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Terremoto o meno, la ditta “Percassi-Marino” si tenga stretto Favini

Il nostro Luciano Passirani questa settimana è tornato a parlare del settore giovanile nerazzurro, complimentandosi con Bonacina e offrendo uno "spillo" ai vertici societari: "Il Mago di Meda merita più di un semplice rispetto".

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di Luciano Passirani

Non me ne vogliano i ricorrenti detrattori ma nel rimanere alla settimana trascorsa temo siano diversi gli argomenti di cui parlare, a cominciare dalla sconfitta della Primavera di Valter Bonacina al quale dobbiamo comunque fare un monumento per avere portato in finale una squadra che presa singolarmente non poteva valere la Lazio, forse nemmeno il Milan battuto in semifinale. Vuol dire che l’impostazione dell’ex-guerriero atalantino è stata per tutto l’anno quella di privilegiare il gioco e non i singoli, al contrario della Lazio che ha puntato prettamente su due finalizzatori, i giovani senegalesi Tounkare e Keita, guarda caso nemmeno lontanamente cresciuti a Formello, ma acquistati a suon di soldoni dalla Cantera del Barcellona. E infatti in tribuna se la godevano Lotito, Tare e Petkovic, niente meno che il presidente con il direttore generale e l’allenatore della squadra che ha vinto anche la Coppa Italia.

Altri stimoli anche per i ragazzi in campo, contro le assenze in casa atalantina del presidente e del direttore generale. Una politica diversa quella del settore giovanile atalantino, da verificare e da confrontare perchè dentro la rosa della Primavera atalantina a parte Palma e Nava non ho visto per ora elementi già pronti per la prima squadra.

In generale prevale il contesto che il calcio attuale ha molto allargato la differenza di valori, di personalità e di fisicità tra Primavera e prima squadra. In questo non riesco a dare torto a Colantuono, a parte che con lui anche Bonaventura inizialmente ha fatto molta fatica nel trovare considerazione, per non parlare di Gabbiadini, per il quale la chicca della settimana ci porta alle dichiarazioni del direttore Marin: "Rinnoveremo la comproprietà, ma non ci sarà la possibilità di un prestito ad una terza squadra". Salvo verificare la volontà del giocatore e del suo entourage, mi permetto di ricordare, considerata la precedente scelta che andava in direzione opposta.

Personalmente non capirei la caccia ad un altro attaccante, per lasciare Gabbiadini ancora al Bologna. Ma questo concetto sembra averlo capito anche Marino. Quindi Gabbiadini a fare da spalla a Denis in un ipotetico 4-3-3?

Per rimanere al settore giovanile, la settimana trasuda dei "mal di pancia" di Mino Favini. Pur riconoscendo alla gestione Percassi gli indubbi investimenti nel settore, lasciano l’amaro in bocca determinati modi di operare e di condividere, quanto comunicare talune scelte. Favini non ha fatto mistero, con poche parole e altrettanti lunghi silenzi, di non sposare le mancate conferme di Perico prima, di Butti poi e l’abbandono della Berretti, di oggi.

Marino tirato per la giacchetta e controvoglia ha dovuto convocare una conferenza stampa con a fianco il consulente Spagnolo e il sempre allineato Zamagna, ma non Favini, per dire che le decisioni sono sempre state prese con riunioni collegiali, non tralasciando nemmeno un inutile colpo basso ai Ruggeri ("Con loro il settore giovanile era stato svilito"), confermando, se c’era ancora bisogno, quale sia lo stile Marino.

Commentare i fatti senza averli vissuti personalmente non è da tutti, sempre aspettando il vero valore aggiunto del direttore. Se a ciò aggiungiamo le considerazioni di Beppe Bergomi non tanto sulla cancellazione della Berretti, che a mio parere ci può anche stare, ma sul modo di comunicarlo all’interessato, che è un’altra cosa: "L’ho saputo dai giornali", non riesco a dare torto a chi parla di terremoto, fin troppo silenzioso. Non vorrei fosse l’inizio dell’addio del Mago di Meda, perché credo ci sia un limite a tutto per un uomo di 77 anni a cui dobbiamo qualcosa di più del semplice rispetto, il confine potrebbe essere rappresentato dall’attacco alla dignità della persona.

Per la ditta "Percassi & Marino" non è stata una settimana facile. Dal Tar di Brescia è arrivata la risposta sul ricorso presentato dall’Atalanta contro il Comune di Bergamo per l’utilizzo esclusivo dello stadio, volto ad impedirne di fatto l’utilizzo da parte dell’AlbinoLeffe: "La pretesa è infondata e deve essere respinta". Un vero macigno su ulteriori pretese, come la concessione per 99 anni richiesta da Percassi al Comune.

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Commenti

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  1. Scritto da Diego

    Ma perchè l’Atalanta non lancia mai qualche giovane in prima squadra? Lo farà addirittura anche il Milan nella prossima stagione inserendo stabilmente Cristante e Petagna nella rosa allenata da Allegri, e sono due classe ’95…senza dimenticare che lo stesso De Sciglio fino a due anni fa giocava in Primavera!
    Sostituiamo 4 giocatori che quest’anno hanno giocato poco nell’Atalanta come Parra, Troisi, Ferri e Cazzola con Cais, Nava, Milesi e Palma..sarebbe così azzardata come scelta?

  2. Scritto da poeret

    il signor Passirani ha dimenticato di dire che Favini invece 3 anni9 fa aveva chiaramente detto voleva andarsene con al precedente presidenza..

    1. Scritto da giò

      Il signor Poeret ha dimenticato che tre anni fa criticava la precedente presidenza per aver licenziato il preparatore dei portieri, Malizia. Adesso vengono licenziati due allenatori molto apprezzati dal responsabile del settore giovanile, ma per lui va tutto bene.

  3. Scritto da lello

    beh, a questo punto a favini nn rimangono che due strade (anche per evitare di fare la figura della foglia di fico…): nn era a conoscenza e nn ha condiviso le scelte della società e, quindi, si dimette, oppure, viceversa, le ha avallate e dimostra in modo pubblico (manifesto, insomma…) che sostiene la linea di percassi. le dichiarazioni di favini rese a caldo lascerebbero presupporre la prima ipotesi, comunque…

  4. Scritto da uno qualunque

    Alcuni concetti possono essere parzialmente condivisibili, ma il pulpito manca di credibilita’. “Confermando, se c’era ancora bisogno, quale sia lo stile Marino.” Direi che questa frase conferma, se ce ne fosse (…) ancora bisogno, l’obbiettivita’ dell’articolista. “Commentare i fatti senza averli vissuti personalmente non è da tutti, sempre aspettando il vero valore aggiunto del direttore.” In questo caso mi domando: l’articolista non fa altrettanto? E lui forni’ un valore aggiunto?

    1. Scritto da il pulpito?!?

      mi scusi, ma secondo lei un’opinionista ha lo stesso ruolo di un direttore generale? Perché se così dev’essere non dovrebbe esistere più un giornalista sportivo che sia uno.

  5. Scritto da Massimo

    egregio Signore, tengo a precisare la sua, non vedo giocatori pronti per la prima squadra se non Palma e Nava, le faccio una mia piccola e personale considerazione, tale Milesi centrale di difesa….visione di gioco, impostazione, copertura di piu’ ruoli, e non per ultimo i risultati. Gol subiti sono cifre che parlano da sole.Non e’ una partita giocata sotto tono che puo’ compromettere la classe infinita di questo atleta…Meditate dirigenti Meditate…..Cordialità.-