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Sgarbi: Bergamo più chic ma dovrà vedersela con Matera e Urbino

Elogi sperticati dal critico d'arte nella serata al Sociale: "Bergamo, la Firenze del Nord.... C'è persino Feltri, che volete di più?". C’è da chiedersi se i bergamaschi, al di là degli applausi, siano poi tutti così d’accordo.

“Bergamo , la città più chic del mondo”.

E’ il Cavaliere in rosa del Moroni a darci questo tocco, parola di Vittorio Sgarbi, che ha chiuso l’applaudito e affollato incontro di Verba Manent al Teatro Sociale con un imprevedibile pendant tra il fulgore del manto della Maria Maddalena di Giovanni Gerolamo Savoldo, alla National Gallery di Londra, e quello, non meno sontuoso, dell’abito del nobile Grumelli immortalato dal geniale ritrattista orobico.

L’incontro, condotto dal direttore artistico della rassegna Luigi Ceccarelli, ha offerto una magnifica carrellata di immagini e spunti sul tema di Cristo e della Vergine, cui Sgarbi si è dedicato nella sua ultima pubblicazione “Nel nome del Figlio”.

Ma è stato anche l’occasione per incursioni nella politica culturale bergamasca, oltre che – com’era immaginabile – per frecciate e sbandate su temi di attualità, dalle cattive gestioni delle città gioiello d’Italia alle parole d’uso della cronaca come “femminicidio” (“se una donna uccide un’altra donna come lo chiamiamo allora, “femminicidio al cubo”?).

A Bergamo lo Sgarbi nazionale ha riservato parole fin troppo generose e lusinghiere per sembrare vere. “Una delle città più belle d’Italia, che talvolta non né è perfettamente consapevole, talvolta invece lo è troppo”, ha esordito Sgarbi che subito ha aggiunto, a proposito della candidatura per il 2019: “Bergamo è capitale della cultura comunque, anche se non risultasse la prima”.

Il professore ha individuato in Urbino e Matera due rivali d’eccellenza – la prima “ha ottimi requisiti e una formidabile ricezione universitaria”, la seconda “ha dimostrato un eccezionale slancio e capacità di resurrezione e se Dio guardasse le cose degli uomini guarderebbe Matera” – ma non ha esitato a definire Bergamo “la Firenze del Nord” (“come Lecce è la Firenze del sud”) con un di più di amor proprio e capacità di salvaguardia.

“Firenze è mortificata da un turismo selvaggio, Bergamo invece è più aristocratica, più capace di tutelare la propria identità, non è mai volgare, è raffinata ed elegante. Basta pensare a edifici come Palazzo Moroni o Palazzo Terzi, che sono aperti al pubblico. Qui pubblico e privato sono parte dello stesso bene comune, che a Bergamo è più forte che nel resto del Nord Italia”.

Non è mancato l’elogio dell’imprenditoria lungimirante e colta del territorio: “Bergamo dimostra di intendere che il denaro non ha senso se non nella bellezza. Il vostro è un collezionismo sofisticato, che ama i luoghi e gli autori dei luoghi. D’altronde l’impronta veneziana a Bergamo non poteva non aver lasciato una testimonianza di bellezza. Avete qui un oggetto d’arte di pregio unico, le tarsie lignee di Lorenzo Lotto: c’è in quest’opera straordinaria la componente pratica del mondo lombardo. Di Tiziano, per dire, non esistono opere d’artigianato come le tarsie”.

Per l’assessore Claudia Sartirani, presente in sala, parole di simpatica intesa e di implicita stima e un elogio ribadito per la rassegna “verba manent”, perché “le parole che dicono cose vere rimangono”.

Niente critiche accese né polemiche irriverenti, insomma, per una Bergamo che Sgarbi ha incensato nel passato e nel presente (“c’è persino Feltri, che cosa volete di più?”).

C’è da chiedersi se i bergamaschi, al di là degli applausi strappati all’unisono, siano poi tutti così d’accordo. 

