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Banche e imprese: i crediti commerciali finiscono “ai raggi x”

Consigli e indicazioni pratiche all’incontro organizzato da Confindustria Bergamo nell’ambito del ciclo su “Credito, finanza, fisco e società”.

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La lente di ingrandimento delle banche scruta sempre più a fondo la vita delle imprese con puntigliosità e un’attenzione al dettaglio inusuale fino a qualche anno fa. La conferma è venuta durante l’incontro su “I crediti commerciali nel bilancio d’esercizio e nella norma fiscale” organizzato da Confindustria Bergamo all’interno del ciclo “Credito, finanza, fisco e società: focus per l’imprenditore” pensato per favorire la diffusione della cultura finanziaria e fiscale fra le imprese medio-piccole e organizzato con il patrocinio di Confidi Lombardia e con il contributo di BCC Treviglio, Credito Bergamasco, Intesa Sanpaolo e UBI-Banca Popolare di Bergamo.

La crescente valenza del rating nell’accesso al credito e le generali difficoltà evidenziate dalle imprese nell’ottenimento di finanziamenti sono ormai fatti noti. Di qui l’opportunità che gli stessi imprenditori, e non solamente i responsabili amministrativi e finanziari delle aziende, sia sempre più consapevoli dell’importanza di queste tematiche e delle sempre più strette interconnessioni fra i vari ambiti aziendali.

“La non corretta gestione finanziaria e la non attenta gestione dei flussi – ha sottolineato Giovanni Grazioli, presidente di Confidi Lombardia – si riflettono sempre più anche sulle difficoltà del conto economico”.

“La qualità dei crediti – ha confermato Bruno Pezzotta, responsabile crediti centrali Bergamo ovest e Valbrembana di UBI – Banca Popolare di Bergamo – è molto importante ai fini della valutazione complessiva: spesso un giudizio tendenzialmente negativo si basa proprio su considerazioni sull’apparato contrattuale, su aspetti quali la tipologia del creditore, la localizzazione della clientela, i corretti margini di bilancio, la presenza o meno di forme assicurative”.

La vita di un credito commerciale passa attraverso varie competenze all’interno di un’azienda. Dopo l’aspetto contrattuale – che rappresenta la base per la sua nascita – il credito transita in ambito amministrativo. Si tratta di una fase delicata, perché qui si rileva la puntualità del cliente e il suo potenziale rischio d’insolvenza. L’azienda deve quindi muovere alcuni passi per rilevare quando il credito sia certo, liquido ed esigibile e utilizzare gli strumenti amministrativi e fiscali per monetizzarlo, svalutarlo o stralciarlo a seguito di accordo. E’ stato inoltre affrontato il tema dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione dei crediti commerciali vantati dalle imprese e della possibile attività di recupero.

Consigli tecnici e indicazioni pratiche sono state date durante l’incontro da Franco Roscini Vitali, commercialista, e Stefano Lania, responsabile del Servizio fiscale, societario, doganale e previdenziale di Confindustria Bergamo, che insieme a Claudio Gervasoni, responsabile di Punto Finanziario, e Claudio Mario Grossi, professore dell’Università Cattolica, hanno progettato e coordinato l’intero ciclo.

Rossana Pecchi

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