo della retta, l’organizzazione del nido ed il progetto educativo. Ogni iniziativa di raccolta di nuove utenze, indispensabili per la vita del nido, è inoltre stata affidata totalmente alla buona volontà del personale e nessun rappresentante del Comune, diversamente da quanto avvenuto in passato, si è presentato durante le aperture del nido alla popolazione, se pur queste siano state tutte regolarmente comunicate all’amministrazione comunale. Di fronte a tanta indifferenza, il personale ha inoltre deciso di rivolgersi a Ettore Pirovano, presidente della Provincia di Bergamo ed ex sindaco di Caravaggio, che proprio nel 2002 aveva aperto questo servizio. Il Dott. Pirovano si è impegnato a fine maggio ad approfondire la situazione: nonostante questo, ad oggi, il personale non ha comunque avuto alcun riscontro da parte dell’Amministrazione Comunale e la situazione è rimasta la medesima. Ci viene riferito che le informazioni fornite ai genitori spaziano da proroga di contratto all’attuale cooperativa in caso il bando vada deserto, alla proposta al personale del nido di ritirare la gestione del servizio, (in realtà mai ufficialmente avvenuta), sino alla possibilità di chiusura del nido in caso di carenza di iscritti. Durante la riunione è stato inoltre comunicato che, a differenza di quanto previsto dai moduli di preiscrizione, che indicavano come data orientativa metà giugno, si dovrà aspettare fino a fine luglio per avere informazioni certe circa il nuovo gestore e le nuove rette, a causa del ritardo nella pubblicazione del Bando per la concessione. Tutto questo ha generato un ulteriore impatto negativo sulle nuove famiglie iscritte e sugli utenti già frequentanti. Il nido di Caravaggio è una realtà nata nel 2002 e ha conquistato un’ottima reputazione grazie anche ad un’alta qualità del lavoro del personale impiegato e molto sarebbe ancora il potenziale del servizio da sviluppare; non vorremmo quindi che tale esperienza venga dispersa. Ribadiamo la preoccupazione delle lavoratrici e della FP CGIL Bergamo circa la tenuta occupazionale di questo servizio: è logico pensare che a fronte di minori presenze di bimbi per il prossimo anno educativo, scenderà anche il livello occupazionale del personale. Minori iscrizioni che in questo momento ci sentiamo di sostenere dipendano prevalentemente da inadeguata gestione di una delicata fase di passaggio che avrebbe invece richiesto serietà, coerenza e chiarezza per garantire a tutti, utenti e operatori del servizio, la dovuta continuità. Chiediamo pertanto un intervento chiaro da parte dell’amministrazione comunale a tutela del servizio e del lavoro, con un impegno scritto che permetta di individuare in modo definitivo una tempistica che possa essere a garanzia degli utenti e degli operatori".

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