Commenti

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  1. Scritto da Mattia

    Che senso ha vivere in un museo a cielo aperto quando le persone sono paurose e ignoranti?
    Io sono di Bergamo e quì è la morte dei giovani, come nel resto Italia.
    Sgarbi vuole tutti i bei paesaggi e monuenti ma dobbiamo ricordarci che le città non sono solo mete turistiche.

  2. Scritto da LORELLA

    BERGAMO CAPITALE DELLA CULTURA?
    CHE RISATE
    LA CULTURA DELLA POLENTA
    LA CULTURA DELLA XENOFOBIA, MA CHE CULTURA E CULTURA
    ABBIAMO BOSSI ………………………….. ALTRO CHE CULTURA

  3. Scritto da Sem Galimberti

    Sgarbi è una tromba stonata ma ben pagata. Dice bene di chi lo foraggia. Ha la cultura di uno studente delle superiori. Non credetegli, è prezzolato.

    1. Scritto da embè?

      Invidia.

      1. Scritto da bè....

        Invidia di cosa? della prebenda? Ah ah

      2. Scritto da ruz

        pura verità. Sta invidia dove saerbbe? ma basta…

        1. Scritto da Verità opzionabile

          Ehilà individuo, forse ti sei dimenticato…: la mia verità. Che non è la stessa per tutti. O no?

          1. Scritto da ma va?

            Come la sua, caro/a “opzionabile”. Perchè aveva dei dubbi?
            Non ho ancora letto post a più voci tra questi commenti..

  4. Scritto da Luca 'Keeno' Olivari

    … tarpando le ali a quei pochi che, a suon di sacrifici e porte in faccia, si sbattono per portare qualcosa che sia sì cultura in questi luoghi (vedansi le ultime vicende sui locali che provano a fare qualcosa di veramente culturale, costretti a chiudere)
    Altro che Capitale della Cultura: Capitale degli ignoranti, purtroppo. Con tutto rispetto per il vero significato di “ignorante”

    1. Scritto da Luca

      Che pochezza. Lungimirante nulla di niente. Stai fermo, non pensare, non parlare, non scrivere, non vivere. Obnubilato proprio da quello che affermi. Aiuto.

      1. Scritto da Luca 'Keeno' Olivari

        Chiedo scusa, non ho capito. Ti rivolgi a me?
        Il mio discorso era in due parti perché troppo lungo per un solo commento.
        In più, parlo con cognizione di causa, avendo per anni cercato di organizzare (con notevoli rodimenti di fegato e ben pochi risultati) eventi musicali che andassero oltre la superficie patinata della pochezza imperante qui. E, a mia discolpa, vedo che chiunque si adoperi in tal senso, ha ben poco da stare allegro, in terra bergamasca

  5. Scritto da Luca 'Keeno' Olivari

    concordo in pieno con con Riccardo. Di cultura, in Italia, non ce n’è più traccia, a meno che non si reputino cultura il calcio, i centri commerciali, il gossip, i vari talent e reality che la TV continua a propinare, la “musica” che radio e media ci sparano nelle orecchie ogni giorno.
    La vera cultura è ben altra cosa, e Bergamo ne è distante anni luce, impegnata com’è ad osannare l’Atalante e tutti gli atteggiameni da “vorrei ma non posso” dei bergamaschi…

  6. Scritto da Buon viaggio

    Buon viaggio

  7. Scritto da paolo

    però Sgarbi è un fine critico d’arte, il suo apprezzamento resta un apprezzamento di’eccellenza

  8. Scritto da nino cortesi

    Non gli farei valutare neppure le mie ciabatte.

  9. Scritto da riccardo

    è solo puro marketing. La Cultura è qualcosa di dinamico non di statico, di legato cioè al presente, non solo al passato su cui vive tutta l’Italia, e al presente Bergamo, come gran parte d’Italia, è degradata da tempo a capitale dell’incultura. La Cultura sta da altre parti fuori dall’Italia.